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Inammissibilità ricorso: i motivi generici non passano

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d’Appello. I motivi sono stati giudicati troppo generici sia sulla condotta che sulle attenuanti. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende, confermando che l’inammissibilità del ricorso ha conseguenze precise.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Inammissibilità Ricorso in Cassazione: Quando i Motivi Sono Troppo Generici

L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Penale, fornisce un chiaro monito sull’importanza della specificità dei motivi di impugnazione. Quando un ricorso manca di concretezza e si limita a riproporre questioni di merito, la conseguenza è inevitabile: l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione non solo chiude la porta a un ulteriore esame della vicenda, ma comporta anche significative conseguenze economiche per il ricorrente. Analizziamo insieme questo caso per capire i principi applicati dalla Suprema Corte.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte di Appello di Roma. L’imputato contestava la decisione dei giudici di secondo grado sotto due profili principali: in primo luogo, l’errata valutazione della sua condotta, che a suo dire non era caratterizzata da dolo; in secondo luogo, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, che avrebbero potuto portare a una riduzione della pena.

La Decisione della Corte di Cassazione: la dichiarazione di inammissibilità del ricorso

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato i motivi presentati e li ha giudicati del tutto inadeguati. Di conseguenza, ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso, senza entrare nel merito delle questioni sollevate. Conformemente a quanto previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della cassa delle ammende.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Suprema Corte si fonda su principi consolidati della procedura penale, che limitano il suo giudizio al controllo di legittimità e non a una nuova valutazione dei fatti. Vediamo nel dettaglio le ragioni dell’inammissibilità.

Genericità dei Motivi sulla Condotta dell’Imputato

Il primo punto contestato dal ricorrente riguardava la sussistenza di una ‘condotta dolosa oppositiva’. La Cassazione ha osservato che la Corte di Appello aveva fornito una motivazione adeguata e coerente per giustificare la propria ricostruzione dei fatti. A fronte di questa motivazione, i rilievi del ricorrente sono stati considerati ‘del tutto generici’. In altre parole, l’imputato non ha sollevato specifiche censure di violazione di legge o vizi logici della sentenza impugnata, ma si è limitato a offrire una versione alternativa dei fatti, operazione non consentita in sede di legittimità.

Irrilevanza delle Attenuanti Generiche e l’inammissibilità del ricorso

Anche il secondo motivo, relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, è stato respinto. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla concessione o meno di tali attenuanti costituisce un ‘apprezzamento riservato al merito’. I giudici dei gradi precedenti avevano già valutato come determinante la gravità del fatto per negarle. La doglianza del ricorrente, anche in questo caso, è stata ritenuta generica perché non contestava un vizio della motivazione, ma mirava a ottenere una nuova e diversa valutazione delle circostanze, cosa che esula dai poteri della Cassazione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza è emblematica e serve da insegnamento: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È uno strumento per verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione delle sentenze precedenti. Presentare motivi generici, che si limitano a criticare l’apprezzamento del giudice di merito senza individuare vizi specifici, conduce inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità del ricorso. Le conseguenze, come visto, non sono solo procedurali ma anche economiche, con l’obbligo di farsi carico delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Per quale motivo principale il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati sono stati ritenuti del tutto generici, sia riguardo alla contestazione della condotta dolosa sia in merito alla richiesta di concessione delle attenuanti generiche.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
In base all’art. 616 c.p.p., la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro.

La Corte di Cassazione può riesaminare la valutazione sulla gravità del fatto per concedere le attenuanti generiche?
No, la Corte ha chiarito che la valutazione sulla concessione delle attenuanti generiche è un apprezzamento riservato ai giudici di merito. Se la loro motivazione è logica e coerente, come in questo caso dove è stata valorizzata la gravità del fatto, la Cassazione non può riesaminarla e il relativo motivo di ricorso è inammissibile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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