Correzione Errore Materiale: La Precisione Giuridica e il Ruolo della Cassazione
Nel mondo del diritto, la precisione terminologica non è un vezzo, ma una necessità fondamentale per garantire la certezza e la corretta applicazione delle norme. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione illustra perfettamente questo principio, mostrando come anche il massimo organo della giurisdizione possa intervenire per correggere se stesso. Il caso in esame riguarda una procedura di correzione errore materiale, un meccanismo che assicura l’integrità formale degli atti giudiziari.
Il Contesto del Caso: Un Annullamento con Rinvio
Tutto ha origine da una precedente decisione della Suprema Corte. I giudici avevano annullato un’ordinanza emessa dalla Corte di appello di Catanzaro, la quale aveva respinto un’istanza presentata da un cittadino ai sensi dell’art. 314 del codice di procedura penale. La Cassazione aveva quindi disposto il rinvio degli atti alla Corte di appello per un nuovo esame.
Tuttavia, nella stesura del dispositivo, ovvero la parte decisionale della pronuncia, era occorso un piccolo ma significativo lapsus: il provvedimento annullato era stato definito ‘sentenza’ invece che, correttamente, ‘ordinanza’.
La Necessità della Correzione Errore Materiale
Sebbene possano sembrare sinonimi a un occhio inesperto, i termini ‘sentenza’ e ‘ordinanza’ identificano provvedimenti con natura e funzioni profondamente diverse. La sentenza decide sul merito della questione, chiudendo un grado di giudizio, mentre l’ordinanza regola lo svolgimento del processo o risolve questioni incidentali.
Consapevole di questa imprecisione, la stessa Corte di Cassazione ha attivato d’ufficio il procedimento di correzione errore materiale. Questo strumento procedurale consente di emendare sviste, errori di calcolo o altre imprecisioni che non intaccano la sostanza della decisione, senza la necessità di impugnare l’atto. L’obiettivo è ripristinare la piena corrispondenza tra la volontà del giudice e il testo scritto del provvedimento.
Le Motivazioni della Corte
Le motivazioni alla base dell’ordinanza di correzione sono lineari e si fondano sulla necessità di assicurare la precisione e la coerenza giuridica. La Corte osserva che il provvedimento impugnato dalla Corte di appello era, a tutti gli effetti, un’ordinanza. Di conseguenza, definirlo ‘sentenza’ nel dispositivo della propria decisione costituiva un chiaro errore materiale. La correzione non modifica il contenuto della decisione originale – l’annullamento con rinvio resta valido – ma si limita a rettificare la qualificazione giuridica dell’atto annullato, garantendo così la coerenza formale e la certezza del diritto.
Le Conclusioni
In conclusione, la Corte di Cassazione ha disposto che nel dispositivo della precedente decisione, la parola ‘sentenza’ venga sostituita con la parola ‘ordinanza’. Ha inoltre incaricato la cancelleria di eseguire tutti gli adempimenti necessari per formalizzare la correzione. Questo caso, seppur apparentemente minore, è emblematico dell’estremo rigore richiesto nel linguaggio giuridico e dimostra come il sistema giudiziario disponga di strumenti interni per assicurare la propria integrità e precisione, rafforzando la fiducia dei cittadini nella giustizia.
Cos’è un errore materiale in un provvedimento giudiziario?
È uno sbaglio puramente formale, come un errore di battitura o la qualificazione giuridica errata di un atto (da ‘ordinanza’ a ‘sentenza’), che non cambia il significato o la sostanza della decisione del giudice.
Perché la Corte di Cassazione ha dovuto correggere la sua stessa decisione?
Perché nel disporre l’annullamento di un provvedimento della Corte di Appello, lo aveva erroneamente definito ‘sentenza’ mentre in realtà era un”ordinanza’. La correzione era necessaria per garantire la precisione formale e la certezza giuridica dell’atto.
Qual è la differenza tra ‘sentenza’ e ‘ordinanza’ implicita nel caso?
La correzione sottolinea che i due termini non sono intercambiabili. Generalmente, una ‘sentenza’ decide il merito di una causa in modo conclusivo per un grado di giudizio, mentre un”ordinanza’ risolve questioni procedurali sorte durante il processo. L’uso del termine corretto è fondamentale.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 29118 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 3 Num. 29118 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 17/04/2024
ORDINANZA
nel procedimento di correzione di ufficio cll errore materiale, contenuto nel provvedimento pronunciato il 13/02/2023 dalla III Sezione della Corte di Cassazione nel procedimento concernente:
NOME nato il DATA_NASCITA in Romania;
Sentita la relazione fatta dal AVV_NOTAIO COGNOME
OSSERVA:
Con sentenza emessa in data 13/02/2024, RG 37957/2023 questa Corte annullava l’ordinanza della Corte di appello di Catanzaro del 24 ottobre 2022 con cui era stata rigettata la istanza promossa ex art. 314 cod. proc. pen. da NOME RAGIONE_SOCIALE, con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Catanzaro.
Nel dispositivo del ruolo della suindicata sentenza della Suprema Corte, tuttavia, veniva disposto l’annullamento del provvedimento della Corte di appello definendolo erroneamente sentenza invece di ordinanza, per cui va ordinata al riguardo la correzione del dispositivo del ruolo dell’udienza camerale del 13/2/2024 relativa al procedimento RGN 37957/2023, nei termini in dispositivo specificati.
dispone correggersi il dispositivo del ruolo dell’udienza camerale del 13/2/2024 relativa al procedimento RGN 37957/2023 nel senso che la parola “sentenza” deve essere sostituita con la parola “ordinanza”. Manda alla cancelleria per i conseguenti adempimenti.
Manda alla Cancelleria. Così deciso, il 17/04/2024