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Furto da 82€ al supermercato: negato il danno di speciale tenuità

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tentato furto di merce del valore di 82 euro in un supermercato. L’imputato chiedeva l’applicazione dell’attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: un valore di 82 euro non è ‘irrisorio’ e, soprattutto, la capacità economica della vittima (il grande supermercato) è del tutto irrilevante per la valutazione. Il danno si misura oggettivamente. La condanna dell’uomo, già gravato da numerosi precedenti, è stata quindi confermata.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15329 Anno 2023
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Pubblicato il 4 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15329 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 15329/2023)

Furto al supermercato: quando si applica l’attenuante del danno di speciale tenuità?

La legge penale prevede sconti di pena quando il reato causa un danno economico minimo. Ma cosa si intende esattamente per ‘minimo’? Un recente caso deciso dalla Corte di Cassazione offre una risposta chiara, specialmente riguardo ai furti nei grandi esercizi commerciali. La vicenda riguarda un uomo condannato per aver tentato di rubare merce per un valore di 82 euro da un supermercato. L’imputato ha fatto ricorso sostenendo che un simile importo costituisse un danno di speciale tenuità, meritevole di una pena più mite.

La vicenda: un furto da 82 euro

I fatti sono semplici. Un uomo tenta di sottrarre prodotti da uno scaffale di un supermercato per un valore complessivo di 82 euro. Viene scoperto e il suo gesto viene qualificato come tentato furto. Durante il processo, la sua difesa punta a ottenere il riconoscimento della circostanza attenuante prevista dall’articolo 62, numero 4, del codice penale. Questa norma consente una diminuzione della pena se il danno patrimoniale causato è di ‘speciale tenuità’. La tesi difensiva si basava su due argomenti: il valore modesto della merce e la grande capacità economica della vittima, un supermercato per cui una perdita di 82 euro sarebbe insignificante.

La valutazione del danno di speciale tenuità è oggettiva

La Corte di Cassazione ha respinto completamente questa linea difensiva. I giudici hanno affermato un principio fondamentale: la valutazione del danno deve essere oggettiva. Ciò significa che si deve guardare al valore della cosa sottratta in sé e agli eventuali altri effetti negativi per la vittima. Il fatto che la persona offesa sia un’azienda facoltosa, in grado di sopportare facilmente la perdita, non ha alcuna importanza. Consentire un ragionamento diverso significherebbe creare una sorta di ‘zona franca’ per i piccoli furti a danno delle grandi catene commerciali, il che è inaccettabile. Secondo la Corte, un valore di 82 euro non è ‘pressoché irrisorio’ e quindi non può giustificare l’applicazione dell’attenuante.

Niente non punibilità per il reo abituale

L’imputato aveva anche chiesto l’applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale, che esclude la punibilità per i reati particolarmente lievi. Anche questa richiesta è stata respinta. La legge, infatti, vieta di concedere questo beneficio a chi è un delinquente abituale. L’uomo aveva alle spalle ben tredici condanne per furto e due per ricettazione. Un curriculum criminale così esteso dimostra una tendenza a delinquere che è incompatibile con la ‘particolare tenuità del fatto’ richiesta dalla norma.

Le motivazioni: il danno di speciale tenuità non dipende dalla ricchezza della vittima

La Corte ha motivato la sua decisione ribadendo che il giudizio sulla tenuità del danno deve basarsi su parametri oggettivi. Il valore economico deve essere ‘lievissimo’ in assoluto. Introdurre un criterio soggettivo, legato alla ricchezza della vittima, creerebbe una disparità di trattamento ingiustificata. Un furto è un’offesa al patrimonio e la sua gravità non può diminuire solo perché il patrimonio offeso è molto grande. La legge protegge il diritto di proprietà di tutti, grandi e piccoli, allo stesso modo. Pertanto, la richiesta di attenuante è stata giudicata manifestamente infondata.

Le conclusioni: condanna confermata e principio riaffermato

L’esito finale è stato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. L’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa. Questa sentenza conferma un orientamento consolidato: la valutazione del danno di speciale tenuità non fa sconti in base a chi sia la vittima. Un furto rimane tale e il suo valore viene misurato oggettivamente, senza considerare la capacità finanziaria di chi lo subisce. Un principio di giustizia che garantisce parità di tutela a tutti i soggetti.

Un furto di piccolo valore è sempre considerato di ‘speciale tenuità’?
No. La Cassazione ha chiarito che il valore deve essere quasi irrisorio. Un furto di 82 euro, ad esempio, non è stato considerato tale.

Se rubo a una grande azienda, la pena è minore perché l’azienda non subisce un vero danno?
No, il principio è l’opposto. La capacità economica della vittima è irrilevante. Il danno viene valutato oggettivamente in base al valore della merce sottratta.

Avere precedenti penali influisce sulla concessione di attenuanti o benefici?
Sì. In questo caso, i numerosi precedenti dell’imputato hanno impedito l’applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).

Termini giuridici

Danno di speciale tenuità
È una circostanza che riduce la pena (attenuante) quando il danno economico causato dal reato è molto lieve, quasi insignificante.
Recidiva
La condizione di chi commette un nuovo reato dopo aver già subito una condanna definitiva. Comporta, di regola, un aumento della pena.
Inammissibilità
Decisione con cui un giudice dichiara un ricorso o un'impugnazione non ricevibile, senza esaminarne il merito, perché privo dei requisiti di legge.
Art. 131-bis c.p.
Norma che permette al giudice di non punire chi commette un reato di minima gravità, a condizione che il comportamento non sia abituale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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