Errore Materiale: La Cassazione e la Correzione dei Provvedimenti Giudiziari
Nel percorso della giustizia, la precisione formale è tanto importante quanto la correttezza sostanziale delle decisioni. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come l’ordinamento gestisca un errore materiale, ovvero una svista puramente formale, all’interno di un atto giudiziario. L’ordinanza in esame dimostra la meticolosità del sistema nel garantire che ogni documento rifletta fedelmente la realtà, anche quando si tratta di un semplice errore di battitura nel nome di una delle parti coinvolte.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da una precedente sentenza della Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione. In tale pronuncia, emessa a seguito di un ricorso, il nome del ricorrente era stato trascritto in modo inesatto. Nello specifico, il cognome era stato indicato con una lettera errata, trasformandolo in un altro. A seguito della segnalazione di questa discrepanza, la stessa Sezione della Corte ha avviato, di propria iniziativa (d’ufficio), una procedura per la correzione dell’atto.
La Decisione della Corte sulla correzione dell’errore materiale
La Corte, riunitasi in camera di consiglio, ha riconosciuto la natura della svista. Non si trattava di un errore di valutazione o di diritto, ma di un ‘mero errore materiale’. Di conseguenza, ha emesso un’apposita ordinanza con la quale ha disposto la correzione del dispositivo del ruolo di udienza e della relativa sentenza. La decisione ordina alla Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie per rettificare il nome del ricorrente, ripristinando la sua corretta identità anagrafica negli atti ufficiali. Questo intervento non riapre il caso nel merito, ma si limita a emendare un’imprecisione formale.
Le Motivazioni
La motivazione alla base dell’ordinanza è concisa e diretta. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un mero errore materiale, era necessario procedere alla correzione per garantire la coerenza e l’esattezza formale degli atti giudiziari. L’intervento d’ufficio sottolinea il principio secondo cui la giustizia deve essere non solo giusta nella sostanza, ma anche precisa nella forma. La correzione non altera in alcun modo il contenuto giuridico o la portata della decisione originale, ma assicura che il provvedimento sia formalmente impeccabile e correttamente attribuibile alle parti in causa.
Le Conclusioni
Il caso in esame, seppur semplice, evidenzia un aspetto fondamentale della procedura penale: l’importanza della procedura di correzione dell’errore materiale. Questo strumento permette di sanare sviste e imprecisioni senza la necessità di impugnare la decisione, snellendo le procedure e garantendo la certezza del diritto. Dimostra come il sistema sia dotato di meccanismi di autocontrollo volti a preservare l’integrità e l’affidabilità degli atti giudiziari. Per i cittadini e i professionisti del diritto, ciò rappresenta una garanzia che eventuali imprecisioni formali possono essere risolte in modo efficiente, senza pregiudicare i diritti delle parti.
Cosa si intende per errore materiale in una sentenza?
Si tratta di un errore puramente formale, come un errore di battitura nel nome di una persona o un errore di calcolo, che non influisce sulla sostanza e sulla logica giuridica della decisione del giudice.
Come viene corretto un errore materiale dalla Corte di Cassazione?
La Corte, una volta venuta a conoscenza dell’errore, può avviare d’ufficio (cioè di propria iniziativa) una procedura apposita e emettere un’ordinanza di correzione, incaricando la Cancelleria di effettuare le necessarie annotazioni.
La correzione di un errore materiale modifica la decisione originale?
No, la procedura di correzione non modifica in alcun modo il contenuto, le motivazioni o la decisione finale della sentenza originale. Il suo unico scopo è rettificare l’errore formale per garantire l’esattezza dell’atto giudiziario.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 39745 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 5 Num. 39745 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 18/09/2024
ORDINANZA
relativa alla sentenza della Quinta Sezione penale, n. 29321/2024 del 20/03/2024, della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME NOME DATA_NASCITA a POTENZA
3)/-
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
A seguito della segnalazione di un errore materiale in relazione alla sentenza della Quinta Sezione penale n. 29321/2024 del 30 marzo 2024, R.G.N. 966/2024, pronunciata sul ricorso di NOME COGNOME, è stata fissata, d’ufficio, l’attuale procedura camerale per la relativa correzione.
In data 30 marzo 2024, la Quinta Sezione penale della Corte di cassazione pronunciò sentenza in relazione al ricorso sopra menzioNOME e, per mero errore materiale, nel relativo dispositivo il ricorrente fu indicato con le generalità di «COGNOME NOME» in luogo di «COGNOME NOME».
Pertanto, trattandosi di mero errore materiale, deve procedersi alla correzione del ruolo nei termini sopra indicati.
La Cancelleria provvederà agli adempimenti conseguenti.
PER QUESTI MOTIVI
Dispone la correzione del dispositivo del ruolo di udienza del procedimento n. 966/2024 RG, relativo alla sentenza n. 29321/2024, nella parte in cui viene riportato il nome del ricorrente “COGNOME NOME” in luogo di “COGNOME NOME“. Manda alla Cancelleria per le annotazioni di rito.
Così deciso in data 18 settembre 2024
Il Consigliere estensore eu. C.I o GLYPH Idi