Correzione Errore Materiale: Quando la Precisione Giuridica è Fondamentale
Nel mondo del diritto, la precisione non è un dettaglio, ma la sostanza stessa della giustizia. Ogni parola, ogni riferimento normativo in un atto giudiziario ha un peso specifico. Ma cosa accade quando, per una svista, un documento ufficiale riporta un’informazione incompleta? Il nostro ordinamento prevede uno strumento apposito: la correzione errore materiale, un meccanismo essenziale per garantire la coerenza e l’esattezza degli atti. Un’ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come e perché questo strumento viene utilizzato.
I Fatti del Caso: Un’Omissione nel Dispositivo
La vicenda trae origine da una precedente sentenza della stessa Corte di Cassazione. In quella sede, i giudici avevano parzialmente annullato un’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Palermo. L’annullamento riguardava una specifica circostanza aggravante, prevista da due articoli del codice penale: l’art. 270-sexies e l’art. 280-bis.
Tuttavia, al momento di trascrivere la decisione sul ruolo di udienza, ovvero il registro ufficiale, è stato commesso un errore. Nel testo è stato menzionato solamente l’art. 280-bis cod. pen., omettendo completamente il riferimento all’art. 270-sexies. Si è trattato di una classica svista, un errore puramente materiale che non alterava la volontà dei giudici, ma che rendeva l’atto scritto non conforme alla decisione effettivamente presa.
La Procedura di Correzione Errore Materiale
Resasi conto della discrepanza, la Corte ha attivato la procedura prevista dall’articolo 130 del codice di procedura penale. Questo articolo consente al giudice che ha emesso il provvedimento di correggerne, anche d’ufficio, gli errori materiali o le omissioni che non determinano la nullità dell’atto. È uno strumento agile, pensato proprio per rimediare a imprecisioni formali senza dover riaprire l’intero processo decisionale.
La Corte ha quindi emesso una nuova ordinanza con il solo scopo di emendare il dispositivo precedentemente trascritto. Questo intervento assicura che il documento ufficiale rifletta fedelmente e integralmente la decisione presa in camera di consiglio.
Le Motivazioni della Corte
Le motivazioni alla base dell’ordinanza sono lineari e si fondano sulla necessità di garantire la certezza del diritto e la corrispondenza tra la volontà del giudice e la sua rappresentazione formale. La Corte ha semplicemente rilevato che la trascrizione sul ruolo di udienza era incompleta e, di conseguenza, non rappresentava correttamente il provvedimento emesso.
L’errore, pur essendo di natura formale, doveva essere corretto per evitare qualsiasi ambiguità interpretativa o futura contestazione. Il richiamo agli articoli 130 e 625-bis del codice di procedura penale fornisce il solido fondamento giuridico per l’intervento correttivo, confermando che si tratta di una prassi consolidata e necessaria per la corretta amministrazione della giustizia.
Conclusioni
Questo caso, nella sua semplicità, è emblematico dell’importanza del rigore formale nel diritto. Un atto giudiziario non è solo la sostanza di una decisione, ma anche la sua forma scritta. La procedura di correzione errore materiale si rivela uno strumento indispensabile per preservare l’integrità e l’affidabilità del sistema giudiziario. Assicura che ogni provvedimento sia chiaro, preciso e inequivocabile, a tutela dei diritti di tutte le parti coinvolte e della certezza giuridica stessa.
Che cos’è una ‘correzione di errore materiale’ in ambito giuridico?
È una procedura che permette di correggere imprecisioni o omissioni puramente formali (come un errore di battitura o il mancato riferimento a un articolo di legge) in un documento giudiziario, senza modificare la sostanza della decisione presa dal giudice.
Per quale motivo la Corte di Cassazione è dovuta intervenire con una nuova ordinanza?
La Corte è intervenuta perché la trascrizione ufficiale di una sua precedente decisione era incompleta. Mancava il riferimento a uno dei due articoli di legge su cui si basava la decisione, e l’ordinanza di correzione è stata necessaria per sanare questa omissione e rendere l’atto conforme alla volontà dei giudici.
Qual era l’errore specifico contenuto nel documento?
L’errore consisteva nell’aver menzionato nel dispositivo trascritto solo l’articolo 280-bis del codice penale, omettendo l’articolo 270-sexies, sebbene la decisione della Corte si riferisse a entrambe le norme.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 41155 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 1 Num. 41155 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 30/10/2024
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sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso il provvedimento del 12/09/2024 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA
udita la relazione svolta dal Presidente NOME COGNOME; lette/sentite le conclusioni del PG
Ritenuto in fatto e considerato in diritto
rilevato che con sentenza in data 12 settembre 2024 la Corte di cassazione, sezione prima penale, nel procedimento nr. 22028/2024 r.g. promosso da NOME COGNOME, ha annullato parzialmente l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Palermo quanto alla circostanza aggravante prevista dagli artt. 270-sexies e 280bis cod. pen.
considerato che nel dispositivo trascritto sul ruolo di udienza risulta commesso un errore materiale laddove è riportato il solo articolo 280-bis cod. pen. e non anche l’articolo 270-sexies cod. pen., ritenuto che il predetto errore vada emendato ai sensi dell’art. 130 cod. proc. pen.;
visti gli artt. 625-bis e 130 cod.proc.pen.
P. Q. M.
dispone la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo trascritto sul ruolo di udienza del 12 settembre 2024 sul ricorso n. 22028/2024 R.G., nel senso che, là dove è scritto “di cui all’art. 280-bis cod. pen.” sia scritto e letto cui agli artt. 270-sexies e 280-bis cod. pen.”.
Manda alla cancelleria per le annotazioni sugli originali.
Così deciso in Roma, il 30 ottobre 2024.