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Interrogatorio preventivo: quando scatta la nullità?

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’omesso interrogatorio preventivo, introdotto dalla recente riforma, costituisce una nullità a regime intermedio. In questo caso, il ricorso dell’indagato è stato rigettato poiché il difensore non ha eccepito il vizio durante la prima udienza utile, portando alla sanatoria della violazione procedurale.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Interrogatorio preventivo: la Cassazione chiarisce i termini per la nullità

L’introduzione dell’interrogatorio preventivo ha rappresentato una delle novità più significative della recente riforma della procedura penale. Tuttavia, l’applicazione pratica di questa garanzia difensiva solleva spesso dubbi riguardanti le conseguenze della sua omissione. Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta il caso di un indagato destinatario di una misura di custodia in carcere senza essere stato preventivamente ascoltato dal giudice.

Il caso: custodia in carcere senza previo ascolto

La vicenda trae origine da un’ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare per un indagato accusato di furto aggravato. La difesa aveva impugnato il provvedimento sostenendo che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) non avesse effettuato l’interrogatorio preventivo previsto dalla legge. Il GIP aveva infatti proceduto direttamente all’arresto ritenendo che le ricerche dell’indagato fossero state esaustive, nonostante la difesa sostenesse il contrario.

La natura della nullità nell’interrogatorio preventivo

Il nucleo del dibattito giuridico riguarda la qualificazione del vizio derivante dall’omesso interrogatorio. La giurisprudenza è ormai orientata a ritenere che si tratti di una nullità a regime intermedio. Questo significa che, pur essendo una violazione seria del diritto di difesa, non è una nullità assoluta e insanabile. Pertanto, deve essere eccepita dalla parte interessata nel primo momento utile, pena la sua decadenza.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha evidenziato che, nel caso di specie, era stata fissata un’udienza per accertare l’irreperibilità dell’indagato. In tale sede era presente un difensore d’ufficio che non ha sollevato alcuna contestazione riguardo all’incompletezza delle ricerche o alla mancata effettuazione dell’interrogatorio preventivo. Secondo i giudici di legittimità, il silenzio serbato dal difensore in quel momento critico ha comportato la sanatoria della nullità. La legge prevede infatti che se la parte (o il suo rappresentante) assiste al compimento di un atto viziato senza opporsi, ne accetta implicitamente gli effetti. Non è dunque possibile attendere la fase del Riesame per far valere un vizio che poteva e doveva essere segnalato precedentemente, quando il difensore era già in grado di verificare gli atti del fascicolo.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto all’interrogatorio preventivo non è assoluto se non viene esercitato correttamente attraverso le eccezioni procedurali tempestive. La decisione sottolinea la responsabilità tecnica del difensore nel vigilare sulla regolarità degli atti sin dalle prime fasi del procedimento cautelare. La mancata contestazione immediata della dichiarazione di irreperibilità rende legittima la successiva emissione della misura cautelare, impedendo all’indagato di lamentare successivamente la violazione delle garanzie previste dalla riforma Nordio.

Cosa accade se il giudice non effettua l’interrogatorio preventivo prima dell’arresto?
L’omissione determina una nullità a regime intermedio del provvedimento cautelare che deve essere fatta valere tempestivamente dalla difesa.

Quando deve essere contestata la mancanza dell’interrogatorio preventivo?
La nullità deve essere eccepita nel primo momento utile dopo la violazione come ad esempio durante l’udienza in cui viene dichiarata l’irreperibilità dell’indagato.

L’interrogatorio preventivo è sempre obbligatorio per ogni reato?
No esistono eccezioni previste dalla legge per i reati più gravi o quando sussistono specifiche esigenze cautelari di urgenza come il pericolo di fuga.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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