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Occultamento scritture contabili: il reato sussiste

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di occultamento scritture contabili. La Corte ha chiarito che il reato sussiste anche se la contabilità viene ricostruita tramite documenti di terzi, non essendo richiesta un’impossibilità assoluta di accertamento dei redditi. Negate anche le attenuanti generiche.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Occultamento Scritture Contabili: Reato Anche se la Contabilità è Ricostruibile

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di reati tributari, specificando i contorni del delitto di occultamento scritture contabili. La decisione chiarisce che il reato, previsto dall’art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000, si configura anche quando la contabilità dell’impresa può essere ricostruita aliunde, ovvero tramite documenti reperiti presso terzi. Analizziamo nel dettaglio la pronuncia.

Il Caso: La Condanna per Occultamento di Documenti

Un imprenditore individuale veniva condannato sia in primo grado che in appello per aver occultato o distrutto parte delle scritture contabili della sua impresa, al fine di evadere le imposte. La pena inflitta era di sette mesi di reclusione.

Contro la sentenza di secondo grado, l’imprenditore proponeva ricorso per Cassazione, basandolo su due motivi principali:
1. A suo dire, il reato non sussisteva perché, nonostante la documentazione mancante, era stato comunque possibile ricostruire la contabilità aziendale. Secondo la sua tesi, il reato si configurerebbe solo in caso di impossibilità assoluta di ricostruzione del reddito o del volume d’affari.
2. Lamentava inoltre la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, che avrebbero potuto comportare una riduzione della pena.

L’Impossibilità di Ricostruzione e l’occultamento scritture contabili

La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva, definendola manifestamente infondata. Gli Ermellini hanno chiarito un punto cruciale: l’impossibilità di ricostruire il reddito o il volume d’affari, elemento costitutivo del reato di occultamento scritture contabili, non deve essere intesa in senso assoluto.

Il reato sussiste anche quando, per accertare la situazione fiscale del contribuente, l’amministrazione finanziaria o l’autorità giudiziaria sono costrette a un lavoro di ricostruzione più complesso, ad esempio acquisendo la documentazione mancante presso clienti, fornitori o altri soggetti terzi. La condotta di chi occulta i documenti contabili è penalmente rilevante proprio perché ostacola l’attività di accertamento, rendendola più difficile e laboriosa, indipendentemente dal fatto che alla fine si riesca a ricostruire il quadro contabile.

Il Rifiuto delle Attenuanti Generiche

Anche il secondo motivo di ricorso è stato giudicato infondato. La Corte ha osservato che i giudici di merito avevano correttamente negato le circostanze attenuanti generiche, motivando la loro decisione sulla base di elementi concreti. In particolare, è stata data rilevanza alla carenza di elementi positivi a favore dell’imputato e, al contrario, alla presenza di precedenti penali a suo carico. Inoltre, la pena era già stata fissata al minimo edittale previsto dalla legge, rendendo di fatto irrilevante un’ulteriore mitigazione.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la condanna. Il Collegio ha ribadito che l’assunto del ricorrente, secondo cui la fattispecie criminosa richiederebbe un’impossibilità assoluta di ricostruzione della contabilità, è erroneo. Citando un proprio precedente (Cass. n. 41683/2018), la Corte ha specificato che l’elemento oggettivo del reato è integrato anche quando è necessario procedere all’acquisizione della documentazione mancante presso terzi. Nel caso specifico, i giudici di merito avevano correttamente ritenuto integrato il reato sulla scorta della documentazione contabile parzialmente rinvenuta, che dimostrava l’occultamento di altra parte di essa.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa pronuncia consolida un orientamento giurisprudenziale rigoroso in tema di reati tributari. L’insegnamento principale è chiaro: l’imprenditore non può sottrarsi alla responsabilità penale per l’occultamento scritture contabili sostenendo che, con un po’ di sforzo, l’amministrazione finanziaria avrebbe potuto ricostruire i suoi affari. La legge punisce la condotta fraudolenta che mira a impedire o anche solo a ostacolare l’accertamento fiscale. La semplice possibilità di ricostruire la contabilità attraverso fonti esterne non è sufficiente a escludere la colpevolezza. La decisione serve da monito per tutti gli operatori economici sull’importanza di una corretta e trasparente tenuta della contabilità.

Quando si configura il reato di occultamento o distruzione di scritture contabili (art. 10 D.Lgs. 74/2000)?
Il reato si configura quando un soggetto occulta o distrugge documenti contabili in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.

Se la contabilità di un’azienda viene comunque ricostruita, ad esempio tramite documenti trovati presso terzi, il reato di occultamento sussiste lo stesso?
Sì, la Corte di Cassazione ha chiarito che il reato sussiste anche quando la ricostruzione è possibile ma richiede l’acquisizione di documenti presso terzi o aliunde. L’impossibilità di ricostruzione richiesta dalla norma non deve essere intesa in senso assoluto.

Perché nel caso esaminato sono state negate le circostanze attenuanti generiche all’imputato?
La Corte d’appello ha negato le attenuanti generiche a causa della carenza di elementi positivi a favore del ricorrente e della presenza di precedenti penali a suo carico. Inoltre, la pena era già stata applicata nella misura minima prevista dalla legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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