Diritto di Difesa e DASPO: Accesso agli Atti anche nei Festivi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41730 del 2024, torna su un tema cruciale della procedura penale: l’effettività del diritto di difesa DASPO e delle misure di prevenzione urgenti. La decisione chiarisce le modalità e i luoghi in cui la difesa può esercitare il proprio diritto di accesso agli atti, anche quando i termini stringenti includono giorni festivi, ponendo l’accento sull’onere di diligenza del difensore.
I Fatti del Caso: La Misura del Questore e il Ricorso
Il Questore di Lecco emetteva un provvedimento d’urgenza, ai sensi dell’art. 6 della legge n. 401/1989, imponendo specifiche prescrizioni a un soggetto. Il provvedimento veniva notificato di giovedì. Il Pubblico Ministero, rispettando il termine di 48 ore, ne chiedeva la convalida al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) nella giornata di sabato. Il GIP convalidava la misura il lunedì successivo.
La difesa del destinatario della misura proponeva ricorso per cassazione, lamentando due violazioni principali:
- Violazione del diritto di difesa: L’avvocato sosteneva di non aver potuto visionare gli atti e depositare una memoria difensiva, poiché la richiesta del PM era avvenuta di sabato e la convalida di lunedì, rendendo di fatto impossibile l’accesso alla cancelleria del tribunale durante il fine settimana. L’accesso era stato negato anche dal Questore, che aveva invocato il segreto istruttorio.
- Vizio di motivazione: Il ricorrente riteneva di non essere un soggetto a cui la misura potesse essere applicata, in quanto incensurato e non direttamente responsabile degli atti di violenza contestati.
Il Diritto di Difesa DASPO secondo la Cassazione
La Suprema Corte ha respinto il primo motivo di ricorso, ritenendolo manifestamente infondato e offrendo un’importante lezione pratica sull’esercizio del diritto di difesa in questi procedimenti accelerati.
Il Termine di 48 Ore per la Difesa
I giudici hanno ribadito che la misura di prevenzione in esame, incidendo sulla libertà personale, deve rispettare le garanzie dell’art. 13 della Costituzione. La giurisprudenza, sia costituzionale che di legittimità, ha da tempo stabilito che al destinatario del provvedimento deve essere garantito un termine per difendersi analogo a quello di 48 ore concesso al PM per chiedere la convalida. Questo termine decorre dalla notifica del provvedimento e non è soggetto a proroghe, neanche in presenza di giorni festivi.
Dove Esercitare il Diritto di Accesso agli Atti
Il punto cruciale della decisione riguarda i luoghi in cui questo diritto può essere esercitato. La Corte ha chiarito che l’accesso agli atti non è limitato alla sola cancelleria del GIP. La difesa ha la possibilità, e l’onere, di attivarsi tempestivamente per visionare la documentazione presso:
- La segreteria del Pubblico Ministero;
- La Questura, dove esiste una copia del fascicolo.
La chiusura degli uffici giudiziari nel fine settimana non costituisce, quindi, un impedimento assoluto all’esercizio del diritto di difesa. Il difensore avrebbe dovuto dimostrare di aver tentato, senza successo, di accedere agli atti anche presso gli altri uffici competenti. Non avendolo fatto, la sua doglianza è risultata infondata.
La Genericità del Secondo Motivo di Ricorso
La Corte ha dichiarato inammissibile il secondo motivo di ricorso, definendolo generico. Il ricorrente si era limitato a contestare la sua presunta pericolosità sociale senza confrontarsi specificamente con le argomentazioni contenute nel provvedimento di convalida. Il GIP, infatti, aveva motivato la decisione spiegando che la partecipazione del soggetto, pur non essendo l’autore materiale della violenza, aveva rafforzato il proposito criminoso altrui e che la misura era obbligatoria essendo egli già destinatario di un precedente DASPO. Un ricorso per cassazione, per essere ammissibile, deve contenere una critica puntuale e argomentata della decisione impugnata, non una mera riproposizione delle proprie tesi.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione su principi consolidati. In primo luogo, ha riaffermato che il diritto di difesa nei procedimenti di convalida delle misure di prevenzione deve essere bilanciato con la natura urgente del procedimento stesso. Questo impone al difensore un onere di particolare diligenza e attivismo. L’inerzia o la scelta di attendere l’apertura degli uffici giudiziari, quando esistono alternative concrete per accedere agli atti, non può essere invocata come violazione del diritto di difesa.
In secondo luogo, ha ribadito il principio di specificità dei motivi di ricorso. La funzione della Corte di Cassazione non è quella di riesaminare i fatti, ma di controllare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione del provvedimento impugnato. Un motivo di ricorso che ignora le ragioni esposte dal giudice inferiore e si limita a enunciazioni generiche non assolve a questa funzione critica e deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile.
Conclusioni: Un Monito per la Difesa Tecnica
La sentenza rappresenta un importante monito per gli avvocati che operano nel settore delle misure di prevenzione. L’effettività del diritto di difesa dipende non solo dalle garanzie normative, ma anche dalla prontezza e dalla strategia processuale adottata. In procedimenti caratterizzati da termini perentori e non prorogabili, è fondamentale conoscere ed esplorare tutte le vie possibili per accedere alla documentazione necessaria, inclusa la richiesta di accesso agli atti direttamente presso l’autorità di pubblica sicurezza. L’attesa passiva non è una strategia difensiva ammissibile e, come dimostra questo caso, può condurre a una declaratoria di inammissibilità del ricorso, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Il termine di 48 ore per difendersi da un DASPO può essere prorogato se include giorni festivi?
No, la Corte di Cassazione ha confermato che il termine a difesa di 48 ore, assegnato al destinatario del provvedimento, non è soggetto ad alcuna proroga qualora al suo interno siano inclusi uno o più giorni festivi, data la natura urgente del procedimento.
Dove può l’avvocato accedere agli atti per preparare la difesa contro un provvedimento del Questore?
Il diritto di accesso agli atti può essere esercitato non solo presso la cancelleria del Giudice, ma anche presso la segreteria del Pubblico Ministero e presso la Questura, dove è disponibile una copia del fascicolo. È onere della difesa attivarsi tempestivamente presso questi uffici.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile per ‘genericità’?
Un ricorso è considerato generico, e quindi inammissibile, quando non si confronta specificamente con le argomentazioni della decisione impugnata. Deve contenere una critica puntuale e argomentata del provvedimento del giudice inferiore, non una semplice riproposizione delle proprie tesi difensive.