Errore materiale: la correzione della Cassazione
L’Errore materiale in una sentenza di legittimità rappresenta una svista formale che, sebbene non intacchi il merito della decisione, può ostacolare la corretta esecuzione del provvedimento. La Corte di Cassazione è intervenuta recentemente per chiarire i confini della procedura di correzione quando l’errore riguarda l’individuazione del giudice del rinvio.
Il caso della competenza errata
La vicenda trae origine da una segnalazione presentata da un ricorrente che aveva riscontrato un’inesattezza nel dispositivo di una sentenza emessa dalla Suprema Corte. In particolare, a seguito dell’annullamento di un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari (G.i.p.) di Roma, la Cassazione aveva indicato genericamente il Tribunale di Roma come organo a cui trasmettere gli atti. Tuttavia, secondo le norme di procedura, la competenza doveva essere attribuita specificamente al G.i.p., ovvero al giudice che aveva originariamente pronunciato il provvedimento annullato.
La procedura di correzione
La Corte ha analizzato l’istanza seguendo la procedura de plano, ovvero senza la necessità di un’udienza pubblica, data l’evidenza della svista. L’errore è stato definito come rilevabile ictu oculi, poiché contrastava direttamente con il dettato normativo che regola gli effetti dell’annullamento delle ordinanze. La correzione mira a ripristinare la coerenza tra la volontà del collegio giudicante e il testo scritto del provvedimento, eliminando ogni ambiguità interpretativa per le parti e per la cancelleria.
Le motivazioni
Le motivazioni della decisione risiedono nell’applicazione rigorosa dell’art. 623, comma 1, lett. a), del codice di procedura penale. Tale norma stabilisce chiaramente che, in caso di annullamento di un’ordinanza, la Corte di Cassazione deve disporre la trasmissione degli atti al giudice che l’ha pronunciata. Poiché il provvedimento oggetto di annullamento era stato emesso da un G.i.p., l’indicazione del Tribunale in composizione diversa risultava tecnicamente errata. La Corte ha dunque riconosciuto la necessità di emendare il dispositivo eliminando i riferimenti normativi incongrui e specificando correttamente l’autorità destinataria degli atti, garantendo così il rispetto del principio del giudice naturale precostituito per legge.
Le conclusioni
Le conclusioni di questo provvedimento confermano che l’istituto della correzione dell’Errore materiale è uno strumento fondamentale per la tenuta del sistema processuale. Esso permette di rimediare a lapsus calami o sviste burocratiche senza dover ricorrere a nuovi gradi di giudizio, assicurando che la fase di rinvio avvenga dinanzi al giudice corretto. Per i professionisti e i cittadini, questa ordinanza ribadisce l’importanza di un controllo minuzioso del dispositivo di sentenza, poiché anche una piccola imprecisione terminologica può deviare il corso del processo verso un ufficio giudiziario non competente, rallentando la giustizia.
Cosa si intende per errore materiale in una sentenza penale?
Si tratta di una svista formale o di un’errata indicazione di dati che non incide sulla sostanza della decisione presa dal giudice.
Chi può richiedere la correzione di un errore materiale in Cassazione?
Le parti interessate possono segnalare l’errore alla Corte, che può procedere alla rettifica anche d’ufficio con una procedura semplificata.
Quali sono le conseguenze della correzione del dispositivo?
Il provvedimento viene rettificato ufficialmente e la cancelleria appone le annotazioni necessarie affinché l’esecuzione della sentenza prosegua correttamente.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 49736 Anno 2023
MA
Penale Ord. Sez. 2 Num. 49736 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 06/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 27/06/2023 della CORTE DI CASSAZIONE di RO- udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; a seguito di procedura de plano
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
COGNOME NOME segnala un errore materiale nella sentenza in data 27/06/2023 di questa Corte, sostanziatosi nell’indicazione del Tribunale di Roma competente ai sensi dell’art. 324, comma 5, cod. proc. pen. mentre andava indicato il G.i.p. del Tribunale di Roma;
rilevato che l’errore è in effetti sussistente ed è ictu °cu(/ evincibile, atteso che il provvedimento annullato è un’ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Roma e che l’art. 623, comma 1, lett. a), cod. proc. pen. dispone che «se è annullata un’ordinanza, la corte di cassazione disponeche gli atti siano trasmessi al giudice che l’ha pronunciata, ilquale provvede uniformandosi alla sentenza di annullamento»;
ritenuta la necessità di provvedere alla correzione dell’evidenziato errore materiale.
P.Q.M.
Dispone correggersi l’errore materiale contenuto ne dispositivo della sentenza e nel ruolo dell’udienza in camera di consiglio del 16 giugno 2023 nel ricorso RG 16030/23, presentato da COGNOME NOME, nel senso che senso che, laddove è scritto «Tribunale di Roma» si legga «RAGIONE_SOCIALE.i.p. del Tribunale di Roma» e vengano eliminate le successive parole «competente ai sensi dell’art. 324, comma 5, cod. proc. pen.». Manda alla cancelleria per le annotazioni.
Così deciso il 06/10/2023