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Differimento udienza riesame: quando è legittimo?

Un indagato in custodia cautelare ha richiesto un rinvio dell’udienza di riesame per consentire al proprio difensore di preparare adeguatamente la difesa. Il Tribunale ha respinto la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione. La sentenza chiarisce che la concessione del differimento udienza riesame è una scelta discrezionale del giudice, il cui diniego è legittimo se basato su una motivazione reale e non meramente apparente, valutando le circostanze concrete del caso.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Differimento Udienza Riesame: Quando il Giudice Può Dire di No?

Il procedimento di riesame delle misure cautelari è caratterizzato da termini molto stretti, pensati per garantire una rapida verifica della legittimità della restrizione della libertà personale. Tuttavia, cosa accade quando la difesa ha bisogno di più tempo per studiare gli atti? Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta proprio il tema del differimento udienza riesame, delineando i confini della discrezionalità del giudice e i diritti della difesa. Il caso analizza il rigetto di un’istanza di rinvio, offrendo importanti spunti di riflessione sull’equilibrio tra celerità del procedimento e garanzie difensive.

I Fatti del Caso: Una Richiesta di Rinvio Respinta

Un indagato, sottoposto a misura di custodia cautelare, presentava tramite il suo difensore una richiesta di rinvio dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame. Le ragioni addotte erano concrete e apparentemente fondate:

1. Il difensore aveva ricevuto la notifica della data dell’udienza solo due giorni lavorativi prima della sua celebrazione.
2. L’avvocato si trovava in trasferta di lavoro al momento della notifica.
3. L’assistito era detenuto in una struttura carceraria distante centinaia di chilometri dallo studio legale, rendendo difficile un colloquio, anche a causa di un giorno festivo e di una domenica che cadevano nel breve lasso di tempo disponibile.
4. Il materiale probatorio era particolarmente voluminoso, consistendo in ben undici faldoni.

Nonostante queste difficoltà, il Tribunale del Riesame respingeva l’istanza, portando la difesa a ricorrere in Cassazione per violazione delle norme processuali e vizio di motivazione.

La Decisione della Cassazione sul differimento udienza riesame

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del Tribunale del Riesame. La sentenza ribadisce un principio consolidato nella giurisprudenza: la decisione di concedere o negare un differimento udienza riesame rientra nella valutazione discrezionale del giudice di merito. Tale provvedimento non è, di norma, impugnabile, salvo che in casi eccezionali di nullità per carenza assoluta o motivazione meramente apparente. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale, sebbene sintetica, fosse reale, concreta e rispettosa dei principi di diritto.

Le Motivazioni della Corte

La Cassazione ha sviluppato il suo ragionamento su due assi principali.

Il Principio della Discrezionalità Giudiziale

L’articolo 309, comma 9-bis, del codice di procedura penale stabilisce che il tribunale differisce l’udienza “se vi siano giustificati motivi”. Il compito del giudice non è sindacare la “qualità” delle ragioni addotte dalla difesa, ma verificare che esse rientrino nella nozione di “giustificati motivi”, ovvero che siano attinenti a reali esigenze di difesa e non meramente pretestuose. La scelta di concedere un rinvio, e la sua durata (da cinque a dieci giorni), è un ambito di piena discrezionalità del Tribunale, che può tenere conto anche di esigenze organizzative dell’ufficio. Una motivazione diventa “apparente”, e quindi illegittima, solo quando si limita a formule di stile o non affronta le specifiche ragioni sollevate dalla parte.

L’Analisi del Caso Concreto e la Validità della Motivazione

Trasponendo questi principi al caso specifico, la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente esercitato la propria discrezionalità. La motivazione del diniego non era apparente perché si fondava su un’analisi concreta degli elementi a disposizione:

Consistenza limitata del materiale probatorio: Il Tribunale ha considerato che, nonostante il volume complessivo degli atti, la porzione relativa alla posizione specifica del ricorrente non era tale da richiedere un tempo di studio eccezionale.
Tempo effettivo a disposizione: È stato valutato che il difensore, al netto dei giorni festivi, aveva comunque avuto a disposizione tre giorni liberi per esaminare gli atti.
Confronto con le altre difese: Un elemento significativo è stato il fatto che i difensori degli altri coimputati, pur avendo ricevuto la notifica in una data ancora più ravvicinata, non avevano avanzato alcuna richiesta di rinvio, ritenendo evidentemente congruo il tempo a loro disposizione.

Questi elementi, considerati nel loro insieme, hanno costituito una base logica solida per la decisione di rigetto, escludendo il vizio di motivazione apparente lamentato dal ricorrente.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

La sentenza consolida l’idea che il diritto al differimento udienza riesame non è assoluto. Per la difesa, ciò significa che l’istanza di rinvio deve essere supportata da argomentazioni specifiche e non generiche, che dimostrino un’effettiva e insuperabile compressione del diritto di preparare una difesa adeguata. Per i giudici, la decisione conferma un ampio potere discrezionale, che deve però essere esercitato attraverso una motivazione che, per quanto sintetica, dia conto di aver considerato le specifiche circostanze del caso. Viene così bilanciata l’esigenza di celerità, fondamentale nel procedimento cautelare, con la necessità di garantire un contraddittorio effettivo.

È sempre possibile ottenere un rinvio dell’udienza di riesame se lo chiede l’imputato?
No, non è automatico. L’art. 309, comma 9-bis c.p.p. prevede che il tribunale differisca l’udienza solo se vi sono “giustificati motivi”. La decisione è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, che deve verificare se i motivi sono attinenti a reali esigenze di difesa e non pretestuosi.

La decisione del Tribunale del Riesame di negare il differimento dell’udienza può essere impugnata in Cassazione?
In linea di principio no, perché è una decisione discrezionale. L’impugnazione è ammessa solo in casi eccezionali, ovvero quando la motivazione del diniego è totalmente assente o meramente apparente, cioè non spiega le reali ragioni della decisione ma usa formule di stile.

Quali elementi ha considerato il giudice per ritenere non fondata la richiesta di differimento in questo caso specifico?
Il giudice ha ritenuto la richiesta non fondata basandosi su tre elementi: la consistenza limitata del materiale probatorio relativo alla posizione specifica del ricorrente, il tempo che il difensore ha comunque avuto a disposizione (tre giorni liberi) e il fatto che i difensori degli altri coimputati, pur avendo avuto meno tempo, non avevano richiesto un rinvio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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