Furto di energia elettrica: la Cassazione conferma la condanna
Il furto di energia elettrica costituisce una fattispecie di reato che la giurisprudenza tratta con estremo rigore, specialmente quando le difese si limitano a riproporre argomenti già ampiamente vagliati dai giudici di merito. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito che l’inammissibilità del ricorso è inevitabile se non vengono presentati nuovi elementi critici.
I fatti oggetto del contendere
La vicenda trae origine dalla condanna di un soggetto per il reato di furto aggravato di energia elettrica. Dopo la sentenza di primo grado, la Corte d’Appello aveva confermato la responsabilità penale dell’imputato. Quest’ultimo ha deciso di ricorrere in Cassazione, contestando sia la sussistenza della responsabilità penale sia il mancato riconoscimento di una specifica attenuante legata alla tenuità del danno economico arrecato.
La decisione della Suprema Corte
La settima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che i motivi presentati dalla difesa erano una mera riproduzione di quanto già esposto in appello. Secondo il diritto processuale, il ricorso per Cassazione non può limitarsi a una critica generica o alla ripetizione di tesi già respinte, ma deve attaccare specificamente le motivazioni della sentenza impugnata.
Esclusione delle attenuanti nel furto di energia elettrica
Un punto centrale della decisione riguarda l’art. 62 n. 4 del codice penale. La difesa chiedeva il riconoscimento dell’attenuante per il danno di speciale tenuità. Tuttavia, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito che avevano escluso tale beneficio, basandosi sulla natura e sulle modalità del prelievo abusivo di energia.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si poggiano sulla natura del ricorso di legittimità. I giudici hanno evidenziato che i motivi di censura erano già stati adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito. In particolare, la responsabilità dell’imputato era stata accertata in modo inequivocabile e la richiesta di attenuanti non era supportata da elementi tali da ribaltare il giudizio precedente. La ripetitività dei motivi rende il ricorso privo della specificità necessaria per essere esaminato nel merito.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte portano alla definitiva conferma della condanna. Oltre alla responsabilità penale, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea come, in caso di furto di energia elettrica, la strategia difensiva debba essere estremamente puntuale e non possa limitarsi a una sterile contestazione dei fatti già accertati nei gradi precedenti.
Cosa succede se il ricorso in Cassazione ripete solo tesi già bocciate?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile poiché non rispetta il requisito di specificità necessario per contestare validamente una sentenza di appello.
Si può ottenere uno sconto di pena per il furto di energia elettrica?
Sì, se viene riconosciuta l’attenuante del danno di speciale tenuità, ma il giudice deve valutarne rigorosamente i presupposti economici e le modalità del reato.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese processuali e solitamente viene condannato a versare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 50417 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 50417 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 06/12/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME COGNOME nato a ERICE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 23/03/2023 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che l’imputata COGNOME NOME ricorre avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo che ne ha confermato la condanna per il furto di energia elettrica;
Ritenuto che i due motivi di ricorso sono meramente riproduttivi di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito (cfr. sulla responsabilità dell’imputata paragrafo 6, pagg. 2-4, sulla esclusione della attenuante di cui all’art. 62, n. 4 cod. pen. paragrafo 8, pag. 6);
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 06/12/2023