Interesse a ricorrere: quando l’impugnazione di un sequestro è inammissibile
Nel processo penale, non basta subire un provvedimento sfavorevole per poterlo impugnare. È necessario avere un interesse a ricorrere, ovvero un vantaggio pratico e concreto che deriverebbe dall’accoglimento della propria istanza. La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 26926/2025, ha ribadito questo principio fondamentale, dichiarando inammissibile il ricorso di un indagato contro il sequestro di una tessera sanitaria risultata rubata. Analizziamo insieme la vicenda e le importanti conclusioni della Suprema Corte.
I fatti del caso: il sequestro di una tessera sanitaria
La vicenda ha origine da un’operazione di polizia giudiziaria che porta al sequestro di una tessera sanitaria trovata in possesso di un soggetto. Il Pubblico Ministero convalida il sequestro, ritenendo la tessera pertinente al reato di ricettazione. Il Tribunale del riesame, successivamente adito dall’indagato, conferma la legittimità del provvedimento.
L’indagato, non rassegnandosi alla decisione, decide di presentare ricorso per cassazione, lamentando principalmente due vizi:
- Mancanza di motivazione sulla sussistenza del fumus commissi delicti (ovvero il sospetto di reato) e sul legame tra il reato ipotizzato e l’oggetto sequestrato.
- Carenza di motivazione riguardo alla necessità probatoria del sequestro, ritenuta insussistente.
La decisione della Corte e il principio dell’interesse a ricorrere
Nonostante le argomentazioni della difesa, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per una ragione pregiudiziale: la carenza di interesse a ricorrere. La Corte ha spiegato che, sebbene l’indagato sia la persona a cui il bene è stato sequestrato e quindi astrattamente legittimato a impugnare, nel caso specifico manca un interesse concreto e attuale.
L’obiettivo di un’impugnazione contro un sequestro è ottenere la restituzione del bene. Tuttavia, la Corte sottolinea che l’impugnazione può essere proposta solo da chi ha un interesse effettivo a tale restituzione. Questo interesse non è un generico desiderio di veder annullato un atto, ma deve corrispondere a un risultato giuridicamente apprezzabile.
Le motivazioni
La Suprema Corte ha chiarito che, per avere diritto alla restituzione, non basta un qualsiasi legame con la cosa sequestrata. È necessario essere titolari di una posizione giuridica protetta, come un diritto di proprietà, o quantomeno di un rapporto di fatto tutelato dalla legge.
Nel caso in esame, era pacifico che la tessera sanitaria fosse provento di furto. Di conseguenza, anche se il ricorso fosse stato accolto e il decreto di sequestro annullato, la tessera non sarebbe mai potuta essere restituita all’indagato, che non ne era il legittimo titolare. Il bene, infatti, dovrebbe essere restituito all’avente diritto, ovvero la persona a cui è stato sottratto.
Poiché l’accoglimento del ricorso non avrebbe prodotto alcun effetto positivo nella sfera giuridica del ricorrente, la sua impugnazione è stata ritenuta priva di scopo e, quindi, inammissibile. L’atto processuale deve essere funzionale a un risultato utile per chi lo compie, e in questo caso tale utilità mancava del tutto.
Le conclusioni
La sentenza in commento offre un’importante lezione sul principio dell’interesse ad agire nel processo penale. Non si può impugnare un provvedimento solo per una questione di principio o per contestarne astrattamente la legittimità. È indispensabile dimostrare che dall’annullamento dell’atto deriverebbe un vantaggio tangibile. Nel contesto dei sequestri, questo si traduce nella possibilità concreta di ottenere la restituzione del bene. Se questa possibilità è esclusa in radice, come nel caso di un bene di provenienza illecita, l’impugnazione è destinata a essere dichiarata inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
È possibile impugnare un provvedimento di sequestro se non si è il proprietario del bene?
Sì, la persona a cui le cose sono state sequestrate è legittimata a proporre impugnazione. Tuttavia, come chiarisce la sentenza, è necessario dimostrare di avere un interesse concreto alla restituzione, che va oltre la semplice detenzione materiale del bene al momento del sequestro.
Cosa significa avere “interesse a ricorrere” nel caso di un sequestro?
Significa che l’annullamento del sequestro deve portare un vantaggio pratico e giuridicamente rilevante per chi impugna. Questo vantaggio si identifica principalmente con la possibilità di ottenere la restituzione del bene. Se la restituzione è impossibile perché il bene è rubato, l’interesse a ricorrere viene a mancare.
