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Errore materiale: Cassazione corregge data di nascita

La Corte di Cassazione ha corretto un’ordinanza per un errore materiale riguardante la data di nascita di un’imputata. La Corte ha stabilito che, essendo certa l’identità della persona, l’errore doveva essere corretto d’ufficio per garantire l’esattezza degli atti giudiziari, basandosi sull’articolo 130 del codice di procedura penale.

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Pubblicato il 25 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Errore Materiale in un’Ordinanza: La Cassazione Ordina la Correzione

Nel complesso mondo della giustizia, la precisione è fondamentale. Ogni atto, ogni parola e ogni dato riportato in un provvedimento giudiziario deve essere corretto per garantire la certezza del diritto. Ma cosa succede quando si verifica una svista, una semplice imprecisione che non altera la sostanza della decisione? In questi casi si parla di errore materiale, un vizio formale che può e deve essere corretto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come funziona questo meccanismo di rettifica, sottolineando l’importanza di dati anagrafici esatti.

Il Caso: Un Errore sulla Data di Nascita

La vicenda trae origine da una precedente ordinanza emessa dalla Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione. Nell’intestazione di tale provvedimento, le generalità di una ricorrente erano state riportate in modo inesatto: la sua data di nascita era stata indicata come 08/02/1969 anziché 18/02/1969.

Sebbene possa sembrare un dettaglio di poco conto, un dato anagrafico errato può generare confusione e problemi burocratici significativi. È stata la Procura della Repubblica presso un Tribunale del sud Italia a sollevare la questione, presentando un’istanza di correzione alla stessa Corte di Cassazione, allegando la documentazione che provava l’effettiva data di nascita della persona coinvolta.

La Procedura di Correzione dell’Errore Materiale

L’istanza è stata trattata secondo la procedura prevista dall’articolo 130 del Codice di Procedura Penale. Questa norma disciplina proprio la correzione degli errori materiali presenti nei provvedimenti del giudice. La procedura è più snella rispetto a un’impugnazione, poiché non mira a modificare la decisione nel merito, ma solo a emendare un errore di trascrizione o di calcolo che non ha inciso sul processo logico-giuridico che ha portato alla decisione.

La Corte, ricevuto l’avviso e sentita la relazione del Consigliere e la requisitoria del Pubblico Ministero, ha proceduto alla valutazione della richiesta.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto l’istanza, riconoscendo la presenza di un mero errore materiale. I giudici hanno evidenziato che l’identificazione dell’imputata era comunque certa e non in discussione; l’errore riguardava esclusivamente la trascrizione della data di nascita. Trattandosi di un’imprecisione oggettiva e facilmente riscontrabile dalla documentazione agli atti, non vi era alcun dubbio sulla necessità della correzione.

La Corte ha quindi disposto che la data di nascita indicata nell’intestazione della precedente ordinanza venisse rettificata, sostituendo la data errata con quella corretta del 18/02/1969. Ha inoltre ordinato alla cancelleria di procedere con le relative annotazioni per assicurare che la correzione fosse formalmente registrata.

Conclusioni: L’Importanza della Precisione negli Atti Giudiziari

Questa ordinanza, pur nella sua semplicità, ribadisce un principio cruciale: l’esattezza formale degli atti giudiziari non è un vezzo, ma una necessità per la corretta amministrazione della giustizia. La possibilità di correggere un errore materiale attraverso una procedura dedicata assicura che le sviste non si consolidino, prevenendo potenziali complicazioni future per i cittadini coinvolti. La decisione dimostra come l’ordinamento preveda strumenti efficaci per mantenere l’integrità e l’affidabilità dei documenti ufficiali, garantendo che ogni provvedimento rifletta con precisione la realtà dei fatti e l’identità delle persone coinvolte.

Cos’è un errore materiale secondo questa ordinanza?
È un errore di trascrizione, come un’errata indicazione della data di nascita, che non influisce sulla decisione di merito del giudice ma che necessita di correzione per garantire l’esattezza dell’atto giudiziario.

Chi può chiedere la correzione di un errore materiale?
Nel caso specifico, la richiesta di correzione è stata avanzata dalla Procura della Repubblica, ma in generale può essere richiesta dalle parti o disposta d’ufficio dallo stesso giudice che ha emesso il provvedimento.

Qual è il presupposto fondamentale affinché la Corte possa correggere un errore materiale?
Il presupposto fondamentale è che l’identità della persona coinvolta sia certa e non vi siano dubbi su chi sia il soggetto del provvedimento. L’errore deve riguardare un dato oggettivo e non il ragionamento giuridico del giudice.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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