Errore Materiale: la Cassazione corregge e indirizza al Giudice Competente
Nel labirinto delle procedure legali, anche il minimo inciampo può causare ritardi e complicazioni. Un recente caso affrontato dalla Corte di Cassazione mette in luce l’importanza della precisione e il meccanismo di correzione dell’errore materiale per garantire che ogni causa sia giudicata dal giudice territorialmente competente. L’ordinanza in esame rappresenta un esempio chiaro di come il sistema giudiziario intervenga per sanare le sviste procedurali e ripristinare il corretto corso della giustizia.
I Fatti di Causa: Un Atto Smarrito nella Giurisdizione
La vicenda trae origine da un’impugnazione proposta avverso una sentenza del Tribunale di Trapani. Per un disguido, il fascicolo processuale, invece di essere trasmesso alla Corte d’Appello competente per territorio, è stato inviato alla Corte d’Appello di Catania. Quest’ultima, accortasi dell’incompetenza, ha restituito gli atti alla Corte di Cassazione, segnalando l’anomalia. Si è quindi reso necessario un intervento della Suprema Corte per risolvere la questione e indirizzare correttamente il procedimento.
L’Errore Materiale e la Competenza Territoriale
Il cuore della questione risiede nella corretta individuazione del giudice d’appello. La legge stabilisce criteri precisi per determinare la competenza territoriale, ossia quale tribunale o corte abbia il diritto di giudicare su una determinata controversia in base alla sua localizzazione geografica. In questo caso, la Corte d’Appello competente a decidere sulle impugnazioni contro le sentenze emesse dal Tribunale di Trapani è, per legge, la Corte d’Appello di Palermo. L’invio degli atti a Catania ha costituito un palese errore materiale, ovvero una svista che non ha alterato la sostanza della decisione ma ha creato un ostacolo procedurale. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha il potere di correggere tali errori per assicurare il rispetto delle norme sulla competenza e il principio del giudice naturale precostituito per legge.
Le Motivazioni della Corte
La Corte di Cassazione, nella sua ordinanza, ha agito con celerità e pragmatismo. I giudici hanno constatato che la precedente ordinanza conteneva un’indicazione errata. Il provvedimento disponeva la “trasmissione degli atti alla Corte di appello di Catania”, mentre avrebbe dovuto indicare la “trasmissione degli atti alla Corte di appello di Palermo”.
La motivazione della correzione è semplice e diretta: il giudice competente a conoscere l’impugnazione è la Corte d’Appello di Palermo, poiché la sentenza impugnata è stata emessa dal Tribunale di Trapani, che rientra nel suo distretto di competenza. L’intervento della Suprema Corte non entra nel merito della causa, ma si limita a rettificare un errore procedurale, un’operazione fondamentale per evitare nullità e garantire che il processo prosegua davanti al giudice corretto, come previsto dalla legge.
Le Conclusioni
In conclusione, l’ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio cardine del nostro ordinamento: la necessità di rispettare le regole sulla competenza territoriale. La correzione dell’errore materiale non è un mero formalismo, ma uno strumento essenziale per tutelare il diritto delle parti a essere giudicate dal giudice designato dalla legge. La decisione ha l’effetto pratico di sbloccare l’iter processuale, disponendo l’immediata trasmissione del fascicolo alla Corte d’Appello di Palermo. Questo caso, pur nella sua semplicità, serve da monito sull’importanza dell’accuratezza nella gestione degli atti giudiziari e conferma l’efficacia dei meccanismi di autocorrezione del sistema per garantire un processo giusto ed equo.
Qual è stato l’errore procedurale al centro del caso?
L’errore è consistito nell’inviare un’impugnazione contro una sentenza del Tribunale di Trapani alla Corte d’Appello di Catania, anziché a quella territorialmente competente.
Quale Corte d’Appello è competente per le sentenze del Tribunale di Trapani?
La Corte d’Appello competente a giudicare le impugnazioni avverso le sentenze del Tribunale di Trapani è la Corte d’Appello di Palermo.
Cosa ha deciso la Corte di Cassazione con questa ordinanza?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione dell’errore materiale contenuto in un precedente provvedimento, ordinando che gli atti del procedimento venissero trasmessi alla Corte d’Appello di Palermo, in quanto giudice territorialmente competente.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 42298 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 6 Num. 42298 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 02/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto di ufficio nel procedimento a carico di: NOME, nato a Marsala il DATA_NASCITA
in relazione all’ordinanza del 11/07/2024 della Sesta Sezione della Corte di Cassazione visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
La Corte di appello di Catania ha restituito alla Corte di Cassazione il procedimento relativo al ricorso proposto da NOME avverso la sentenza del 18 gennaio 2024 del Tribunale di Trapani ivi inviato per errore a seguito della conversione in appello.
Deve procedersi alla correzione dell’errore materiale, come indicato in dispositivo, poiché il giudice competente a conoscere l’impugnazione è la Corte di appello di Palermo, essendo stata impugnata sentenza del Tribunale di Trapani.
Dispone che il dispositivo dell’ordinanza n. 30033/24 sia corretto nel s che là dove è scritto “trasmissione degli atti alla Corte di appello di Catania leggersi e intendersi “trasmissione degli atti alla Corte di appello di Pa Manda alla cancelleria per le annotazioni sull’originale del provvedimento ruolo.
Così deciso il 2 ottobre 2024
La Consigliera relatrice
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