Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 26969 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 1 Num. 26969 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 05/04/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME COGNOMECUI O1ITHR5) nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 16/09/2022 del GIUDICE DI PACE di MILANO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore NOME COGNOME che ha concluso chiedendo GLYPH Ce-offe 1/4 ~L.10 ot.e.1 Yt C-20… , <A-0
udito il dife sore
IN FATTO E IN DIRITTO
Con sentenza emessa in data 16 settembre 2022 il Giudice di Pace di Milano ha affermato la penale responsabilità di NOME in riferimento al reato di c all'art.14 comma 5 ter d.lgs. n.286 del 1998, per mancata osservanza all'ordine di allontanamento emesso in data 26 febbraio 2014.
1.1 In sentenza l'imputato viene indicato come libero assente. In sede identificazione (del 28 marzo 2016) risulta che l'imputato ha eletto domicil presso il difensore di ufficio.
Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione – a mezzo del difensore – NOME COGNOME.
2.1 Con unico motivo si deduce violazione di norma processuale in riferimento alla dichiarazione di assenza.
Il difensore rappresenta che l'elezione di domicilio presso il difensore di ufficio sono stati notificati gli atti di instaurazione dei contraddittorio, non assi verifica dell'effettività di contatti tra l'imputato ed il difensore, non può ritenuta valido presupposto della dichiarazione di assenza.
Il ricorso è fondato, per le ragioni che seguono.
3.1 Va premesso che ai fini della ricognizione della «assenza dell'imputato» (intes come condizione derivante dalla consapevole scelta di non prendere parte alla trattazione del processo o dalla volontaria sottrazione alla conoscenza degli atti) occorre verificare l'effettiva conoscenza dei contenuti dell'accusa e della dat celebrazione del processo.
Come precisato da Sez. U n.23948 del 28.11.2019, dep.2020, rv 279420 , non è possibile ritenere che l'elezione di domicilio presso il difensore di ufficio assistita dall'assenso del domiciliatario) produca simile effetto, ferma restand validità formale della notifica : ai fini della dichiarazione di assenza non può considerarsi presupposto idoneo la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, da parte dell'indagato, dovendo il giudice, in ogni caso, verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l'indagato, tale da fargli ritenere con
certezza che quest'ultimo abbia avuto conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla stessa.
Il caso in esame ricade in tale ambito, non essendovi alcuna prova di 'effettiv del rapporto professionale tra il difensore di ufficio e l'imputato.
3.2 Da quanto sinora detto deriva che pure in presenza di una notifica dell'at introduttivo 'formalmente valida' (al difensore di ufficio domiciliatario) derivare una dichiarazione di assenza invalida, ossia non conforme ai contenut della norma di legge di cui all'art. 420 bis comma 2 cod.proc.pen., lì dove non vi sia la prova della «conoscenza del processo» in capo al soggetto non comparso.
3.3 Sul tipo di invalidità di una dichiarazione di assenza operata in siffatto (ossia non assistita dalla prova della effettiva conoscenza del processo) giurisprudenza di questa Corte di legittimità non ha offerto sempre soluzion univoche. Ferma restando la matrice di fondo, rinvenibile nella previsione di legg di cui all'art.178 comma 1 lett. c cod.proc.pen., riguardando la norma viola l'intervento dell'imputato, in alcune decisioni si è ritenuta la nullità in questione ordine generale non assoluta, con possibile sanatoria ex art.182 cod.proc.pen. ( Sez. V n. 25782 del 2.4.2019, rv 276994).
Tuttavia il Collegio ritiene di aderire al diverso orientamento che iscrive la sudd situazione patologica nel novero delle nullità assolute ex art.179 cod.proc.pe trattandosi di situazione processuale integrante gli estremi della 'omessa citazi dell'imputato'.
3.4 Si condivide, in particolare, quanto ritenuto da Sez. III n. 48376 del 9.11.20 rv 284062, secondo cui in tema di giudizio in assenza, è affetta da nullità assol la notifica del decreto di citazione a giudizio dell'imputato ove non si abbia cert della conoscenza della pendenza del processo da parte sua ovvero della volontà del medesimo di sottrarsi a tale conoscenza.
Nella decisione da ultimo citata si è argomentato, in modo condivisibile, come segue : ora, se si ritiene che la disciplina del processo in assenza im "sempre" di accertare «in fatto» se l'imputato abbia avuto effettiva conoscenza d processo o abbia volontariamente impedito alle autorità di informarlo ufficialmente in proposito (cfr., per questa conclusione, specificamente, Sez. Un. 23948 de 28/11/2019, dep. 2020, Ismail, § 14 del Considerato in Diritto), deve inferirsi via consequenziale, che la notificazione degli atti del processo al difensor ufficio, pur in presenza di una delle situazioni tipizzate dall'art. 420- bis cod.
pen. (dichiarazione o elezione di domicilio, arresto, fermo o sottoposizione misura cautelare personale, nomina del difensore di fiducia), qualora sia avvenut senza un'affidabile verifica in concreto circa la volontaria sottrazione dell'impu alla conoscenza del processo, è, insieme, inidonea a determinare la conoscenza effettiva, per l'imputato, della citazione a giudizio, nonché eseguita in forme diverse da quelle prescritte .
3.5 In altre parole, il vizio di instaurazione del contraddittorio deriva dalla man verifica, da parte del giudice procedente, del presupposto fondamentale della dichiarazione di assenza, rappresentato dalla «certezza» della conoscenza dei contenuti della contestazione e della data/luogo di celebrazione del processo. Che si tratti di un vizio insanabile (deducibile con il ricorso per cassazione a in mancanza di una deduzione precedente), peraltro, è ulteriormente asseverato in via logica – dal fatto che l'erronea dichiarazione di assenza può condurre accoglimento di una domanda di rescissione del giudicato (mezzo straordinario) e sarebbe del tutto irragionevole lasciare spazio, in sede di cognizione, formazione di un giudicato precario e assistito da una chiara menomazione del
contraddittorio.
Nel caso in esame, pertanto, va dichiarata la nullità della dichiarazion assenza, con le conseguenze di legge. Il giudizio di rinvio andrà celebrato d medesimo Ufficio, in diversa persona fisica.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Milano.
Così deciso il 5 aprile 2023
Il Consigliere estensore il Presidente