Legittimo Impedimento Avvocato: Quando l’Assenza del Difensore Rende Nulla l’Udienza
Il diritto alla difesa è uno dei pilastri fondamentali del nostro ordinamento giuridico. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato questo principio, chiarendo le conseguenze derivanti dalla mancata considerazione di un legittimo impedimento dell’avvocato. La Suprema Corte ha stabilito che la celebrazione di un’udienza, nonostante la tempestiva richiesta di rinvio del difensore per un concomitante impegno professionale, comporta la nullità del procedimento. Analizziamo insieme questa importante decisione.
I Fatti del Caso: La Richiesta di Rinvio Ignorata
Il caso ha origine da un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, che aveva respinto le richieste di un soggetto per ottenere misure alternative alla detenzione. La difesa dell’interessato ha proposto ricorso per cassazione, lamentando un grave vizio di procedura.
In particolare, l’avvocato di fiducia aveva documentato e comunicato tempestivamente alla cancelleria del tribunale di non poter partecipare all’udienza camerale a causa di un altro impegno professionale concomitante. Nonostante questa istanza di rinvio, il Tribunale di Sorveglianza aveva proceduto ugualmente, decidendo sulla richiesta in assenza del difensore designato.
Il Ricorso e il Principio del Legittimo Impedimento Avvocato
Il ricorso si è basato su un unico, ma decisivo, motivo: la violazione del diritto di difesa. La difesa ha sostenuto che l’udienza si era svolta irregolarmente, poiché il giudice non aveva preso in considerazione, né si era pronunciato, sulla richiesta di rinvio motivata dal legittimo impedimento dell’avvocato.
Questo vizio, secondo il ricorrente, avrebbe compromesso l’intero procedimento, rendendo nulla l’ordinanza emessa. Anche la Procura Generale presso la Corte di Cassazione ha condiviso questa tesi, concludendo per l’accoglimento del ricorso.
Le Motivazioni della Cassazione
La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso fondato. I giudici hanno verificato che, effettivamente, il Tribunale di Sorveglianza non aveva espresso alcuna valutazione sull’istanza di rinvio presentata dal difensore di fiducia.
La sentenza ribadisce un principio consolidato: la norma prevista dall’articolo 420-ter, comma 5, del codice di procedura penale, che disciplina il rinvio del dibattimento per legittimo impedimento del difensore, trova applicazione anche nei procedimenti di sorveglianza.
Di conseguenza, un impedimento legittimo, come un altro impegno professionale documentato, costituisce una causa obbligatoria di rinvio dell’udienza. Se il giudice disattende questa richiesta senza una motivazione valida, l’udienza celebrata in assenza del difensore è affetta da nullità. La Corte ha richiamato una sua precedente pronuncia (Sez. V, n. 17775 del 2022) per rafforzare questo orientamento giurisprudenziale.
Le Conclusioni
In conclusione, la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata e ha rinviato il caso al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo giudizio. Questa decisione sottolinea l’importanza cruciale della partecipazione effettiva del difensore di fiducia al processo. Ignorare una richiesta di rinvio basata su un legittimo impedimento non è una mera irregolarità, ma una violazione sostanziale del diritto di difesa che invalida l’intero atto. La sentenza serve come monito per garantire che le garanzie procedurali siano sempre rispettate, anche nei procedimenti, come quelli di sorveglianza, caratterizzati da una maggiore celerità.
Cosa succede se un’udienza si svolge senza l’avvocato di fiducia che aveva chiesto un rinvio per legittimo impedimento?
Secondo la sentenza, se la richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore viene disattesa, l’udienza è nulla e, di conseguenza, è nullo anche il provvedimento emesso in quella sede.
La regola sul legittimo impedimento dell’avvocato vale anche nei procedimenti davanti al Tribunale di Sorveglianza?
Sì, la Corte di Cassazione ha ribadito che la previsione dell’art. 420-ter, comma 5, del codice di procedura penale, che disciplina il legittimo impedimento, si applica anche nel procedimento di sorveglianza.
Qual è stata la decisione finale della Corte di Cassazione in questo caso?
La Corte ha annullato l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio, che dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle garanzie difensive, inclusa la presenza del legale di fiducia.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 35275 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 35275 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 17/05/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a CETRARO il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 07/12/2023 del TRIB. SORVEGLIANZA di CATANZARO
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
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IN FATTO E IN DIRITTO
1.Con ordinanza resa in data 7 dicembre 2023 il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha respinto le domande introdotte da COGNOME NOME, in tema di misure alternative alla detenzione.
Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione – nelle forme di legge – COGNOME NOME, deducendo vizio del procedimento.
2.1 La difesa del ricorrente afferma – e documenta – che l’udienza camerate si è svolta senza la partecipazione del difensore di fiducia AVV_NOTAIO, nonostante costui avesse tempestivamente inoltrato istanza di rinvio per concomitante impegno professionale.
Il ricorso è fondato, per le ragioni che seguono.
3.1 Dagli atti risulta che effettivamente il Tribunale di Sorveglianza non ha espresso valutazione alcuna sulla istanza di rinvio presentata dal difensore di fiducia.
Va ribadito, pertanto, che la previsione dell’art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen. si applica anche nel procedimento di sorveglianza, sicchè il legittimo impedimento del difensore costituisce una causa di rinvio dell’udienza che, se disattesa, dà luogo alla nullità di quest’ultima (da ultimo v. Sez. V, n. 17775 del 21.01.2022, rv 283163) .
Va disposto annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.
Così deciso in data 17 maggio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente