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No alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva escluso la gravità indiziaria per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nei confronti di un imprenditore. L’accusa ipotizzava una collusione per sanare, tramite affidamento diretto, lavori già eseguiti abusivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reato ex art. 353-bis c.p. non è configurabile in caso di affidamento diretto puro e senza alcuna procedura competitiva o selettiva, poiché manca un bando di gara o un atto equipollente da inquinare.

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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 7264 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 7264/2022)

Il caso dell’appalto diretto e l’accusa di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

La gestione degli appalti pubblici richiede sempre il massimo rispetto delle regole di trasparenza. Nel caso in esame, la Procura della Repubblica ha contestato a un imprenditore il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. L’accusa ipotizzava un accordo illecito con il sindaco di un Comune per sanare l’esecuzione di alcuni lavori idrici. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’imprenditore aveva già eseguito le opere in via d’urgenza senza alcuna formalizzazione. Successivamente, l’amministrazione comunale avrebbe deliberato un affidamento diretto a favore di un’impresa collegata per coprire finanziariamente i lavori già svolti. Il Tribunale del Riesame ha però escluso la sussistenza del reato, spingendo il Pubblico Ministero a ricorrere in Cassazione.

La differenza tra gara pubblica e affidamento diretto

La distinzione tra le diverse modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è fondamentale. La gara pubblica prevede una competizione aperta tra più concorrenti, regolata da un bando che stabilisce requisiti e criteri di selezione. Al contrario, l’affidamento diretto rappresenta una procedura semplificata. In questo caso, l’ente pubblico assegna i lavori direttamente a un operatore economico, senza avviare una vera e propria procedura selettiva. Questa modalità è consentita dalla legge per appalti di importo inferiore alle soglie comunitarie, con lo scopo di velocizzare l’azione amministrativa. La mancanza di una gara formale esclude la presenza di un bando o di un atto equivalente.

Quando si configura il reato negli appalti pubblici

Il codice penale punisce severamente le condotte che mirano a inquinare le procedure di gara. L’articolo 353-bis del codice penale sanziona chi turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando. L’obiettivo della norma è garantire che le regole del gioco non vengano manipolate prima della competizione. Tuttavia, la giurisprudenza chiarisce che questo reato richiede necessariamente un contesto competitivo. Se non esiste una gara, anche informale, non è possibile ipotizzare la violazione della norma. La semplice trattativa privata o l’affidamento diretto puro, privi di qualsiasi confronto comparativo tra più offerte, non rientrano nell’ambito di applicazione di questa specifica fattispecie penale.

Le motivazioni della decisione sulla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso del Pubblico Ministero con argomentazioni molto chiare. La Suprema Corte ha confermato che il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente non può configurarsi in presenza di un affidamento diretto puro. La condotta illecita descritta dalla norma deve necessariamente colpire un atto che detta le regole di una selezione, come il bando di gara o un documento equipollente. Nel caso specifico, l’amministrazione ha utilizzato lo schema dell’affidamento sotto soglia in conformità con il decreto legge Sblocca cantieri. Non vi è stata alcuna procedura selettiva, né la pubblicazione di un bando, né una gara informale. Di conseguenza, la condotta contestata all’imprenditore non poteva in alcun modo integrare gli estremi del reato ipotizzato, mancando l’oggetto stesso della condotta di turbativa.

Le conclusioni sul reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

La sentenza della Cassazione ribadisce un principio di legalità fondamentale per il diritto penale. Non è possibile applicare una norma incriminatrice a casi non espressamente previsti dalla legge. L’affidamento diretto puro, pur potendo presentare profili di illegittimità amministrativa o altre tipologie di reato se attuato in modo distorto, non può essere punito ai sensi dell’articolo 353-bis del codice penale. Per la configurabilità del delitto occorre sempre una procedura che contempli una selezione o un confronto competitivo tra più soggetti. Il ricorso della Procura è stato quindi rigettato, confermando l’annullamento della misura cautelare per questo specifico capo d’accusa e sancendo la vittoria dell’imprenditore.

Quando si configura il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente?
Questo reato si configura solo quando la condotta illecita mira a inquinare il contenuto di un bando di gara o di un atto equivalente nell’ambito di una procedura selettiva o competitiva.

L’affidamento diretto senza gara può integrare questo reato?
No, l’affidamento diretto puro e privo di qualsiasi confronto competitivo tra più concorrenti non può integrare questo reato perché manca un bando o una procedura selettiva da turbare.

Cosa succede se l’amministrazione usa l’affidamento diretto in modo distorto?
Se l’affidamento diretto viene utilizzato in modo distorto, la condotta potrebbe violare altre norme amministrative o penali, ma non costituisce il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Termini giuridici

Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente
Reato che punisce chi condiziona il contenuto del bando di gara per pilotare la scelta del contraente.
Affidamento diretto
Modalità di assegnazione di un appalto pubblico senza una gara competitiva, usata per importi di modesta entità.
Gravità indiziaria
Presenza di indizi seri e concordanti che giustificano l'applicazione di una misura cautelare.
Riesame
Mezzo di impugnazione con cui si chiede a un tribunale diverso di valutare nuovamente la legittimità di una misura cautelare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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