Cosa succede se si impugna un sequestro senza avere un interesse concreto alla restituzione del bene?
Come stabilito dalla Corte di Cassazione in questo caso, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò comporta non solo la conferma del provvedimento impugnato, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 26926 Anno 2025
Penale Sent. Sez. 2 Num. 26926 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/06/2025
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato in Bangladesh il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 19/03/2025 del Tribunale di Roma udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME; lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procur generale NOME AVV_NOTAIO, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso; ricorso trattato in forma cartolare ai sensi dell’art. 611, comma 1 -bis, cod. proc. pen.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Il Tribunale di Roma, in funzione di riesame, con ordinanza de 19/03/2025, confermava il decreto di convalida del sequestro operato iniziativa dalla polizia giudiziaria il 25/02/2025 ed il successivo dec sequestro emesso dal Pubblico ministero presso il Tribunale di Roma 26/02/2025 nei confronti di NOME COGNOME, avente ad oggetto una tessera sanitaria.
L’indagato, a mezzo del difensore, ha interposto ricorso per cassazione.
2.1. Con il primo motivo deduce la violazione dell’art. 606, comma 1, lett ed e), cod. proc. pen., in relazione all’art. 355 cod. proc. pen. Osserv Tribunale del riesame ha confermato il decreto di sequestro probatorio sen motivare congruamente in ordine alla qualificazione giuridica dell’oggetto
sequestro ed alla sussistenza del fumus commissi delicti; che, invero, il provvedimento di sequestro non indica la specifica relazione sussistente l’ipotizzato delitto di ricettazione ed il reperto sequestrato.
2.2. Con il secondo motivo eccepisce la violazione dell’art. 606, comma 1 lett. b) ed e), cod. proc. pen., in relazione agli artt. 353-355 cod. pr Osserva che il decreto di sequestro probatorio risulta carente di motivazione riferimento alla strumentalità probatoria della disposta misura, che dev ritenersi insussistenti.
2.3. In data 15/05/2025 sono pervenute conclusioni scritte.
- Il ricorso è inammissibile per carenza di interesse. Rileva il Collegio che l’indagato, pur essendo astrattamente legittimato proporre ricorso per cassazione avverso il provvedimento del Tribunale de riesame, ai sensi dell’art. 325 cod. proc. pen., in quanto persona alla qu cose sono state sequestrate, non vanta un interesse concreto ed attuale. punto, invero, va evidenziato che l’impugnazione può essere proposta solo da ch abbia interesse, che deve corrispondere al risultato tipizzato dall’ordinam per lo specifico schema procedimentale e che va individuato in quello al restituzione della cosa come effetto del dissequestro (tra le tante, Sez. 36203 del 11/9/2024, COGNOME, n.m.; Sez. 3, n. 36021 del 1/6/2023, COGNOME n.m.; Sez. 3, n. 16352 del 11/1/2021, COGNOME, Rv. 281098 – 01; Sez. 5, 35015 del 9/10/2020, COGNOME, Rv. 280005 – 01). In altri termini, affinché legittimato a proporre impugnazione, l’indagato deve reclamare una relazion con la cosa a sostegno della sua pretesa alla cessazione del vincolo, in quan gravame deve essere funzionale ad un risultato immediatamente produttivo di effetti nella sfera giuridica dell’impugnante. In proposito, la giurispruden legittimità ha avuto cura di specificare che persona avente diritto restituzione non è chi abbia un qualsiasi interesse alla restituzione, ma sol colui che sia titolare di una posizione giuridica autonomamente protet coincidente, quindi con un diritto soggettivo assoluto od anche con un me rapporto di fatto tutelato dal diritto (di recente, Sez. 2, n. 18419 del 22/ Grazioli, Rv. 286321 – 01, in motivazione; Sez. 2, n. 43967 del 19/10/202 Tonolo, Rv. 283990 – 01). Corte di Cassazione – copia non ufficiale
Nel caso di specie, pacificamente la tessera sanitaria è provento di furto, cui – se pure il ricorso fosse accolto – non potrebbe esser restituita al rico
All’inammissibilità del ricorso segue, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibil
al pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativannente fissata.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento dell spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa del
ammende.
Così deciso in Roma, il giorno 12 giugno 2025.