Morte dell’Imputato: Quando la Cassazione Deve Annullare la Propria Sentenza
Un principio fondamentale del nostro ordinamento stabilisce che il processo penale non può proseguire nei confronti di una persona deceduta. Ma cosa accade se la notizia del decesso non giunge in tempo alla Corte di Cassazione, che nel frattempo emette una sentenza? Un’ordinanza recente chiarisce le conseguenze della morte dell’imputato avvenuta prima della decisione di legittimità, stabilendo un percorso procedurale preciso per ripristinare la corretta applicazione della legge.
I Fatti del Caso: Un Decesso Sconosciuto alla Corte
La vicenda riguarda un imputato condannato dalla Corte d’Appello di Lecce con una sentenza del dicembre 2020. L’imputato aveva presentato ricorso per cassazione. Tuttavia, nell’agosto del 2022, prima che la Suprema Corte potesse celebrare l’udienza, l’uomo decedeva. Ignara di questo evento, la Corte di Cassazione, nel settembre 2022, dichiarava inammissibile il ricorso, rendendo così definitiva la condanna d’appello. Solo successivamente, su istanza del Sostituto Procuratore Generale, emergeva la certificazione del decesso, avvenuto in epoca anteriore alla pronuncia della Cassazione.
La Decisione della Corte e la morte dell’imputato
Investita della questione, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dovuto affrontare un problema procedurale delicato: come rimediare a una sentenza emessa nei confronti di un soggetto non più esistente? La Corte ha stabilito che la morte dell’imputato, intervenuta prima della deliberazione, comporta la dissoluzione del rapporto processuale. Di conseguenza, la sentenza successiva emessa dalla stessa Corte è da considerarsi giuridicamente “inesistente”.
Pertanto, i giudici di legittimità hanno adottato una duplice decisione:
- Revoca della propria precedente ordinanza (quella del settembre 2022 che dichiarava l’inammissibilità del ricorso).
- Annullamento senza rinvio della sentenza della Corte d’Appello di Lecce, dichiarando l’estinzione dei reati per morte del reo.
Le Motivazioni: Inesistenza della Sentenza e Competenza
La Corte ha fondato la sua decisione su un principio consolidato, richiamando una precedente pronuncia (Sez. 6, n. 10199/2010). Il ragionamento giuridico è lineare: se l’imputato muore, il processo a suo carico si estingue. Qualsiasi atto processuale successivo, inclusa una sentenza, è privo di un suo presupposto essenziale (la parte processuale) e, pertanto, deve essere considerato come mai venuto ad esistenza. Elemento cruciale della motivazione è l’individuazione del giudice competente a dichiarare tale inesistenza. La Cassazione ha chiarito che non si tratta di una questione per il giudice dell’esecuzione, bensì per lo stesso giudice che ha deliberato la sentenza “viziata”. È quest’ultimo che deve rimuoverla dall’ordinamento giuridico, revocandola. Una volta rimossa la propria decisione, la Corte ha potuto esaminare la posizione dell’imputato come se il ricorso fosse ancora pendente, procedendo quindi all’annullamento della sentenza di merito per l’intervenuta estinzione del reato a causa della morte dell’imputato.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Decisione
Questa ordinanza ribadisce un principio di garanzia fondamentale: nessuno può essere giudicato o condannato dopo la sua morte. La decisione illustra l’iter corretto per sanare una situazione anomala, ma possibile, derivante da un difetto di comunicazione. L’intervento della stessa Corte che ha emesso l’atto inesistente assicura una rapida e corretta risoluzione, evitando di demandare la questione ad altre sedi giudiziarie, come quella dell’esecuzione, che non avrebbero la competenza per revocare una pronuncia di legittimità. In definitiva, la giustizia si ferma di fronte alla morte, e ogni atto compiuto in spregio a questo principio deve essere rimosso per ripristinare la legalità.
Cosa succede se un imputato muore prima della decisione della Cassazione, ma la Corte non ne è a conoscenza?
La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione è considerata giuridicamente inesistente. Una volta accertato il decesso, la stessa Corte deve revocare la propria decisione.
Chi è competente a dichiarare l’inesistenza di una sentenza emessa dopo la morte dell’imputato?
La competenza spetta allo stesso giudice che ha emesso la sentenza (in questo caso, la Corte di Cassazione) e non al giudice dell’esecuzione.
Qual è l’effetto della revoca della sentenza della Cassazione emessa post-mortem?
Una volta revocata la propria decisione, la Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza del grado precedente (la sentenza d’appello), dichiarando che i reati sono estinti a causa della morte dell’imputato.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 46438 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 46438 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 07/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI ROMA nel procedimento a carico di: COGNOME NOME NOME NOME CASTRIGNANO DE’ GRECI il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 13/09/2022 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; Ricorso trattato de plano.
IN FATTO ED IN DIRITTO
Considerato che con istanza formulata in data 13 aprile 2023 il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di appello di Lecce ha rivolto alla Corte d’Appello di Lecce istanza di declaratoria di estinzione della pena per morte del reo in relazione alla sentenza n.1367 del 7 dicembre 2020 della Corte d’appello di Lecce, divenuta definitiva il 13 settembre 2022 a seguito di ordinanza dichiarativa dell’inammissibilit del ricorso presentato dall’imputato NOME COGNOME;
preso atto che con atto del 3 maggio 2023, pervenuto alla Cancelleria della Seconda Sezione penale il 19 maggio 2023 è stata disposta la trasmissione dell’istanza a questa Corte per competenza unitamente al provvedimento della Corte d’appello di data 28 aprile 2023;
osservato che è stata acquisita certificazione da cui risulta che NOME COGNOME è deceduto il 19 agosto 2022 a San Cesario di Lecce, pertanto in epoca anteriore alla celebrazione del processo in Cassazione;
considerato che la dissoluzione del rapporto processuale, conseguente al decesso dell’imputato, rende inesistente la successiva sentenza, che va pertanto revocata, in relazione all’imputato. Tale inesistenza va dichiarata non già dal giudice dell’esecuzione, ma dallo stesso giudice che ha deliberato la sentenza (Sez. 6, n. 10199 del 09/03/2010, COGNOME, Rv. 246541). Revocata la sentenza del 13 settembre 2022 va quindi annullata senza rinvio la sentenza di appello, in ragione della morte
dell’imputato intervenuta dopo la sua deliberazione e prima della deliberazione di questa Corte di legittimità.
P.Q.M.
revoca la sentenza emessa dalla Seconda Sezione della Corte di cassazione all’udien del 13 settembre 2022 nei confronti di COGNOME NOME e, per l’effetto, ann senza rinvio la sentenza del 7 dicembre 2020 (irrevocabile il 13 settembre 2022) d Corte di appello di Lecce per essere i reati estinti per morte dell’imputato.
Così deciso in Roma, 7 settembre 2023
Il Consi)6 1 liere latore
Il Presidente