Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 10163 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 10163 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 11/02/2026
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME nato a APRILIA il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a ZEVIO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 05/05/2025 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che COGNOME NOME e COGNOME NOME ricorrono congiuntamente avverso la sentenza della Corte di Appello di Venezia che ha confermato la pronuncia di condanna in ordine al reato di cui all’art. 56, 110, 624-bis, 99, comma 2, cod. pen.;
Considerato che il primo motivo comune – con cui i ricorrenti lamentano vizio di motivazione in ordine alla dichiarazione di penale responsabilità e alla omessa qualificazione del reato contestato – è manifestamente infondato poiché il vizio censurabile a norma dell’art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen., è quello che emerge dal contrasto dello sviluppo argomentativo della sentenza con le massime di esperienza o con le altre affermazioni contenute nel provvedimento; la motivazione della sentenza impugnata (cfr. pagg. 5-6) non presenta alcun vizio riconducibile alla nozione delineata nell’art. 606, comma 2, lett. e) cod. proc. pen., avendo la Corte escluso la diversa qualificazione del reato contestato alla luce del quadro probatorio emergente dall’istruttoria dibattimentale;
Considerato che il secondo motivo comune – con cui i ricorrenti lamentano vizio di motivazione in relazione alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche – è generico per indeterminatezza perché privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen. in quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato;
Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento dell spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso 1’11/02/2026