LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Incidente probatorio: quando il ricorso è inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro la decisione del GIP di rigettare una richiesta di incidente probatorio. La sentenza ribadisce il consolidato principio di inoppugnabilità di tali provvedimenti, escludendo che il rigetto possa configurarsi come atto abnorme.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Incidente Probatorio: La Cassazione Conferma l’Inammissibilità del Ricorso

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 24603 del 2024, ha riaffermato un principio cardine della procedura penale: l’inoppugnabilità dei provvedimenti che decidono su una richiesta di incidente probatorio. Questa pronuncia offre un’importante lezione sulla tassatività dei mezzi di impugnazione e chiarisce i limiti entro cui un atto del giudice può essere considerato ‘abnorme’. Analizziamo nel dettaglio la vicenda processuale e le motivazioni della Suprema Corte.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine dalla richiesta di un Pubblico Ministero di disporre un incidente probatorio nell’ambito di un procedimento penale per presunta responsabilità medica. L’obiettivo era l’espletamento di una perizia collegiale, affidata a un medico legale e a uno specialista di medicina interna, per accertare le cause del decesso di una paziente. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), tuttavia, ha rigettato la richiesta. Secondo il GIP, la perizia si sarebbe basata principalmente su documentazione esistente, senza la necessità di esami complessi o di una sospensione del procedimento superiore a 60 giorni, restituendo quindi gli atti al Pubblico Ministero.

Il Ricorso del Pubblico Ministero e l’ipotesi di abnormità

Contro la decisione di rigetto, il Pubblico Ministero ha proposto ricorso per Cassazione. La tesi dell’accusa si fondava sull’idea che il provvedimento del GIP fosse ‘abnorme’. Secondo il ricorrente, il giudice avrebbe esercitato un potere legittimo ma al di fuori dei casi consentiti, con una motivazione assente o solo apparente, e creando un pregiudizio insanabile per le parti. In sostanza, si contestava non solo il merito della decisione, ma la sua stessa natura, qualificandola come uno ‘sviamento di potere’ che deviava dal corretto schema procedurale.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, basando la propria decisione su due pilastri argomentativi solidi e consolidati nella giurisprudenza.

Il Principio di Tassatività delle Impugnazioni

Il fulcro della decisione risiede nel principio della tassatività dei mezzi di impugnazione. Questo principio stabilisce che un provvedimento giudiziario può essere contestato solo con gli strumenti e nei casi espressamente previsti dalla legge. La giurisprudenza di legittimità è unanime nel ritenere che tutti i provvedimenti relativi alla fase di ammissione di un incidente probatorio, siano essi di accoglimento, rigetto o inammissibilità, sono inoppugnabili. La Corte ha citato numerosi precedenti conformi, sottolineando come non esista una norma che consenta di impugnare l’ordinanza con cui il GIP si pronuncia su tale richiesta.

L’Esclusione del Provvedimento ‘Abnorme’

La Corte ha inoltre escluso che la decisione del GIP potesse essere qualificata come abnorme. Un atto è abnorme solo quando si pone radicalmente al di fuori del sistema processuale, creando una stasi procedimentale insuperabile o una violazione fondamentale dei diritti delle parti. Nel caso di specie, il rigetto della richiesta di incidente probatorio non rientra in questa categoria. Si tratta, infatti, di un provvedimento che rientra nel potere discrezionale del giudice di valutare la fondatezza e la necessità dell’istanza. La decisione, pur se non condivisa dal PM, non ha bloccato il procedimento né si è posta al di fuori dello schema legale; ha semplicemente rimesso la valutazione probatoria alla fase processuale successiva, come previsto dal sistema.

Le Conclusioni

La sentenza in esame rafforza un punto fermo del nostro sistema processuale: la discrezionalità del GIP nella valutazione delle richieste di incidente probatorio è ampia e la sua decisione, sia essa di accoglimento o di rigetto, non è sindacabile attraverso i normali mezzi di impugnazione. Il ricorso per abnormità resta uno strumento eccezionale, da utilizzare solo in presenza di atti che sovvertono la logica del processo, e non per contestare una valutazione di merito, seppur potenzialmente opinabile. Per i professionisti del diritto, questa pronuncia è un monito a utilizzare gli strumenti processuali entro i confini tracciati dal legislatore e dalla giurisprudenza consolidata.

È possibile fare ricorso contro un provvedimento che rigetta la richiesta di incidente probatorio?
No, la Corte di Cassazione ha ribadito che, per il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, i provvedimenti che ammettono o rigettano una richiesta di incidente probatorio sono inoppugnabili.

Quando un provvedimento del giudice può essere considerato ‘abnorme’?
Un provvedimento è considerato ‘abnorme’ quando si pone completamente al di fuori del sistema processuale, determinando una paralisi insuperabile del procedimento o una violazione irrimediabile dei diritti delle parti. Un rigetto motivato di un’istanza, come quella di incidente probatorio, non rientra in questa categoria.

Qual è il fondamento del principio di inoppugnabilità delle decisioni sull’incidente probatorio?
Il fondamento risiede nel principio di tassatività, secondo cui un provvedimento può essere impugnato solo nei casi e con i mezzi espressamente previsti dalla legge. Il codice di procedura penale non prevede alcuna forma di impugnazione per le ordinanze in materia di ammissione dell’incidente probatorio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati