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Guida in stato di ebbrezza e tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una conducente condannata per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,54 g/l. La difesa invocava l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno confermato la gravità della condotta basandosi sull’ora notturna, il tratto stradale extraurbano e la presenza di un passeggero. L’inammissibilità del ricorso ha inoltre precluso la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato maturata nel frattempo.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Guida in stato di ebbrezza: i limiti della particolare tenuità del fatto

La guida in stato di ebbrezza rimane una delle fattispecie più dibattute nelle aule di giustizia, specialmente quando si tenta di invocare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131-bis del Codice Penale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i criteri rigorosi che i giudici devono adottare per valutare se l’offesa possa essere considerata realmente esigua.

Il caso e la condanna originaria

La vicenda riguarda una conducente sorpresa alla guida con un tasso alcolemico di 1,54 g/l, valore che fa scattare le sanzioni penali più severe previste dal Codice della Strada. Nonostante la difesa avesse tentato di giustificare il valore con l’ingestione accidentale di cioccolatini al liquore, il Tribunale aveva emesso una sentenza di condanna alla sola pena dell’ammenda. La ricorrente ha quindi impugnato la decisione lamentando la mancata applicazione dell’art. 131-bis c.p.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che, per l’applicabilità della tenuità del fatto, non è sufficiente guardare solo al dato numerico del tasso alcolemico, ma occorre una valutazione complessiva della condotta. Nel caso di specie, sono stati ritenuti determinanti tre fattori: l’orario notturno, la percorrenza di una strada extraurbana in una serata festiva e il trasporto di un passeggero, elementi che aumentano esponenzialmente il rischio per la pubblica incolumità.

L’irrilevanza della scusa dei cioccolatini

Un punto interessante della decisione riguarda la responsabilità del conducente. La Corte ha sottolineato che l’argomentazione relativa all’ingestione di alimenti contenenti alcol non esclude la colpa. Chi si mette alla guida ha il dovere di avvedersi del contenuto di ciò che consuma, evitando di porsi in una condizione di alterazione che possa pregiudicare la sicurezza stradale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla corretta applicazione dei criteri di cui all’art. 133 c.p. per la valutazione della gravità del reato. I giudici hanno chiarito che non è necessaria una disamina analitica di ogni singolo elemento, essendo sufficiente indicare quelli ritenuti rilevanti per escludere la tenuità dell’offesa. La condotta analizzata, caratterizzata da un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e da modalità di guida pericolose, è stata ritenuta incompatibile con un giudizio di esiguità del danno o del pericolo. Inoltre, l’inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce la formazione di un valido rapporto di impugnazione, precludendo al giudice di legittimità la possibilità di rilevare d’ufficio la prescrizione del reato intervenuta dopo la sentenza di merito.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la guida in stato di ebbrezza con tassi alcolemici elevati difficilmente può beneficiare della particolare tenuità del fatto, specialmente in presenza di circostanze aggravanti di fatto come la guida notturna o il trasporto di terzi. La decisione ha implicazioni pratiche notevoli: un ricorso presentato senza solide basi giuridiche non solo viene rigettato, ma comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, oltre a rendere definitiva la condanna penale anche se i termini di prescrizione sono scaduti durante il giudizio di Cassazione.

Si può ottenere la tenuità del fatto con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l?
È molto difficile, poiché la Cassazione ritiene che tassi elevati, uniti a condizioni di guida pericolose come l’ora notturna, escludano l’esiguità del pericolo richiesta dalla legge.

L’ingestione accidentale di alcol tramite alimenti esclude la responsabilità?
No, il conducente ha l’obbligo di verificare ciò che ingerisce e di assicurarsi di essere in condizioni idonee alla guida prima di mettersi al volante.

Cosa comporta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorso inammissibile impedisce di beneficiare della prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado e comporta il pagamento di una sanzione pecuniaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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