Correzione Errore Materiale: La Cassazione e l’Importanza della Precisione
Nel complesso iter della giustizia, anche il più piccolo dettaglio conta. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ci offre un esempio lampante di come il sistema legale gestisca le sviste formali, attraverso l’istituto della correzione errore materiale. Questo strumento procedurale garantisce che gli atti giudiziari siano precisi, senza dover riaprire l’intero dibattito processuale. Analizziamo il caso per comprendere meglio il funzionamento e l’importanza di questo meccanismo.
I Fatti del Caso
Il procedimento trae origine da un ricorso presentato avverso un’ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari (G.I.P.), che aveva negato l’applicazione della continuazione tra due reati accertati con sentenze diverse. La Corte di Cassazione, in una precedente udienza, aveva accolto il ricorso, annullando con rinvio la decisione del G.I.P.
Tuttavia, nel dispositivo del ruolo d’udienza relativo a quella decisione, si era verificato un chiaro disguido: una delle due sentenze oggetto della richiesta di continuazione, emessa l’11 luglio 2022, era stata attribuita al G.I.P. del Tribunale di Bari. In realtà, come emergeva pacificamente da tutti gli atti del processo (istanza, provvedimento impugnato e ricorso), tale sentenza era stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce. Si trattava, quindi, di una svista puramente formale ma che necessitava di una rettifica per la corretta identificazione degli atti.
La Decisione della Corte sulla Correzione Errore Materiale
Di fronte a questo palese errore, la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha agito d’ufficio, avviando la procedura per la correzione errore materiale. La Corte ha rilevato che l’errata indicazione del tribunale emittente non modificava in alcun modo la sostanza della sua precedente decisione né ledeva gli interessi o i diritti delle parti coinvolte. L’errore non riguardava il merito della questione, ma unicamente un dato formale identificativo.
Il Principio della Correzione ‘De Plano’
In virtù di ciò, e richiamando l’articolo 625-bis, comma 3, del Codice di procedura penale (in relazione all’art. 130), la Corte ha stabilito di poter procedere alla correzione de plano. Questo termine latino indica una procedura semplificata che consente al giudice di emendare l’errore senza la necessità di convocare una nuova udienza o di sentire nuovamente le parti. È una soluzione finalizzata all’efficienza e all’economia processuale, applicabile proprio quando la correzione non implica alcuna rivalutazione nel merito.
Le Motivazioni
La motivazione alla base dell’ordinanza è chiara e lineare. La Corte ha ritenuto che si trattasse di un’evidenza di errore materiale, poiché la correzione non comportava ‘modificazioni essenziali’ e non incideva ‘su interessi delle parti’. La discrepanza tra quanto scritto nel dispositivo del ruolo e quanto risultante da tutti gli altri atti processuali era inconfutabile. Correggere l’indicazione da ‘Tribunale di Bari’ a ‘Tribunale di Lecce’ era un atto dovuto per ripristinare la coerenza formale e la precisione dell’atto giudiziario. La procedura de plano è stata considerata la via più appropriata proprio per la natura non controversa e puramente formale dell’intervento richiesto.
Le Conclusioni
Questa ordinanza, sebbene verta su un dettaglio apparentemente minore, sottolinea un principio fondamentale del nostro ordinamento: la ricerca della certezza del diritto passa anche attraverso l’accuratezza formale degli atti giudiziari. L’istituto della correzione errore materiale si rivela uno strumento prezioso, capace di bilanciare l’esigenza di precisione con quella di efficienza processuale. Consente di sanare rapidamente le sviste senza appesantire la macchina della giustizia con procedure complesse per questioni che non toccano la sostanza della decisione. Per gli operatori del diritto e per i cittadini, ciò rappresenta una garanzia che la giustizia, pur nella sua fallibilità umana, possiede gli anticorpi per correggersi in modo rapido ed efficace.
Che cos’è un ‘errore materiale’ in un contesto giudiziario?
Secondo l’ordinanza, un errore materiale è una svista di natura puramente formale, come l’indicazione di un tribunale errato, che non altera gli elementi essenziali della decisione e non pregiudica i diritti delle parti coinvolte.
Come può essere corretto un errore materiale dalla Corte di Cassazione?
La Corte può correggere un errore materiale attraverso una procedura semplificata definita ‘de plano’, ai sensi dell’art. 625-bis del Codice di procedura penale. Ciò significa che la correzione avviene d’ufficio, senza la necessità di una nuova udienza, poiché non comporta una nuova valutazione del merito della causa.
Qual era l’errore specifico in questo caso e come è stato risolto?
L’errore consisteva nell’aver indicato il ‘G.I.P. del Tribunale di Bari’ invece del corretto ‘G.I.P. del Tribunale di Lecce’ come autorità che aveva emesso una sentenza. La Corte di Cassazione ha ordinato la rettifica del testo per riflettere l’organo giudiziario corretto, assicurando così l’esattezza formale dell’atto.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 42341 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 1 Num. 42341 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/09/2024
ORDINANZA
nel procedimento promosso di ufficio per la correzione dell’errore materiale nel dispositivo del ruolo relativo alla sentenza emessa il 19/06/2024 dalla Prima Sezione Penale della CORTE DI CASSAZIONE che ha definito il procedimento relativo al ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a MAGLIE il DATA_NASCITA
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME, nel procedimento trattato de plano;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Esaminati gli atti del procedimento n. 29810/2024 R.G., avente ad oggetto la correzione di errore materiale promossa di ufficio con riferimento alla sentenza della Corte di cassazione emessa il 19.06.2024, sentenza che ha definito il procedimento n. 13608/2024 R.G. – ricorrente NOME COGNOME avverso l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce del 23.03.2024 – disponendo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza stessa relativamente al diniego della continuazione fra i reati oggetto delle due sentenze precisate nel dispositivo stesso;
Rilevato che nel dispositivo del ruolo dell’udienza camerale del 19.06.2024 è risultato, per chiaro disguido, quanto all’individuazione del giudice emittente la prima delle due sentenze accertative dei reati oggetto dell’istanza di applicazione della continuazione ivi citate, quella dell’Il luglio 2022, irrevocabile i settembre 2023, indicato il Gip del Tribunale di Bari, laddove emerge pacifico dai dati concordemente richiamati nell’istanza, nel provvedimento e nel ricorso che tale sentenza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce;
Ritenuto che, trattandosi all’evidenza di errore materiale l’emendamento del quale non comporta modificazioni essenziali e non incide su interessi delle parti, si possa senz’altro provvedere alla relativa correzione de plano, ai sensi dell’art. 625-bis, comma 3, in relazione all’art. 130, cod. proc. pen.;
P.Q.M.
Dispone la correzione dell’errore materiale contenuto nel foglio nr. 2) del ruolo di udienza della camera di consiglio del 19.6.2024 relativo al dispositivo della sentenza emessa in pari data dalla Prima Sezione penale della Corte di cassazione nei confronti di COGNOME NOME nel senso che – ove la prima delle due sentenze accertative della continuazione ivi richiamate è indicata come “sentenza del G.I.P. del Tribunale di Bari” – essa deve invece intendersi indicata e leggersi come “sentenza del G.I.P. del Tribunale di Lecce”.
Manda alla Cancelleria per gli adempimenti.
Così deciso il 25 settembre 2024
Il Consig •ere estensore
Il Presidente