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Furto e Simulazione: La Cassazione dichiara l’Inammissibilità Ricorso Penale

Due individui, condannati per furto aggravato e, per uno di essi, anche per simulazione di reato, hanno presentato ricorso in Cassazione. Lamentavano vizi di motivazione e presunti errori nel calcolo della pena, in particolare per la mancata esplicita indicazione della riduzione per il rito abbreviato nel dispositivo. La Suprema Corte ha dichiarato l’**inammissibilità ricorso penale** per entrambi. Ha ritenuto le motivazioni sulla responsabilità complete e non contraddittorie, e il calcolo della pena corretto, specificato nella motivazione della sentenza di appello. I ricorsi sono stati considerati generici o reiterativi di censure già respinte.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 27670 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 27670/2022)

Introduzione: Comprendere l’Inammissibilità del Ricorso Penale

Nel panorama giuridico italiano, la Corte di Cassazione svolge un ruolo fondamentale nel garantire l’uniforme applicazione della legge. Una recente sentenza ha affrontato il tema dell’inammissibilità ricorso penale, chiarendo i limiti e le condizioni per l’accoglimento dei ricorsi presentati dagli imputati. Questo caso specifico riguarda due persone condannate per reati contro il patrimonio e, per uno di loro, anche per simulazione di reato. La vicenda offre spunti importanti per capire quando un ricorso può essere dichiarato inammissibile e quali sono le conseguenze per i ricorrenti.

I Fatti: Furto e Simulazione di Reato

La storia inizia con due individui, che chiameremo “Il Ricorrente 1” e “Il Ricorrente 2”. Entrambi sono stati condannati per furto aggravato, un reato che rientra nella categoria dei delitti contro il patrimonio. Il Ricorrente 1 ha ricevuto anche una condanna per simulazione di reato, avendo denunciato un furto che, secondo l’accusa, non era avvenuto o era stato da lui stesso orchestrato. Le condanne sono state confermate dalla Corte d’Appello, portando i due a presentare ricorso alla Suprema Corte di Cassazione.

Le Contestazioni dei Ricorrenti: Motivazione e Calcolo della Pena

Il Ricorrente 2 ha contestato la sentenza sostenendo che la sua responsabilità non fosse stata adeguatamente motivata. A suo dire, le prove a suo carico sarebbero state ricavate in modo deduttivo, basandosi principalmente sulle prove contro il Ricorrente 1. Ha anche sollevato dubbi sull’entità della pena e sulla modalità di calcolo, lamentando che la riduzione di pena per il giudizio abbreviato non fosse esplicitamente indicata nel dispositivo della sentenza.

Il Ricorrente 1 ha, invece, lamentato una presunta contraddittorietà nella motivazione. Sosteneva di essere stato assolto da un’accusa di furto e dalla violazione dell’obbligo di soggiorno in un determinato luogo. Per questo motivo, riteneva illogico essere condannato per simulazione di reato, il cui scopo sarebbe stato proprio quello di sviare i sospetti da quei reati. Anche lui ha sollevato la questione del calcolo della pena, simile a quella del Ricorrente 2.

L’Analisi della Suprema Corte sull’Inammissibilità del Ricorso Penale

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente i ricorsi. Per quanto riguarda il Ricorrente 2, la Corte ha ritenuto che la sua responsabilità fosse stata ampiamente e correttamente motivata. Le prove includevano la corrispondenza delle sue caratteristiche fisiche con quelle di uno degli autori dei furti ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, la disponibilità di abiti identici a quelli indossati durante i furti e la frequentazione del Ricorrente 1, che aveva confessato i reati. La Corte ha giudicato la motivazione completa e logica, respingendo le censure del ricorrente. Ha inoltre sottolineato che il ricorso era generico, limitandosi a reiterare argomenti già respinti in appello, rendendolo un caso di inammissibilità ricorso penale per difetto di specificità.

La Correttezza del Calcolo della Pena nel Giudizio Abbreviato

Entrambi i ricorrenti hanno sollevato la questione del calcolo della pena, in particolare per la mancata indicazione esplicita della riduzione dovuta al giudizio abbreviato nel dispositivo della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che il dispositivo richiamava correttamente l’articolo di legge relativo al giudizio abbreviato. Il calcolo dettagliato della pena, invece, era stato specificato nella motivazione della sentenza, come richiesto dalla legge. Questo modo di procedere è pienamente conforme alle norme processuali penali. La Corte ha anche respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata da uno dei ricorrenti, ritenendola manifestamente infondata per la mancanza di indicazioni sui principi costituzionali violati. La riduzione di pena, pari a un terzo del totale, era stata correttamente applicata.

Le Motivazioni della Sentenza: Perché i Ricorsi sono Inammissibili

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale per diverse ragioni. Per il Ricorrente 2, il ricorso mancava di specificità, riproponendo argomenti già esaminati e respinti in appello senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della Corte territoriale. Per il Ricorrente 1, la Corte ha ritenuto che non vi fosse alcuna contraddizione tra l’assoluzione per la violazione dell’obbligo di soggiorno e la condanna per simulazione di reato. La sua presenza sul luogo del presunto furto del motociclo, in un momento successivo alla denuncia, era stata provata da diverse testimonianze e dal ritrovamento del veicolo. L’assoluzione per l’obbligo di soggiorno era dovuta a una diversa interpretazione della norma, non a un fatto che rendesse inconciliabile la condanna per simulazione. Pertanto, anche il suo ricorso è stato giudicato inammissibile.

Le Conclusioni: L’Esito dell’Inammissibilità del Ricorso Penale

In sintesi, la Suprema Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Questo significa che i giudici non hanno potuto esaminare nel merito le questioni sollevate dai ricorrenti, a causa di vizi formali o sostanziali nei ricorsi stessi. La conseguenza pratica di questa decisione è stata la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende. La sentenza ribadisce l’importanza di formulare ricorsi specifici e ben motivati, che si confrontino criticamente con le decisioni dei giudici di merito, per evitare l’inammissibilità ricorso penale.

Cosa significa che un ricorso è dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, significa che non può essere esaminato nel merito dal giudice. Questo accade per vizi formali o sostanziali, come la mancanza di specificità degli argomenti o la reiterazione di questioni già decise senza nuove argomentazioni.

La riduzione di pena per il giudizio abbreviato deve essere sempre indicata nel dispositivo della sentenza?
No, la legge richiede che il dispositivo faccia riferimento all’applicazione del rito abbreviato. Il calcolo dettagliato della pena, inclusa la riduzione, può essere specificato nella motivazione della sentenza, senza che ciò costituisca un errore o un vizio.

Quali sono le conseguenze per chi vede il proprio ricorso dichiarato inammissibile?
Chi vede il proprio ricorso dichiarato inammissibile è condannato al pagamento delle spese processuali e, in genere, anche al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Situazione in cui un ricorso non può essere esaminato nel merito per la presenza di vizi formali o sostanziali che ne impediscono l'accoglimento.
Giudizio abbreviato
Un rito processuale speciale che permette all'imputato di ottenere una riduzione di pena in cambio della rinuncia al dibattimento, basando la decisione sugli atti d'indagine.
Dispositivo
La parte finale di una sentenza che contiene la decisione del giudice, ovvero il risultato pratico del processo.
Motivazione
La parte della sentenza in cui il giudice spiega le ragioni logiche e giuridiche che lo hanno portato a prendere una determinata decisione.
Simulazione di reato
Il reato commesso da chi denuncia falsamente alle autorità un reato che non è mai avvenuto o che è stato commesso da altri.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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