Istanza di rimessione: l’importanza cruciale della notifica alle parti
Nel complesso scenario della procedura penale, il rispetto delle forme e dei termini non è un mero formalismo, ma una garanzia fondamentale per il corretto svolgimento del processo e la tutela dei diritti di tutte le parti coinvolte. Un esempio lampante di questa regola emerge da una recente ordinanza della Corte di Cassazione, che ha analizzato un caso di istanza di rimessione dichiarata inammissibile proprio per un vizio procedurale: la mancata notifica alle altre parti processuali.
Il caso in esame: una richiesta dal carcere
La vicenda ha origine dalla richiesta di un imputato, detenuto presso un istituto penitenziario, che aveva presentato un’istanza per spostare il suo processo da un tribunale a un altro. Questa procedura, nota come istanza di rimessione, è uno strumento eccezionale previsto dal codice per garantire che il processo si svolga in un ambiente sereno e imparziale. L’istanza era stata trasmessa alla Corte di Cassazione dal Giudice dell’Udienza Preliminare competente.
La decisione della Corte sulla istanza di rimessione
La Suprema Corte, tuttavia, non è nemmeno entrata nel merito della richiesta. L’ha dichiarata immediatamente inammissibile. La ragione è tanto semplice quanto perentoria: l’istante non aveva provveduto a notificare la sua richiesta alle altre parti del processo. I giudici hanno sottolineato come la notifica costituisca una ‘condizione indefettibile di ammissibilità’ che non ammette alternative o ‘equipollenti’.
Le motivazioni della decisione
La Corte ha fondato la sua decisione su un principio consolidato in giurisprudenza, richiamando una precedente sentenza (n. 31553/2019) che aveva già chiarito questo punto. La notifica non è un adempimento burocratico, ma l’atto che permette alle altre parti (come la pubblica accusa o le parti civili) di venire a conoscenza della richiesta e di esercitare il proprio diritto di difesa, presentando eventuali controdeduzioni. L’assenza di questa comunicazione viola il principio del contraddittorio e rende l’istanza irricevibile. Di conseguenza, alla declaratoria di inammissibilità è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro alla cassa delle ammende, non essendo stati individuati elementi che potessero scusare la sua colpa nell’aver causato l’errore procedurale.
Le conclusioni
Questa ordinanza ribadisce un insegnamento fondamentale per chiunque operi nel diritto: la forma è sostanza. Nel contesto di un procedimento penale, ogni passaggio deve essere compiuto nel pieno rispetto delle regole procedurali. L’omissione di un adempimento essenziale come la notifica dell’istanza di rimessione non solo ne causa l’immediato rigetto, ma comporta anche conseguenze economiche negative per chi l’ha proposta. È un monito a prestare la massima attenzione a tutti gli aspetti procedurali, la cui corretta esecuzione è la prima garanzia di un giusto processo.
È possibile presentare un’istanza di rimessione del processo senza avvisare le altre parti?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la previa notifica della richiesta alle altre parti processuali è una condizione essenziale e indefettibile per l’ammissibilità dell’istanza. La sua omissione ne causa l’immediata declaratoria di inammissibilità.
Cosa succede se un’istanza di rimessione viene dichiarata inammissibile per un vizio di forma?
La parte che ha presentato l’istanza viene condannata al pagamento delle spese processuali. Inoltre, se non sussistono elementi che escludano la sua colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere condannata anche al pagamento di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende.
Perché la mancata notifica dell’istanza di rimessione non è considerata una semplice irregolarità?
Perché la notifica garantisce il principio del contraddittorio, permettendo a tutte le parti del processo di essere informate della richiesta e di poter presentare le proprie argomentazioni. La sua assenza lede il diritto di difesa e rende l’istanza proceduralmente invalida.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16201 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16201 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 11/01/2024
ORDINANZA
vista la richiesta di rimessione proposta da:
COGNOME NOME NOME a SATRIANO il DATA_NASCITA
trasmessa con ordinanza del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di TARANTO del 28/09/2023
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
IN FATTO E IN DIRITTO
Con atto trasmesso a mezzo RAGIONE_SOCIALE Matricola della Casa di Reclusione di Ariano Irp data 14 settembre 2023, COGNOME NOME ha formulato istanza di rimessione del processo n. 2689/23 RG GIP.
L’istanza va dichiarata inammissibile per assenza della previa notifica alle processuali (v. Sez. H n. 31553 del 26.6.2019, rv 276580, ove si è ribadito che alle altre parti della richiesta di rimessione del processo costituisce una indefettibile di ammissibilità della stessa, che non consente equipollenti).
Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagame spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella deter della causa di inammissibilità, la condanna al versamento di una somma di denaro in della cassa delle ammende che stimasi equo determinare in euro tremila.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese pro della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in data 11 gennaio 2024
Il Consigliere estensore
GLYPH Il Presidente