Correzione errore materiale: revoca della pena accessoria
La correzione errore materiale rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la coerenza tra la decisione assunta dal giudice e il dispositivo finale. Recentemente, la Suprema Corte di Cassazione ha affrontato un caso emblematico in cui la rideterminazione della pena principale ha reso necessaria la revoca automatica di una sanzione accessoria non più applicabile.
I fatti di causa
Il caso trae origine da un ricorso in Cassazione che ha portato all’annullamento senza rinvio di una sentenza di appello. In quella sede, i giudici di legittimità avevano rideterminato la pena principale per il ricorrente, fissandola in due anni e otto mesi di reclusione. Tuttavia, nel dispositivo della sentenza non era stata contestualmente revocata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, che era stata originariamente disposta per una durata di cinque anni sulla base di una condanna più severa.
La decisione della Corte
La Suprema Corte, rilevata l’incongruenza, ha attivato la procedura prevista dall’articolo 625-bis del codice di procedura penale. Tale norma permette di intervenire sui provvedimenti della Cassazione per correggere errori od omissioni che non comportino una modifica sostanziale della valutazione giuridica, ma che siano necessari per dare corretta esecuzione alla legge. La Corte ha stabilito che, essendo la pena principale scesa sotto la soglia dei tre anni, l’interdizione dai pubblici uffici non poteva più sussistere legalmente.
Le motivazioni
Le motivazioni del provvedimento risiedono nel principio di legalità della pena. Secondo il codice penale, l’interdizione temporanea dai pubblici uffici consegue di diritto a condanne alla reclusione non inferiori a tre anni. Nel momento in cui la Corte di Cassazione ridetermina la sanzione principale al di sotto di tale limite, il presupposto giuridico per la pena accessoria viene meno automaticamente. L’omessa revoca nel dispositivo originale è stata dunque qualificata come un errore materiale correggibile de plano, ovvero senza la necessità di instaurare un nuovo dibattimento o convocare le parti, poiché si tratta di un atto dovuto e vincolato dalla norma penale.
Le conclusioni
In conclusione, la sentenza ribadisce che il sistema penale non tollera discrepanze tra la gravità della condanna e le sanzioni accessorie applicate. La correzione errore materiale si conferma un rimedio agile ed efficace per emendare sviste processuali che potrebbero ledere i diritti del condannato. Questo provvedimento assicura che il trattamento sanzionatorio sia sempre conforme ai parametri edittali vigenti, eliminando restrizioni della libertà civile non più giustificate dall’entità della pena principale.
Quando si può richiedere la correzione di un errore materiale in Cassazione?
La correzione può essere richiesta quando il dispositivo di una sentenza contiene errori od omissioni che non incidono sul contenuto della decisione ma riguardano l’applicazione automatica di norme di legge.
Cosa succede all’interdizione dai pubblici uffici se la pena viene ridotta?
Se la pena principale viene rideterminata in misura inferiore ai tre anni di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici deve essere revocata poiché viene meno il presupposto legale.
In cosa consiste la procedura de plano?
Si tratta di una modalità decisionale semplificata in cui il giudice provvede direttamente in camera di consiglio, senza la partecipazione delle parti, per risolvere questioni puramente tecniche o esecutive.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 42641 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 5 Num. 42641 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/09/2023
ORDINANZA
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avverso la sentenza del 13/01/2023 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1.Con sentenza in data 13 gennaio 2023 questa Corte, per quanto di interesse, ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria impugnata dal ricorrente COGNOME NOME limitatamente al trattamento sanzioNOMErio rideterminando la pena in anni due e mesi otto di reclusione.
A seguito della rideterminazione della pena principale in misura inferiore ad anni tre, la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque che era stata disposta nei confronti del COGNOME deve essere di conseguenza revocata.
Ai sensi dell’art. 625 bis terzo comma cod. proc. pen., attraverso la procedura de plano occorre procedere alla correzione del dispositivo nella parte relativa alla pena accessoria.
P.Q.M.
Dispone la correzione del dispositivo della sentenza n. 16928 del 13 gennaio 2023 nei confronti di COGNOME NOME e altri mediante aggiunta della disposizione “Revoca altresì nei confronti del ricorrente COGNOME NOME la pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici.”
Così deciso in Roma il 19 settembre 2023
Il Consigliere estensore
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