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Oltraggio a pubblico ufficiale: offese allo stadio.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per Oltraggio a pubblico ufficiale a seguito di espressioni ingiuriose proferite all’interno di uno stadio. La difesa contestava la mancata prova della percezione delle offese da parte di terzi, ma i giudici hanno confermato che il contesto di una partita di calcio garantisce intrinsecamente la presenza di numerosi astanti. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato anche a causa del richiamo a prove testimoniali estranee al procedimento in esame.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Oltraggio a pubblico ufficiale: le offese allo stadio costano caro

Il reato di Oltraggio a pubblico ufficiale torna al centro dell’attenzione della Suprema Corte con una decisione che chiarisce l’importanza del contesto ambientale in cui vengono proferite le offese. In particolare, la sentenza analizza la condotta di un tifoso che, durante una manifestazione sportiva, ha rivolto espressioni ingiuriose verso le autorità presenti.

Il caso e lo scenario del conflitto

La vicenda trae origine da una condanna emessa dalla Corte di Appello nei confronti di un individuo che aveva insultato un pubblico ufficiale all’interno di un impianto sportivo. L’imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando, tra i vari motivi, una presunta carenza di prove circa l’effettiva percezione delle frasi da parte delle persone presenti (i cosiddetti astanti) e l’erronea applicazione della legge penale.

La configurazione dell’Oltraggio a pubblico ufficiale

Perché si possa parlare di questo reato, l’Art. 341-bis del codice penale richiede che l’offesa avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone. La difesa sosteneva che non vi fosse certezza che la folla avesse realmente udito le parole offensive. Tuttavia, la giurisprudenza è chiara nel ritenere che la natura stessa del luogo e l’evento in corso siano determinanti per la prova del reato.

L’irrilevanza di prove esterne al processo

Un punto critico del ricorso è stato il tentativo della difesa di utilizzare frammenti di deposizioni provenienti da un processo differente. La Cassazione ha ribadito che ogni procedimento vive di prove proprie e che richiamare atti estranei rende il motivo di ricorso manifestamente infondato, non potendo il giudice di legittimità valutare elementi non appartenenti al fascicolo processuale specifico.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla congruità della decisione di merito. I giudici hanno rilevato che le espressioni oltraggiose sono state proferite allo stadio durante una partita di calcio. Tale contesto, per sua natura, implica la presenza di un ampio novero di persone. Di conseguenza, il requisito della presenza di più astanti è da considerarsi implicitamente soddisfatto, rendendo superflua una prova analitica della percezione individuale di ogni singolo spettatore. La Corte ha inoltre sottolineato come i motivi addotti dal ricorrente fossero generici e basati su presupposti fattuali errati, portando inevitabilmente alla dichiarazione di inammissibilità.

Le conclusioni

In conclusione, il ricorso è stato rigettato con la conseguente condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. La sentenza conferma un orientamento rigoroso: chi offende le istituzioni in contesti affollati non può sperare in una facile assoluzione basata su tecnicismi relativi alla percezione acustica delle offese. La tutela dell’onore del pubblico ufficiale rimane prioritaria, specialmente quando l’atto avviene in contesti di grande visibilità pubblica come gli eventi sportivi.

Cosa succede se si insulta un pubblico ufficiale allo stadio?
Si rischia una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, poiché la presenza di una folla soddisfa automaticamente il requisito della presenza di più persone richiesto dalla legge.

È necessario che tutti i presenti sentano chiaramente l’offesa?
No, è sufficiente che l’offesa sia proferita in un contesto dove potenzialmente più persone possono percepirla, come appunto un settore affollato di uno stadio.

Quali sono le conseguenze di un ricorso in Cassazione inammissibile?
Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria che può arrivare a diverse migliaia di euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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