Correzione Errore Materiale: Quando un Nome Sbagliato Non Ferma la Giustizia
Nel complesso mondo del diritto, la precisione è fondamentale. Ogni parola, ogni data e ogni nome all’interno di un atto giudiziario ha un peso specifico. Ma cosa succede quando si verifica una semplice svista, un errore di battitura? La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ci offre un esempio pratico di come l’ordinamento gestisca la correzione errore materiale, dimostrando che l’efficienza può andare di pari passo con il rigore formale.
Il caso in esame riguarda un’imputata il cui secondo nome era stato trascritto in modo errato nel ruolo di un’udienza pubblica, un documento ufficiale che elenca i processi da trattare. Un piccolo dettaglio che, tuttavia, ha richiesto un intervento formale della Suprema Corte per essere sistemato.
Il Caso: Un Errore di Trascrizione nel Ruolo d’Udienza
La vicenda ha origine da un precedente provvedimento della stessa Corte di Cassazione, una sentenza che aveva annullato con rinvio una decisione della Corte d’Appello. Nel redigere il ruolo dell’udienza pubblica in cui si era discusso il ricorso, il secondo nome dell’imputata era stato erroneamente indicato come “GIUSEPPINA”, mentre il nome corretto era “GIUSEPPA”.
Sebbene potesse sembrare un errore di poco conto, la correttezza formale degli atti è un principio cardine del sistema giudiziario. Per questo motivo, il Presidente della sezione penale, accortosi della discrepanza, ha avviato la procedura per rettificare l’errore.
La Procedura di Correzione Errore Materiale in Cassazione
L’ordinamento prevede uno strumento agile e veloce per rimediare a questo tipo di sviste, senza dover rimettere in discussione l’intero provvedimento. La procedura è pensata per sanare quegli errori che non incidono sulla sostanza della decisione, ma solo sulla sua veste formale.
Il Ruolo dell’Art. 625-bis del Codice di Procedura Penale
La base normativa per l’intervento della Corte è l’articolo 625-bis del codice di procedura penale. Questa norma consente alla Corte di Cassazione di correggere gli errori materiali o di calcolo presenti nei suoi provvedimenti. La procedura, come specificato nell’ordinanza, può avvenire con modalità “de plano”, ovvero in modo semplificato, senza la necessità di un’udienza partecipata, quando non vi sono dubbi sull’identità delle parti o sulla natura dell’errore.
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha ritenuto di dover disporre la correzione in quanto la difformità era palese e non vi era alcun dubbio sull’identità dell’imputata, le cui generalità complete erano già note e correttamente indicate in altri atti. La procedura di correzione, in questi casi, è un atto dovuto per rimediare alla discrepanza tra il dispositivo letto in udienza (e trascritto a margine del ruolo) e il provvedimento poi depositato formalmente.
Il Collegio ha quindi ordinato che, nel dispositivo trascritto nel ruolo d’udienza, dove era scritto “GARGANO MARIA GIUSEPPINA”, si dovesse leggere e scrivere “GARGANO MARIA GIUSEPPA”. Ha inoltre disposto che la cancelleria annotasse questa correzione sugli atti originali, ripristinando così la piena conformità formale.
Conclusioni: L’Importanza della Precisione e dell’Efficienza
Questa ordinanza, pur nella sua semplicità, sottolinea due aspetti importanti. In primo luogo, l’assoluta necessità di precisione e rigore formale negli atti giudiziari per garantire certezza e chiarezza. In secondo luogo, l’esistenza di strumenti procedurali efficienti che permettono di risolvere rapidamente le sviste materiali senza appesantire la macchina della giustizia. La correzione errore materiale si rivela quindi un meccanismo essenziale per bilanciare l’esigenza di accuratezza con quella di celerità.
Cos’è un errore materiale secondo questa ordinanza?
È un errore puramente formale, come un nome trascritto in modo errato in un atto, che non genera alcun dubbio sull’identità della persona coinvolta e non incide sul contenuto della decisione giudiziaria.
Come può essere corretto un errore materiale in un provvedimento della Cassazione?
Può essere corretto attraverso una procedura semplificata, definita “de plano”, prevista dall’art. 625-bis del codice di procedura penale. Questa procedura viene disposta dal Presidente della sezione e non richiede un’udienza formale, specialmente quando l’errore è evidente.
La correzione dell’errore ha modificato la decisione originale della Corte?
No, la correzione ha unicamente rettificato la forma dell’atto. La decisione di merito presa in precedenza dalla Corte, ovvero l’annullamento della sentenza impugnata, non è stata in alcun modo alterata.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 47917 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 3 Num. 47917 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/11/2023
ORDINANZA
sul provvedimento di correzione dell’errore materiale relativo al dispositivo trascritto nel ruolo dell’udienza pubblica del 14.09.2023, riguardante il ricorso proposto da: COGNOME NOME nata a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 14/09/2023 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME.
RITENUTO IN FATTO ED IN DIRITTO
Con sentenza n. 42235 resa alla pubblica udienza del 14.09.2023, dep. 17.10.2023, la Terza sezione penale di questa Corte ha annullato la sentenza del 15/11/2022 della CORTE APPELLO di PALERMO impugnata, per quanto qui di interesse, da COGNOME NOME, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Palermo.
In data 19.10.2023, il Presidente titolare di questa sezione, rilevata la presenza di un errore materiale nel dispositivo trascritto nel ruolo dell’udienza pubblica del 14.09.2023 (il secondo nome dell’imputata COGNOME NOME è stato erroneamente indicato in NOME), ha disposto la correzione dell’errore, non essendovi dubbi sull’identità dell’imputata, con le generalità indicate, con fissazione dell’udienza camerale non partecipata, ai sensi dell’art. 625bis, cod. proc. pen., con modalità “de plano”.
Ritenuto di dover disporre la correzione dell’errore materiale nei termini sopraindicati, atteso che, in tema di provvedimenti camerali emessi dalla Corte di Cassazione, deve essere esperita la procedura di correzione degli errori materiali per rimediare alla difformità del dispositivo riportato nel provvedimento depositato da quello immediatamente compilato a margine del ruolo d’udienza e sottoscritto dal Presidente.
P.Q.M.
Dispone la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo trascritto su ruolo di pubblica udienza del 14/09/2023, sul ricorso n. 13832/2023 di COGNOME NOME, nel senso che, ove è scritto “COGNOME NOME“, si deve leggere e scrivere “COGNOME NOME“.
Manda alla cancelleria per le annotazioni sugli originali. Così deciso, il 10 novembre 2023
Il Consigliere estensore Il Presidente