Nullità Udienza: La Cassazione Chiarisce i Termini per la Contestazione
Quando un vizio procedurale può invalidare un intero grado di giudizio? E, soprattutto, qual è il momento ultimo per farlo valere? Con la recente ordinanza n. 16925/2024, la Corte di Cassazione torna su un tema cruciale della procedura penale: la nullità udienza per omesso avviso a uno dei difensori. La decisione sottolinea l’importanza della tempestività nel sollevare determinate eccezioni, pena l’inammissibilità del ricorso e la cristallizzazione della decisione impugnata.
I Fatti del Caso
Un individuo, già destinatario di una misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, decideva di impugnare il decreto della Corte di Appello che confermava tale misura. Il ricorrente basava la sua intera difesa su un unico motivo: la violazione della legge processuale. Nello specifico, lamentava la nullità dell’udienza celebrata in appello, sostenendo che uno dei suoi due avvocati non avesse ricevuto la notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza stessa. Secondo la sua tesi, questa omissione avrebbe irrimediabilmente viziato il procedimento, compromettendo il suo diritto di difesa.
La Questione Giuridica sulla Nullità Udienza
Il cuore della controversia non risiede tanto nell’effettiva omissione della notifica, quanto nel momento in cui tale vizio è stato sollevato. La difesa ha denunciato la presunta nullità dell’udienza per la prima volta con il ricorso per Cassazione. La questione giuridica sottoposta agli Ermellini era quindi la seguente: un vizio di questo tipo, tecnicamente definito come “nullità a regime intermedio”, può essere fatto valere in qualsiasi momento, oppure esiste un termine perentorio per la sua deducibilità?
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. I giudici hanno chiarito che la violazione processuale lamentata (l’omessa notificazione dell’avviso a uno dei due difensori) integra una nullità a regime intermedio. Per questa tipologia di vizi, il codice di procedura penale prevede termini di decadenza precisi per la loro contestazione.
Richiamando un consolidato principio espresso dalle Sezioni Unite (sentenza n. 22242 del 2011), la Corte ha ribadito che il termine ultimo per eccepire la nullità dell’udienza derivante dalla mancata notifica dell’avviso a un difensore è la deliberazione della sentenza nello stesso grado di giudizio in cui il vizio si è verificato. In altre parole, la difesa avrebbe dovuto sollevare la questione davanti alla stessa Corte d’Appello, prima che questa si ritirasse in camera di consiglio per decidere. Aver atteso di presentare il ricorso in Cassazione per denunciare il vizio ha reso la contestazione irrimediabilmente tardiva.
Conclusioni
La decisione in esame offre un importante monito sulla diligenza processuale. Non tutti i vizi possono essere “conservati” per essere utilizzati come ultima risorsa in Cassazione. Le nullità intermedie, come quella relativa all’omesso avviso al difensore, devono essere immediatamente eccepite nella sede processuale in cui si verificano. In caso contrario, si intendono sanate e non possono più inficiare la validità del procedimento. La conseguenza per il ricorrente è stata severa: non solo la conferma della misura di prevenzione, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia riafferma la necessità di una vigilanza costante da parte dei difensori sull’iter processuale, poiché la tempestività è un requisito essenziale per la tutela efficace dei diritti.
Cosa succede se uno dei due difensori non viene avvisato dell’udienza di appello?
Si verifica una violazione processuale definita “nullità a regime intermedio”. Tuttavia, questo vizio non invalida automaticamente il procedimento se non viene contestato tempestivamente.
Entro quale momento bisogna contestare la mancata notifica dell’avviso di udienza a un difensore?
Secondo la Corte, questa nullità deve essere eccepita prima della deliberazione della sentenza nello stesso grado di giudizio in cui si è verificata (in questo caso, prima della decisione della Corte d’Appello). Sollevarla per la prima volta in Cassazione è troppo tardi.
Quali sono le conseguenze se un ricorso viene dichiarato inammissibile per tardiva contestazione di una nullità?
Il ricorso non viene esaminato nel merito, la decisione impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16925 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16925 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a ACI SANT’ANTONIO il DATA_NASCITA
avverso il decreto del 24/10/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO e CONSIDERATO IN DIRITTO
– che COGNOME NOME ricorre (ulteriormente argomentando con memoria del 7 marzo 2024) avverso il decreto della Corte di Appello di Roma che ha confermato la pronunzia di primo grado con la quale il COGNOME era stato destinatari dell’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza;
– che il primo ed unico motivo di ricorso, con il quale il ricorrente denunzia l violazione della legge penale in ordine alla nullità dell’udienza celebrata in appello omesso avviso al difensore è manifestamente infondato in quanto la violazione processuale è stata dedotta tardivamente (“il termine ultimo di deducibilità dell nullità a regime intermedio, derivante dall’omessa notificazione dell’avviso d fissazione dell’udienza camerale di appello ad uno dei due difensori dell’imputato, è quello della deliberazione della sentenza nello stesso grado, anche in caso di assenz in udienza sia dell’imputato che dell’altro difensore, ritualmente avvisati: Sez. U, 22242 del 27/01/2011, COGNOME, Rv. 249651);
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, co condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 27 marzo 2024
Il Pre ‘dente