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Lottizzazione abusiva: sequestro e rischi per gli eredi

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di immobili oggetto di lottizzazione abusiva e gestione illecita di rifiuti. Le ricorrenti, pur dichiarandosi terze estranee in buona fede e invocando la prescrizione, hanno visto rigettate le loro istanze. La Corte ha stabilito che la lottizzazione abusiva è un reato permanente che si consuma solo con l’ultimo atto illecito. Inoltre, gli eredi che subentrano nella proprietà mentre l’attività edificatoria è ancora in corso non possono essere considerati terzi estranei, subentrando nella posizione giuridica del dante causa.

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Pubblicato il 2 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Lottizzazione abusiva: quando il sequestro colpisce anche gli eredi

La lottizzazione abusiva rappresenta una delle violazioni più gravi del territorio. Questo reato non riguarda solo la singola costruzione senza permesso, ma la trasformazione non autorizzata di intere aree. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce punti fondamentali sulla responsabilità degli eredi e sulla durata del reato.

Il caso: trasformazione del territorio e rifiuti

La vicenda riguarda un’area agricola di circa 19.000 metri quadrati sottoposta a vincolo paesaggistico. In questa zona sono state realizzate diverse opere edilizie in totale assenza di permessi. Oltre alle costruzioni, il terreno veniva utilizzato per lo smaltimento illecito di rifiuti e componenti di veicoli. Il Tribunale aveva disposto il sequestro preventivo degli immobili, misura impugnata dalle proprietarie che sostenevano di essere estranee ai fatti.

La permanenza del reato e la prescrizione

Uno dei punti centrali della difesa riguardava la presunta prescrizione del reato. Secondo i giudici, tuttavia, la lottizzazione abusiva è un reato permanente. Il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dal compimento dell’ultimo atto integrante la condotta illecita. Se sul sito sono ancora in corso interventi edilizi o nuove volumetrie, il reato non può dirsi prescritto. L’utilizzazione del territorio in contrasto con i piani urbanistici mantiene vivo l’illecito.

La posizione degli eredi e la buona fede

Le ricorrenti sostenevano di aver ricevuto gli immobili per successione ereditaria e di essere in buona fede. La Cassazione ha però precisato che l’erede che subentra nella proprietà mentre l’illecito è ancora in corso non è un terzo estraneo. Egli subentra nella stessa posizione di fatto e di diritto del defunto. Per evitare il sequestro, il proprietario deve dimostrare non solo la titolarità del diritto, ma anche l’assenza di qualsiasi negligenza che abbia permesso l’uso illecito del bene.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha evidenziato che il pericolo di incremento del carico urbanistico giustifica il mantenimento del sequestro. Anche se gli immobili fossero ultimati, la loro libera disponibilità aggraverebbe il pregiudizio per il territorio e l’ambiente. La presenza di nuclei familiari in unità abitative abusive determina un aumento delle esigenze di infrastrutture e servizi collettivi non pianificati. Inoltre, l’attività di smaltimento rifiuti documentata dai rilievi fotografici conferma la strumentalità dei beni rispetto alle attività delittuose.

Le conclusioni

In conclusione, la tutela del territorio prevale sul diritto di proprietà derivante da successione se il bene è frutto di un’attività illecita ancora in atto. La buona fede non può essere presunta ma deve essere provata rigorosamente dal terzo proprietario. La decisione ribadisce che la lottizzazione abusiva non si esaurisce con la sola costruzione, ma prosegue finché l’assetto del territorio viene alterato in violazione delle norme urbanistiche.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per la lottizzazione abusiva?
La prescrizione inizia a decorrere solo dal momento in cui viene compiuto l’ultimo atto della condotta illecita, come l’ultimazione dei manufatti o l’esecuzione delle opere di urbanizzazione.

Un erede può essere considerato terzo estraneo al reato edilizio?
No, se l’erede subentra nella proprietà mentre l’illecito permanente è ancora in corso, egli assume la stessa posizione giuridica del dante causa e non può invocare l’estraneità.

È possibile sequestrare un immobile abusivo già completato?
Sì, il sequestro preventivo è legittimo se la libera disponibilità dell’immobile può aggravare il carico urbanistico o pregiudicare la gestione del territorio e dell’ambiente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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