Evasione per una pizza: la Cassazione conferma la linea dura
Il reato di evasione non ammette giustificazioni banali, specialmente quando la condotta del reo rivela una scarsa propensione al rispetto delle regole. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo che, pur essendo sottoposto a restrizioni della libertà personale, ha deciso di allontanarsi dal proprio domicilio per un motivo decisamente futile: l’acquisto di una pizza.
Il caso e la violazione delle prescrizioni
L’imputato era stato condannato nei gradi di merito per essersi allontanato dal luogo di detenzione domiciliare al di fuori degli orari consentiti. La difesa aveva tentato di ottenere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, puntando sulla presunta tenuità del fatto e sulla motivazione legata a un bisogno quotidiano. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il soggetto godeva già di una vasta autonomia durante la giornata, essendo stato autorizzato ad allontanarsi dall’abitazione in determinati frangenti. L’uscita non autorizzata per comprare una pizza è stata dunque considerata una violazione consapevole e ingiustificata.
La decisione della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Secondo gli Ermellini, non vi è spazio per una riduzione della pena quando la violazione degli obblighi è dettata da ragioni futili e si inserisce in un quadro di personalità spiccatamente negativa. La decisione sottolinea come il sistema penale non possa premiare chi, pur beneficiando di misure meno afflittive della detenzione in carcere, dimostri di non saperne apprezzare il valore, trasgredendo le regole per capriccio o comodità personale.
Le motivazioni
Le motivazioni del rigetto risiedono principalmente nella valutazione della personalità del ricorrente. La Corte ha valorizzato i plurimi precedenti penali per reati gravi, che delineano un profilo di pericolosità e una recidiva non trascurabile. Inoltre, è stata data rilevanza centrale alla futilità del motivo che ha determinato l’evasione. Il fatto di essersi allontanato per acquistare del cibo, pur avendo a disposizione altre fasce orarie autorizzate per provvedere alle proprie necessità, dimostra una totale incuria verso i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La Corte d’Appello aveva già correttamente confutato le tesi difensive, e il ricorso in Cassazione è risultato essere una mera riproposizione di argomenti già respinti.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte portano a un principio chiaro: il beneficio delle attenuanti generiche non è un atto dovuto, ma richiede elementi positivi che nel caso di specie erano totalmente assenti. L’evasione, anche se breve o legata a motivi quotidiani, resta un reato che offende l’amministrazione della giustizia. Il ricorrente è stato condannato non solo alle spese processuali, ma anche al versamento di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, sanzione tipica per i ricorsi manifestamente infondati o inammissibili. Questo provvedimento ricorda che la libertà vigilata o domiciliare richiede un rigore assoluto nel rispetto dei tempi e dei modi stabiliti dal giudice.
Si può essere condannati per evasione se si esce solo per pochi minuti?
Sì, il reato di evasione si configura nel momento in cui il soggetto si allontana dal luogo di restrizione senza autorizzazione, indipendentemente dalla durata dell’assenza.
Perché l’acquisto di una pizza è considerato un motivo futile?
Viene considerato futile perché non rappresenta una necessità impellente o un’urgenza tale da giustificare la violazione di un ordine giudiziario, specialmente se il soggetto ha altri orari per uscire.
Cosa comporta l’inammissibilità del ricorso in Cassazione?
Comporta la conferma definitiva della sentenza impugnata e solitamente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 49589 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 49589 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 04/12/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 13/04/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
visti gli atti e la sentenza impugnata; esamiNOME il ricorso di COGNOME NOME
OSSERVA
Ritenuto che il motivo con cui si censura la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche risulta riproduttivo di identica censura adeguatamente confutata dal Corte di appello che ha valorizzato la negativa personalità del ricorrente in considerazione plurimi precedenti penali per reati gravi e per la futilità del motivo che aveva determi l’evasione (acquisto di una pizza), nonostante godesse di vasta autonomia durante altr frangenti della giornata in cui era stato autorizzato ad allontanarsi dall’abitazione;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore dell Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spes processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 04/12/2023.