Inammissibilità Ricorso Cassazione: Analisi di un’Ordinanza
L’accesso alla Corte di Cassazione, massimo organo della giurisdizione italiana, è regolato da criteri rigorosi. L’inammissibilità del ricorso in Cassazione è una delle conseguenze più severe per chi non rispetta tali criteri. Un’ordinanza recente ci offre uno spunto pratico per comprendere le ragioni che portano a questa decisione e le sue significative conseguenze economiche per il ricorrente.
I Fatti del Processo
Il caso in esame nasce da un ricorso presentato alla Corte di Cassazione avverso una sentenza della Corte d’Appello di Messina. Il ricorrente, tramite la propria difesa, ha cercato di ottenere l’annullamento della decisione di secondo grado, sollevando una serie di critiche contro la valutazione operata dai giudici del merito.
La Decisione della Corte: Ricorso Inammissibile
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, dopo aver esaminato gli atti, ha emesso un’ordinanza con cui ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione ha impedito alla Corte di entrare nel merito delle questioni sollevate, fermando il processo al suo stadio preliminare di valutazione. La conseguenza diretta è stata non solo la conferma della sentenza impugnata, ma anche l’imposizione di sanzioni a carico del ricorrente.
Le Motivazioni dietro l’Inammissibilità del Ricorso in Cassazione
La Corte ha basato la sua decisione su argomentazioni chiare e precise, riconducibili a principi consolidati della procedura penale. Le principali ragioni sono state:
* Aspecificità e Ripetitività: Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché, invece di contestare in modo specifico e puntuale le argomentazioni della sentenza d’appello, si limitava a riproporre le stesse censure (doglianze) già esaminate e respinte in secondo grado. La Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono rivalutare i fatti, ma un giudice di legittimità che verifica la corretta applicazione della legge.
* Mancanza di Confronto: I motivi del ricorso non si confrontavano criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, risultando una mera replica di argomenti già disattesi. Questo approccio è contrario alla funzione stessa del ricorso per cassazione.
* Coerenza della Decisione Impugnata: I giudici di legittimità hanno ritenuto che la decisione della Corte d’Appello fosse giuridicamente corretta, puntuale e immune da “manifeste incongruenze logiche”. In particolare, hanno confermato che non sussistevano gli elementi di fatto per applicare l’esimente dello stato di necessità (art. 54 c.p.) invocata dalla difesa.
Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche e Sanzioni
La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha condannato il ricorrente a due pagamenti:
1. Pagamento delle spese processuali: Il costo del procedimento dinanzi alla Cassazione.
2. Versamento alla Cassa delle ammende: Una sanzione pecuniaria, fissata nel caso di specie in 3.000 Euro, a causa della proposizione di un ricorso infondato.
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso in Cassazione deve essere uno strumento tecnico e mirato, non un tentativo generico di ottenere una nuova valutazione del caso. La mancata osservanza di questi requisiti di specificità comporta non solo il rigetto del ricorso, ma anche un aggravio di spese per il cittadino.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è inammissibile quando risulta aspecifico, ossia generico, e si limita a replicare profili di censura già adeguatamente esaminati e respinti dai giudici dei gradi precedenti, senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro, in questo caso tremila Euro, in favore della Cassa delle ammende.
È sufficiente riproporre le stesse argomentazioni dell’appello per un ricorso in Cassazione?
No, non è sufficiente. La Corte ha chiarito che la semplice replica di censure già vagliate e disattese, senza individuare vizi specifici di legittimità nella sentenza d’appello, rende il ricorso inammissibile per aspecificità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27591 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 27591 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 31/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a MESSINA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/11/2023 della CORTE APPELLO di MESSINA
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe; esaminati gli atti e il provvedimento impugnato;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché, peraltro in termini di aspecificità rispett argomentazioni spese dalla Corte del merito, replica profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi dai giudici del merito con argomenti giuridicamente corretti, puntuali rispet portato delle doglianze difensive, coerenti con riguardo alle emergenze acquisite oltre ch immuni da manifeste incongruenze logiche in relazione alla indimostrata sussistenza degli elementi in fatto utili a giustificare, nella specie, l’applicazione del disposto di cui all’ad rilevato che all’inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all’art. 616 co proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in data 31 maggio 2024.