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Falsa attestazione: debiti fiscali e gare d’appalto

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa attestazione a carico di un imprenditore che aveva dichiarato l’assenza di debiti tributari gravi per partecipare a una gara d’appalto. Nonostante la difesa sostenesse che il debito dovesse essere calcolato sulla singola cartella e che l’adesione alla rottamazione-ter fosse sufficiente, i giudici hanno chiarito che rileva il debito complessivo superiore a 5.000 euro, comprensivo di sanzioni e interessi. La dichiarazione sostitutiva resa per una gara pubblica è equiparata a un atto reso a pubblico ufficiale, rendendo irrilevante che il destinatario materiale fosse un soggetto privato incaricato dell’esecuzione.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Falsa attestazione e debiti fiscali nelle gare d’appalto

La falsa attestazione sulla regolarità fiscale rappresenta un rischio concreto per gli operatori economici che partecipano a procedure di evidenza pubblica. Mentire sulla propria situazione debitoria verso l’Erario non comporta solo l’esclusione dalla gara, ma può sfociare in una condanna penale per falsità ideologica.

I fatti di causa

Un imprenditore è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per aver reso una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà non veritiera. In particolare, l’imputato aveva attestato l’insussistenza di cause di esclusione legate a violazioni gravi e definitivamente accertate in materia fiscale. Tuttavia, gli accertamenti hanno rivelato un’esposizione debitoria complessiva superiore a 28.000 euro, derivante da cartelle esattoriali già notificate. La difesa ha tentato di giustificare la condotta sostenendo che il limite di legge dovesse applicarsi alla singola cartella e che la richiesta di rottamazione delle pendenze fiscali eliminasse lo stato di inadempienza.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la responsabilità penale. I giudici hanno ribadito che la falsa attestazione si configura ogni volta che un privato dichiara il falso in atti destinati a confluire in un procedimento amministrativo. Non ha rilievo il fatto che la dichiarazione sia stata consegnata a una società privata aggiudicataria di un appalto per un subappalto, poiché la natura della procedura rimane pubblica.

Il calcolo della soglia di gravità

Un punto centrale della sentenza riguarda il calcolo del debito fiscale. La Corte ha chiarito che la soglia di gravità (fissata all’epoca in 5.000 euro) deve essere riferita al debito complessivo e non alla singola cartella esattoriale. Inoltre, nel computo devono essere inclusi anche gli interessi e le sanzioni, poiché l’obbligo di pagamento riguarda l’intero importo richiesto dall’agente della riscossione.

L’inefficacia della rottamazione non perfezionata

Per quanto riguarda la cosiddetta rottamazione delle cartelle, la Cassazione ha precisato che la semplice presentazione della domanda non sana la posizione dell’operatore. Per evitare l’esclusione e la conseguente accusa di falsa attestazione, è necessario che l’impegno al pagamento sia formalizzato e accettato prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla natura delle dichiarazioni sostitutive previste dal D.P.R. 445/2000. Tali atti sono equiparati a dichiarazioni rese a un pubblico ufficiale. La consapevolezza dell’imputato circa la propria situazione debitoria e la destinazione dell’atto a una procedura pubblica integrano pienamente l’elemento soggettivo del reato. La Corte ha inoltre escluso la particolare tenuità del fatto, sottolineando come la gravità della condotta debba essere valutata nel contesto della trasparenza richiesta nelle gare d’appalto.

Le conclusioni

Le conclusioni dei giudici evidenziano che l’incensuratezza non è di per sé sufficiente a ottenere le attenuanti generiche in assenza di elementi positivi ulteriori. La sentenza ammonisce gli imprenditori sulla necessità di una verifica rigorosa della propria posizione fiscale prima di sottoscrivere dichiarazioni sostitutive. La trasparenza verso la Pubblica Amministrazione è un requisito essenziale che non ammette interpretazioni riduttive o omissioni strategiche.

Cosa rischia chi dichiara il falso sulla propria situazione fiscale in una gara?
Rischia una condanna penale per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, con pene che possono prevedere la reclusione e l’esclusione dalle procedure di appalto.

Come si calcola la soglia dei debiti fiscali per la regolarità nelle gare?
La soglia di gravità si riferisce all’esposizione debitoria complessiva verso l’Erario, includendo nel calcolo anche le sanzioni e gli interessi maturati sulle cartelle esattoriali.

La domanda di rottamazione delle cartelle regolarizza la posizione fiscale?
No, la semplice presentazione della domanda non è sufficiente. Occorre che la procedura sia stata accettata e i pagamenti formalizzati prima della scadenza del bando di gara.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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