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Falso verbale e conflitto d’interessi: reato estinto per prescrizione

Due membri di una commissione comunale vengono condannati per falso ideologico. Avevano attestato falsamente nei verbali che uno di loro si era allontanato durante la discussione di pratiche che coinvolgevano la figlia, per evitare un conflitto di interessi. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, dichiarando i reati prescritti. Il punto chiave è la non applicabilità della **sospensione della prescrizione** legata all’emergenza Covid-19. I giudici hanno chiarito che la sospensione opera solo se il processo ha subito un’effettiva stasi, con udienze o scadenze fissate in quel periodo, cosa non avvenuta nel caso specifico. Di conseguenza, il tempo per prescrivere il reato è decorso.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 19872 Anno 2023
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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 19872 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 5 n. 19872/2023)

Falso in verbale e conflitto di interessi: un caso risolto dalla prescrizione

Un recente intervento della Corte di Cassazione chiarisce i limiti di applicazione della sospensione della prescrizione introdotta durante l’emergenza sanitaria. La vicenda riguarda due membri di una commissione comunale, condannati per aver falsificato i verbali di due sedute. La sentenza finale, tuttavia, ha annullato le condanne, non per l’insussistenza del fatto, ma per il decorso del tempo. Questo caso offre uno spunto importante per comprendere come funzionano i meccanismi procedurali che possono portare all’estinzione di un reato.

I fatti: un verbale per nascondere il conflitto di interessi

La vicenda ha origine all’interno di una commissione comunale per la valutazione di incidenza ambientale. Due componenti, uno con il ruolo di Presidente e l’altro di semplice Membro, si trovano a discutere due pratiche edilizie. In entrambe le pratiche, il consulente tecnico di parte è la figlia di uno dei Membri della commissione. Per evitare di incorrere in un palese conflitto di interessi, i due attestano falsamente nel verbale ufficiale che il Membro interessato si era allontanato dall’aula prima della discussione e della deliberazione. Le indagini, invece, dimostrano il contrario. Il Membro non solo era rimasto presente, ma aveva attivamente partecipato alla discussione, relazionando sulle pratiche che coinvolgevano la figlia. Per questo comportamento, entrambi vengono accusati e condannati per il reato di falso ideologico in atto pubblico.

Il nodo giuridico: la sospensione della prescrizione Covid-19

Il punto cruciale del processo davanti alla Corte di Cassazione non riguarda la colpevolezza degli imputati, ma un aspetto puramente procedurale: il calcolo della prescrizione. La difesa sostiene che il reato si sia estinto per il decorso del tempo. L’argomento centrale ruota attorno al periodo di 64 giorni (dal 9 marzo all’11 maggio 2020) durante il quale le norme emergenziali per la pandemia avevano sospeso i termini processuali. Se quel periodo fosse stato conteggiato come sospensione, la prescrizione non sarebbe maturata. In caso contrario, il tempo massimo per giudicare sarebbe scaduto prima della sentenza d’appello. La questione diventa quindi stabilire se quella sospensione fosse automatica per tutti i processi pendenti o se richiedesse presupposti specifici.

Le motivazioni: la sospensione della prescrizione non è automatica

La Corte di Cassazione ha dato ragione alla difesa, accogliendo un principio di diritto fondamentale. I giudici hanno stabilito che la sospensione della prescrizione prevista dalla legislazione Covid-19 non è generalizzata e automatica. Essa si applica solo ai procedimenti che hanno subito una ‘stasi’ effettiva a causa delle misure sanitarie. In altre parole, la sospensione opera solo se in quel preciso arco temporale era già stata fissata un’udienza (poi rinviata) o era prevista la scadenza di un termine processuale. Nel caso in esame, il processo non aveva udienze o scadenze programmate in quel periodo. Pertanto, il procedimento non ha subito alcun rallentamento a causa della pandemia. Di conseguenza, quel periodo di 64 giorni non poteva essere aggiunto al calcolo del tempo massimo di prescrizione.

Le conclusioni: reato estinto per decorrenza dei termini

Senza poter applicare la sospensione della prescrizione, il calcolo del tempo ha dimostrato che il termine massimo di sette anni e sei mesi era già trascorso al momento della sentenza di appello. La Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prenderne atto. Ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando i reati commessi da entrambi gli imputati estinti per intervenuta prescrizione. Questo significa che il processo si è chiuso definitivamente. Gli imputati non sono stati assolti nel merito, ma la pretesa punitiva dello Stato si è estinta a causa del passare del tempo, un principio di garanzia previsto dal nostro ordinamento.

Cosa significa che un reato è ‘estinto per prescrizione’?
Significa che lo Stato ha perso il diritto di punire il colpevole perché è trascorso troppo tempo dalla commissione del fatto senza che si sia arrivati a una condanna definitiva. Non è un’assoluzione nel merito.

La sospensione dei termini per l’emergenza Covid-19 si applica a tutti i processi penali?
No. Come chiarito da questa sentenza, la sospensione si applica solo se il processo ha subito un effettivo stop a causa della pandemia, ad esempio con il rinvio di un’udienza già fissata in quel periodo.

Cosa rischia un pubblico ufficiale che attesta il falso in un verbale?
Commette il reato di falso ideologico in atto pubblico, previsto dall’articolo 479 del codice penale. Questo reato è punito con la reclusione e può avere gravi conseguenze sulla carriera e sulla reputazione.

Termini giuridici

Prescrizione
È la causa di estinzione di un reato che si verifica quando è trascorso un determinato periodo di tempo dalla sua commissione senza che sia intervenuta una sentenza definitiva.
Sospensione della prescrizione
Un periodo di 'pausa' nel calcolo del tempo necessario a prescrivere un reato. La 'sospensione' ferma il conteggio, che riprende da dove si era interrotto al cessare della causa di sospensione.
Falso ideologico in atto pubblico
Reato commesso da un pubblico ufficiale che, in un documento ufficiale, attesta falsamente fatti avvenuti in sua presenza o dichiara cose non conformi al vero.
Conflitto di interessi
Situazione in cui un interesse privato di un soggetto (ad esempio familiare o economico) interferisce o potrebbe interferire con l'esercizio imparziale delle sue funzioni pubbliche.
Annullamento senza rinvio
Decisione della Corte di Cassazione che cancella la sentenza precedente in modo definitivo, senza rimandare il processo a un altro giudice per una nuova valutazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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