LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Incidente di esecuzione: demolizione confermata per l’hotel

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due proprietari di un albergo contro il rigetto del loro incidente di esecuzione. I proprietari chiedevano la revoca di un ordine di demolizione per abusi edilizi. Il giudice dell’esecuzione aveva respinto la richiesta poiché identica a una precedente istanza già rigettata, senza l’aggiunta di elementi di novità. La Cassazione ha confermato che la grafia manuale del provvedimento era comunque comprensibile e che il ricorso non contestava la reale motivazione del rigetto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 4362 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 3 n. 4362/2022)

L’incidente di esecuzione per bloccare la demolizione di un albergo

La tutela del territorio e il rispetto delle norme edilizie rappresentano temi centrali nel nostro ordinamento. Spesso i proprietari di immobili abusivi tentano di bloccare i provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi. Lo strumento tipico per contestare la fase esecutiva di una condanna penale è l’incidente di esecuzione (procedura per risolvere questioni sulla fase esecutiva). Questo strumento permette di rivolgersi al giudice per chiedere la revoca o la sospensione di un provvedimento, come ad esempio un ordine di demolizione. Tuttavia, la legge impone limiti precisi all’utilizzo di questa procedura, vietando la semplice riproposizione di istanze già respinte in passato.

Il caso dell’abuso edilizio e il provvedimento scritto a mano

La vicenda nasce dalla condanna dei proprietari di una struttura alberghiera per gravi reati edilizi e violazioni paesaggistiche. A seguito della condanna definitiva, la Procura della Repubblica ha emesso un ordine di demolizione per le opere abusive. I proprietari hanno quindi avviato un incidente di esecuzione per chiedere la revoca di tale ordine. Il giudice dell’esecuzione ha rigettato la richiesta.

I proprietari hanno proposto ricorso in Cassazione sollevando due contestazioni principali. In primo luogo, i ricorrenti hanno lamentato la nullità del provvedimento del giudice perché scritto interamente a mano. Secondo la loro tesi, la grafia manuale rendeva l’atto incomprensibile e non leggibile. In secondo luogo, i proprietari hanno denunciato la violazione del diritto di difesa. Il giudice avrebbe infatti basato la sua decisione su un precedente provvedimento di rigetto, che i difensori ritenevano non correttamente acquisito agli atti del processo.

Quando l’incidente di esecuzione viene riproposto senza novità

La legge processuale penale stabilisce una regola fondamentale per garantire l’efficienza della giustizia ed evitare il sovraccarico dei tribunali. Non è possibile presentare continuamente la stessa richiesta al giudice se non cambiano le circostanze di fatto o di diritto. Se una persona propone un incidente di esecuzione basato sugli stessi identici elementi di una richiesta già respinta, il giudice deve dichiarare l’atto inammissibile (non esaminabile per difetto di requisiti). Nel caso specifico, il giudice dell’esecuzione aveva già esaminato e respinto una precedente istanza dei proprietari pochi mesi prima. La nuova richiesta non conteneva alcun elemento reale di novità rispetto alla precedente decisione. I proprietari si sono limitati a riproporre le stesse argomentazioni tecniche, senza contestare la reale motivazione del primo rigetto.

Le motivazioni della Cassazione sul rigetto del ricorso

I giudici della Corte di Cassazione hanno analizzato dettagliatamente i motivi del ricorso e li hanno ritenuti del tutto infondati. Riguardo alla scrittura manuale del provvedimento, la Suprema Corte ha chiarito che la grafia del giudice dell’esecuzione era sufficientemente chiara. Il testo consentiva di comprendere perfettamente il percorso logico e giuridico seguito per arrivare alla decisione. La scrittura a mano non costituisce quindi un vizio se l’atto resta comprensibile.

In merito alla violazione del diritto di difesa, la Cassazione ha accertato che il precedente provvedimento di rigetto era pienamente conoscibile dalle parti. Il documento era infatti allegato al parere del Pubblico Ministero, regolarmente depositato e a disposizione della difesa. La vera ragione del rigetto risiedeva nella totale mancanza di novità della richiesta. I ricorrenti non hanno contestato questo punto cruciale nei loro motivi di ricorso, rendendo l’impugnazione generica e non specifica.

Le conclusioni della sentenza e le sanzioni per i proprietari

La Corte di Cassazione ha dichiarato del tutto inammissibili i ricorsi presentati dai proprietari dell’albergo. Questa decisione rende definitivo l’ordine di demolizione delle opere abusive, che dovrà essere eseguito senza ulteriori ritardi dalle autorità competenti. La dichiarazione di inammissibilità comporta anche precise conseguenze finanziarie per chi presenta ricorsi infondati o ripetitivi. I giudici hanno condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la Corte ha imposto a ciascun proprietario il pagamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende (fondo per il reinserimento dei detenuti). Questa sanzione pecuniaria colpisce la condotta di chi promuove un giudizio dinanzi alla Suprema Corte senza rispettare i requisiti minimi di ammissibilità previsti dalla legge.

Cosa succede se un provvedimento del giudice è scritto a mano?
Il provvedimento scritto a mano è perfettamente valido se la grafia è sufficientemente chiara e permette di comprendere il percorso logico del giudice.

Si può presentare più volte la stessa richiesta di revoca della demolizione?
No, non è possibile riproporre la stessa richiesta se non si presentano elementi di novità rispetto alla decisione precedente già respinta.

Quali sono le conseguenze se la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso?
Il ricorrente perde la causa, deve pagare le spese del processo e rischia una sanzione pecuniaria da versare alla Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Incidente di esecuzione
Procedura con cui si chiede al giudice di risolvere questioni nate durante la fase di esecuzione di una condanna.
Inammissibilità
Impossibilità di esaminare un ricorso perché non rispetta le regole di forma o di contenuto previste dalla legge.
Specificità estrinseca
La necessità che i motivi di ricorso contestino direttamente e precisamente le ragioni della decisione impugnata.
Cassa delle Ammende
Un fondo pubblico dove confluiscono le sanzioni pecuniarie, destinato a finanziare progetti di reinserimento dei detenuti.
Ordine di demolizione
Provvedimento che impone la distruzione di opere edilizie realizzate senza autorizzazione.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)