Correzione Errore Materiale: L’Importanza della Precisione nei Provvedimenti Giudiziari
Nel complesso ingranaggio della giustizia, anche un piccolo refuso può generare incertezza e ritardi. La procedura di correzione errore materiale è uno strumento fondamentale per rimediare a sviste formali senza dover rimettere in discussione l’intera decisione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come e perché questo istituto viene applicato, sottolineando l’importanza della precisione negli atti giudiziari.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione a seguito di un ricorso. Nella stesura del provvedimento, tuttavia, erano incorsi due distinti errori di natura puramente formale, facilmente riscontrabili dalla lettura degli atti processuali.
1. Errore nel dispositivo: La sentenza, nell’annullare la decisione impugnata e disporre un nuovo processo, indicava erroneamente la Corte d’Appello di Bari come giudice del rinvio, mentre la competenza spettava alla Corte d’Appello di Reggio Calabria.
2. Errore nell’epigrafe: Nell’intestazione della sentenza, il provvedimento oggetto del ricorso veniva identificato in una decisione della Corte d’Appello di Venezia, invece che in quella, corretta, della Corte d’Appello di Reggio Calabria.
Si trattava di evidenti sviste, che però avevano l’effetto di creare confusione sulla corretta prosecuzione del giudizio.
La Procedura di Correzione Errore Materiale in Azione
La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, accortasi delle imprecisioni, ha attivato d’ufficio il procedimento previsto dall’articolo 130 del codice di procedura penale. Questa norma consente al giudice che ha emesso il provvedimento di correggerne gli errori materiali o le omissioni che non determinano la nullità dell’atto.
La Corte ha quindi disposto la rettifica della sua precedente sentenza, specificando in modo inequivocabile che:
* Nel dispositivo, il riferimento a “Bari” dovesse essere sostituito con “Reggio Calabria”.
* Nell’epigrafe, il riferimento alla “Corte di appello di Venezia del 2.12.2021” dovesse essere sostituito con “Corte di appello di Reggio Calabria del 29.3.2022”.
Infine, ha ordinato alla Cancelleria di annotare le correzioni direttamente sull’originale della sentenza.
Le Motivazioni
La Corte ha motivato la sua decisione evidenziando la natura palese degli errori. Essi erano “facilmente evincibili dagli atti e dalla stessa motivazione della sentenza impugnata”. Non si trattava, quindi, di un ripensamento nel merito della decisione, ma di un semplice adeguamento del testo alla volontà effettiva del collegio giudicante. Gli errori non alteravano la sostanza della decisione presa (l’annullamento con rinvio), ma solo le indicazioni pratiche per la sua esecuzione. La Cassazione ha richiamato anche un proprio precedente per confermare che simili sviste sono “senz’altro emendabili” con la procedura semplificata di correzione, evitando così percorsi processuali più complessi e dispendiosi.
Le Conclusioni
Questo caso dimostra l’utilità e l’efficienza dello strumento della correzione errore materiale. Un’errata indicazione del giudice del rinvio, se non corretta, potrebbe causare problemi procedurali e ritardi significativi. Grazie a questo istituto, il sistema giudiziario può assicurare la coerenza e la chiarezza dei propri atti in modo rapido, garantendo che la giustizia prosegua il suo corso senza intoppi formali e preservando la certezza del diritto.
Cos’è un errore materiale secondo la giurisprudenza?
È una svista puramente formale, come un errore di battitura o un’indicazione geografica sbagliata, che non influisce sulla volontà decisionale del giudice espressa nella motivazione del provvedimento.
Perché è importante correggere un errore materiale?
Perché, anche se non incide sulla sostanza della decisione, un errore formale può creare incertezza procedurale, ad esempio indicando un’autorità giudiziaria sbagliata per la prosecuzione del processo, causando così ritardi e complicazioni.
Come avviene la correzione di un errore materiale in ambito penale?
Avviene attraverso una procedura specifica, regolata dall’art. 130 del codice di procedura penale, che permette allo stesso giudice che ha emesso l’atto di rettificarlo con un’ordinanza, senza la necessità di un nuovo e più complesso grado di giudizio.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 43081 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 43081 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 19/09/2023
ORDINANZA
nel procedimento iscritto d’ufficio e relativo all’errore materiale concernente la sentenza n. 22582 del 2023, resa all’esito dell’udienza del 28.13.2023 (dep. in data 24.5.2023);
visti gli atti;
udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO, che ha concluso per la correzione dell’errore materiale nei termini segnalati.
FATTO E DIRITTO
In data 24.5.2023 è stata pubblicata la sentenza n. 22582 del 2023, emessa dalla II Sezione Penale di questa Corte all’esito della camera di consiglio del 28.3.2023 sul ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME;
se non ché, come è facilmente evincibile dagli atti e dalla stessa motivazione della sentenza impugnata, nel dispositivo, per mero errore materiale,
la Corte di appello cui il processo, all’esito dell’annullamento, è stato rinviato, è stata indicata in quella di Bari piuttosto che in quella di Reggio Calabria; analogo errore materiale è quello che riguarda la epigrafe della sentenza in cui il provvedimento impugnato è indicato nella sentenza della Corte di appello di Venezia del 2.12.2021 in luogo di quella della Corte di appello di Reggio Calabria del 29.3.2022 oggetto del ricorso; trattasi di errori senz’altro emendabili con la procedura di cui all’art. 130 cod. proc. pen. (cfr., in tal senso, tra le altr Sez. 3, n. 8354 del 12/11/2014, Rv. 262551 – 01).
la sentenza impugnata va dunque corretta nei termini meglio specificati in dispositivo.
P.Q.M.
dispone la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo trascritto sulla sentenza-documento n. 22582 del 28.2.2023 della Seconda Sezione Penale di questa Corte, nel senso che, ove è scritto “Bari”, deve leggersi “Reggio Calabria”.
Dispone, inoltre, la correzione dell’errore materiale contenuto nell’epigrafe della sentenza-documento n. 22582 del 28.2.2023 della Seconda Sezione Penale di questa Corte, nel senso che, ove è scritto “Corte di appello di Venezia del 2.12.2021” deve leggersi “Corte di appello di Reggio Calabria del 29.3.2022”.
Manda alla Cancelleria per le annotazioni sugli originali.
Così deciso in Roma il 19.9.2023