LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Nullità della lista testimoniale: annullata la condanna

Il Cittadino viene condannato in primo grado per aver portato in luogo pubblico un coltello di tipo butterfly senza giustificato motivo. Durante il processo, il giudice dichiara la nullità della citazione in giudizio e, successivamente, rifiuta di ammettere i testimoni della difesa poiché la lista non era stata ridepositata prima della nuova udienza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Cittadino, stabilendo che la nullità del decreto di citazione non comporta la nullità della lista testimoniale precedentemente e regolarmente depositata. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la sentenza senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato, confermando tuttavia la confisca obbligatoria del coltello.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 6914 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 1 n. 6914/2022)

Il caso del coltello a farfalla e il diritto alla difesa

Un cittadino viene fermato dalle forze dell’ordine mentre porta con sé, all’interno di un borsetto, un coltello modello butterfly (coltello a farfalla) con una lama di circa dieci centimetri. Il Tribunale lo condanna al pagamento di un’ammenda per porto abusivo di armi in luogo pubblico senza giustificato motivo. Durante il processo di primo grado, si verifica un problema procedurale. Il giudice rileva un vizio nella notifica del decreto di citazione a giudizio e ne dispone la rinnovazione. La difesa aveva già depositato la lista dei propri testimoni. Tuttavia, il giudice decide di non ammettere questi testimoni perché il difensore non ha presentato nuovamente la lista prima della nuova udienza. Questo diniego solleva una questione cruciale sulla nullità della lista testimoniale e sulla sua indipendenza dagli atti di citazione.

La regola processuale e la nullità della lista testimoniale

Il diritto alla prova rappresenta un pilastro fondamentale del giusto processo. Quando un cittadino affronta un giudizio penale, ha il diritto di presentare prove a sua difesa, inclusi i testimoni. La legge prevede che le parti debbano depositare la lista dei testimoni almeno sette giorni prima dell’udienza dibattimentale. Nel caso in esame, il giudice di primo grado ha ritenuto che la nullità della notifica della citazione travolgesse anche la lista dei testimoni già depositata. La Cassazione chiarisce che questo ragionamento è errato. Non esiste un legame di dipendenza logica o giuridica tra il decreto che dispone il giudizio e la lista testimoniale. Pertanto, la nullità della lista testimoniale non può essere dichiarata come conseguenza automatica della nullità della citazione. La lista rimane valida e utilizzabile.

Le motivazioni della sentenza sulla nullità della lista testimoniale

I giudici della Suprema Corte accolgono il ricorso del cittadino basandosi su un principio giurisprudenziale consolidato. La nullità del decreto di citazione a giudizio non si estende alla lista dei testimoni che la difesa ha depositato regolarmente in precedenza. La lista testimoniale costituisce un atto autonomo rispetto al decreto di citazione. Una volta che la difesa ha depositato l’elenco nei termini di legge, tale deposito conserva la sua validità anche se l’udienza viene rinviata o se la notifica dell’atto di citazione deve essere ripetuta. Il giudice non può quindi revocare l’ammissione dei testimoni della difesa basandosi sulla mancata ripresentazione della lista. Questo comportamento lede gravemente il diritto di difesa e rende nullo il procedimento successivo.

Le conclusioni sul reato e sulla confisca dell’arma

La Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinvio. Il reato contestato al cittadino è ormai estinto per prescrizione (estinzione del reato dovuta al decorso del tempo), poiché sono trascorsi più di sette anni dal momento del fatto. Tuttavia, i giudici confermano la confisca e la distruzione del coltello sequestrato. La legge sulle armi prevede infatti la confisca obbligatoria degli oggetti atti ad offendere, anche in caso di estinzione del reato per prescrizione. Il cittadino evita la pena pecuniaria grazie all’annullamento della condanna, ma perde definitivamente il possesso del coltello. Questa decisione ribadisce l’importanza del rispetto delle regole procedurali a tutela del cittadino, senza però rinunciare alla sicurezza pubblica.

Cosa succede alla lista dei testimoni se la citazione in giudizio viene dichiarata nulla?
La lista dei testimoni rimane pienamente valida e non deve essere ridepositata, poiché è un atto autonomo rispetto al decreto di citazione.

Si può evitare la confisca di un coltello se il reato cade in prescrizione?
No, la confisca e la distruzione delle armi o degli oggetti atti ad offendere rimangono obbligatorie anche se il reato si estingue per prescrizione.

Quali sono i termini per depositare la lista dei testimoni nel processo penale?
La lista dei testimoni deve essere depositata in cancelleria almeno sette giorni prima della data fissata per l’udienza dibattimentale.

Termini giuridici

Prescrizione
La causa di estinzione del reato che si verifica quando è decorso il tempo massimo stabilito dalla legge senza che sia intervenuta una sentenza irrevocabile.
Lista testimoniale
L'elenco scritto contenente l'indicazione dei testimoni che ciascuna parte del processo intende esaminare durante il dibattimento.
Confisca
La misura di sicurezza patrimoniale con cui lo Stato acquisisce la proprietà di cose collegate alla commissione di un reato.
Annullamento senza rinvio
La decisione della Corte di Cassazione che elimina la sentenza impugnata senza disporre un nuovo giudizio di merito.
Favor impugnationis
Il principio giuridico (favore per l'impugnazione) che tende a salvare l'atto di impugnazione proposto erroneamente, convertendolo nella forma corretta.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)