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Inammissibilità Ricorso Penale: Rinuncia vs. Tempestività

La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Inammissibilità ricorso penale. Un Ricorrente aveva impugnato un’ordinanza di arresti domiciliari, sostenendo che il suo ricorso per riesame fosse stato erroneamente dichiarato tardivo dal Tribunale, in quanto il termine doveva decorrere dalla notifica personale dell’atto e non dal deposito. Tuttavia, durante il procedimento in Cassazione, il difensore del Ricorrente ha formalmente rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l’Inammissibilità ricorso penale per intervenuta rinuncia, condannando il Ricorrente al pagamento delle spese processuali, ma escludendo la sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende, poiché il ricorso non era infondato ma semplicemente rinunciato.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 21905 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 21905/2022)

L’Inammissibilità del Ricorso Penale: Quando la Rinuncia Decide l’Esito

La giustizia penale prevede diversi gradi di giudizio e strumenti per contestare le decisioni. Tra questi, il ricorso è fondamentale. Tuttavia, non sempre un ricorso arriva a una decisione nel merito. Questo articolo esplora un caso specifico di Inammissibilità ricorso penale deciso dalla Corte di Cassazione, dove la rinuncia ha giocato un ruolo cruciale.

Il Fatto: Arresti Domiciliari e un Ricorso Controverso

Un cittadino, che chiameremo ‘Il Ricorrente’, si è trovato ad affrontare una misura cautelare: gli arresti domiciliari. Questa decisione era stata presa dal Tribunale in relazione a un reato legato agli stupefacenti. Il Ricorrente non ha accettato questa misura. Ha deciso di impugnare l’ordinanza che gli imponeva gli arresti domiciliari, presentando un ricorso per riesame.

Il Tribunale, però, ha dichiarato questo ricorso inammissibile. Il motivo? Lo ha ritenuto tardivo, cioè presentato fuori tempo massimo. Il Ricorrente non era d’accordo. Ha sostenuto che il Tribunale avesse calcolato male i termini. Secondo lui, il tempo per presentare il ricorso doveva decorrere dalla data in cui lui aveva effettivamente ricevuto la notifica dell’ordinanza, e non dalla data in cui l’ordinanza era stata depositata in cancelleria. Questa differenza di pochi giorni era cruciale per la tempestività del suo ricorso.

La Questione della Tempestività e l’Inammissibilità Ricorso Penale

Il Ricorrente ha quindi portato la questione davanti alla Corte di Cassazione. Ha lamentato una violazione di legge, specificamente riguardo ai termini per impugnare le misure cautelari. La sua tesi era chiara: se il termine fosse stato calcolato dalla data di notifica personale, il suo ricorso sarebbe stato tempestivo e, di conseguenza, ammissibile. La Corte doveva quindi stabilire se il Tribunale avesse commesso un errore nel dichiarare l’Inammissibilità ricorso penale per tardività.

Il Procuratore Generale, che rappresenta l’accusa in Cassazione, ha espresso il suo parere. Anche lui ha concluso per l’inammissibilità del ricorso presentato dal Ricorrente. Questo parere, tuttavia, non era vincolante per la Corte, che doveva comunque esaminare le ragioni addotte dal Ricorrente.

La Rinuncia al Ricorso: Un Cambiamento di Scenario per l’Inammissibilità Ricorso Penale

Mentre il procedimento era in corso davanti alla Corte di Cassazione, è avvenuto un fatto nuovo e determinante. Il difensore del Ricorrente, che aveva un’apposita procura speciale (un’autorizzazione specifica a compiere quell’atto), ha formalmente rinunciato al ricorso. La rinuncia è un atto con cui una parte decide di abbandonare la propria impugnazione. Se la rinuncia è fatta correttamente e in modo formale, produce effetti immediati sul processo.

Questa rinuncia ha cambiato completamente la prospettiva del caso. La Corte non ha più dovuto decidere sulla questione della tempestività del ricorso originario. La rinuncia ha reso superflua ogni ulteriore valutazione sul merito o sulla procedura precedente. L’Inammissibilità ricorso penale è diventata una conseguenza diretta di questa scelta processuale.

Le motivazioni: La Rinuncia come Causa di Inammissibilità

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso. La motivazione principale è stata proprio la rinuncia formalmente presentata dal difensore del Ricorrente. L’articolo 591, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale stabilisce che il ricorso è inammissibile quando vi è stata una rinuncia. Questa norma è chiara e non lascia spazio a interpretazioni diverse. La rinuncia, se rituale (cioè fatta seguendo le procedure corrette), comporta automaticamente l’inammissibilità dell’impugnazione. La Corte ha quindi preso atto di questo fatto processuale, senza entrare nel merito della questione iniziale sulla tempestività del ricorso per riesame.

Le conclusioni: Spese Processuali e Nessuna Multa per il Ricorrente

L’esito finale è stato che la Corte ha dichiarato l’Inammissibilità ricorso penale e ha condannato il Ricorrente al pagamento delle spese processuali. Questo è un effetto automatico quando un ricorso viene dichiarato inammissibile. Tuttavia, la Corte ha specificato che non sussistevano i presupposti per condannare il Ricorrente a versare una somma alla ‘cassa delle ammende’ (una sorta di multa aggiuntiva). Questo perché tale sanzione si applica solo quando il ricorso è ritenuto ‘infondato’ (cioè privo di basi giuridiche o di merito). Nel caso specifico, il ricorso non è stato dichiarato infondato, ma semplicemente inammissibile a causa della rinuncia. Pertanto, il Ricorrente ha dovuto sostenere solo i costi del processo, ma non una sanzione aggiuntiva.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non può essere esaminato nel merito dal giudice perché non rispetta i requisiti formali o procedurali previsti dalla legge, come ad esempio essere presentato fuori tempo massimo o, come in questo caso, essere oggetto di rinuncia.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La conseguenza principale è che il giudice non esamina le ragioni presentate nel ricorso. Inoltre, la parte che ha presentato il ricorso inammissibile viene solitamente condannata al pagamento delle spese processuali. In alcuni casi, se il ricorso è anche infondato, può essere applicata una sanzione pecuniaria aggiuntiva.

Si può rinunciare a un ricorso già presentato?
Sì, una parte può rinunciare al ricorso che ha presentato. Questa rinuncia deve essere fatta in modo formale e rituale, spesso tramite il proprio difensore munito di apposita procura. La rinuncia comporta l’inammissibilità del ricorso e la cessazione del procedimento relativo a quell’impugnazione.

Termini giuridici

Ricorso
Un'istanza presentata a un'autorità superiore per chiedere la revisione di una decisione.
Inammissibilità
Quando un atto legale non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o procedurali.
Ordinanza cautelare
Un provvedimento provvisorio emesso da un giudice per garantire la sicurezza o il corretto svolgimento di un processo, come gli arresti domiciliari.
Riesame
Un procedimento speciale per chiedere a un tribunale di controllare la legittimità e il merito di un'ordinanza cautelare.
Spese processuali
I costi che una parte deve sostenere per partecipare a un processo legale, inclusi onorari e tasse.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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