Correzione Errore Materiale: Come la Cassazione Garantisce l’Accuratezza degli Atti
L’ordinanza in esame offre uno spunto fondamentale sull’importanza della precisione formale nel processo giudiziario. La Corte di Cassazione interviene non per decidere sul merito di una questione, ma per rettificare un semplice, ma potenzialmente significativo, errore nel nome di una delle parti. Questo atto evidenzia come la correzione errore materiale sia uno strumento essenziale per garantire la certezza del diritto e l’integrità degli atti processuali.
I Fatti del Caso: un Cognome, un Errore
Il caso ha origine da un ricorso presentato alla Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione avverso una sentenza del Tribunale di Bari. Con una precedente ordinanza, la Corte aveva dichiarato il ricorso inammissibile.
Tuttavia, in un momento successivo, specificamente durante la fase di ‘collazione’ dell’ordinanza (cioè la verifica formale dell’atto), è emersa una discrepanza. Il cognome del ricorrente risultava erroneamente trascritto nel sistema informativo del tribunale (SIC), nel ruolo d’udienza e sulla copertina del fascicolo processuale. Invece del cognome corretto, presente in tutti gli atti del processo di merito, ne era stato indicato uno molto simile ma sbagliato.
La Decisione della Corte sulla Correzione Errore Materiale
Di fronte a questa anomalia, la Corte di Cassazione, agendo ‘su iniziativa di ufficio’ (cioè senza una richiesta di parte), ha emesso una nuova ordinanza dedicata esclusivamente alla rettifica dell’errore. Il dispositivo è chiaro e perentorio: si dispone la correzione errore materiale nel SIC, nel ruolo dell’udienza e sulla copertina del fascicolo. La cancelleria viene incaricata di eseguire materialmente la modifica, ripristinando il cognome corretto del ricorrente.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione alla base di questo provvedimento è tanto semplice quanto fondamentale: la necessità di assicurare la perfetta corrispondenza tra la realtà processuale e la sua registrazione formale. Un nome errato su un atto giudiziario, per quanto possa sembrare un dettaglio minore, può generare incertezze e potenziali problemi futuri riguardo all’identità della parte e all’efficacia del provvedimento stesso. La Corte, rilevando l’errore, ha ritenuto doveroso intervenire per sanare la situazione. L’azione d’ufficio dimostra come il giudice sia il primo custode della regolarità e della precisione degli atti che emana, agendo a prescindere da ogni impulso esterno per salvaguardare la correttezza del procedimento.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza, pur nella sua brevità, è un esempio lampante di come il sistema giudiziario possieda meccanismi interni per auto-correggersi. Sottolinea che l’attenzione alla forma non è un mero formalismo, ma una garanzia sostanziale per la tutela dei diritti e la certezza giuridica. Per i cittadini e i professionisti del diritto, ciò significa che è sempre possibile, e anzi doveroso, segnalare eventuali errori materiali e che il giudice ha il potere e il dovere di rettificarli. La decisione riafferma che la giustizia si fonda non solo su grandi principi, ma anche sulla meticolosa cura dei dettagli che compongono ogni singolo atto del processo.
Per quale motivo la Corte di Cassazione ha emesso questa ordinanza?
La Corte ha emesso l’ordinanza per disporre la correzione di un errore materiale nel cognome del ricorrente, che era stato trascritto in modo errato nel sistema informatico, nel ruolo d’udienza e sulla copertina del fascicolo.
Chi ha rilevato l’errore?
L’errore è stato rilevato d’ufficio dalla stessa Corte durante la fase di collazione (controllo formale) di una precedente ordinanza, senza che fosse necessaria una richiesta da parte dell’interessato.
Qual è l’effetto pratico di questa decisione?
L’effetto pratico è la rettifica del cognome del ricorrente in tutti gli atti ufficiali relativi al procedimento presso la Corte di Cassazione, garantendo così la correttezza formale e la certezza giuridica degli atti stessi.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 29594 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 6 Num. 29594 Anno 2024
Presidente: NOME COGNOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 18/07/2024
ORDINANZA
su iniziativa di ufficio nel procedimento a carico di: COGNOME NOME, nato a Bari il DATA_NASCITA
in relazione all’ordinanza n. 1188/2024 del 11 luglio 2024 della Corte di Cassazione visti gli atti e l’ordinanza indicata;
udita la relazione svolta dal presidente NOME COGNOME
RILEVA E OSSERVA
1.Con ordinanza dell’Il luglio 2024 la Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da COGNOME NOME avverso la sentenza di applicazione pena del Tribunale di Bari del 3 aprile 2024.
In sede di collazione dell’ordinanza si è rilevato che il nome del ricorrente riportato a SIC nonché sul ruolo di udienza e sulla copertina del fascicolo è errato perché iscritto come COGNOME NOME laddove in tutti gli atti del processo di merito, compresa la sentenza impugnata, è iscritto come COGNOME.
In tal senso va, pertanto, disposta la correzione del cognome su SIC, sul ruolo di udienza e sulla copertina del fascicolo cartaceo, come precisato in dispositivo.
P.Q.M.
Dispone la correzione dell’errore contenuto nel SIC, nel ruolo dell’udienza dell’Il luglio 2024 e sulla copertina del fascicolo nel senso che il cognome corretto del ricorrente è “COGNOME” (e non COGNOME).
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Così deciso il 18 luglio 2024
Il Presiden