Correzione Errore Materiale: Il Caso del Rinvio Giudiziario Errato
La procedura penale è un meccanismo complesso in cui la precisione è fondamentale. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione, l’ordinanza n. 24546 del 2024, offre un chiaro esempio di come il sistema giudiziario possa auto-correggersi attraverso lo strumento della correzione errore materiale. Questo strumento si rivela essenziale per sanare sviste formali senza dover rimettere in discussione l’intera decisione, garantendo così efficienza e certezza del diritto.
I Fatti alla Base della Decisione
La vicenda trae origine da una sentenza della stessa Corte di Cassazione (n. 17439 del 2024), emessa a seguito di un ricorso del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Genova. Con quella pronuncia, la Suprema Corte aveva annullato una decisione del Tribunale di Imperia. L’annullamento prevedeva, come di consueto in questi casi, il “rinvio” della causa a un altro giudice per un nuovo esame.
Tuttavia, sia nella motivazione che nel dispositivo della sentenza, la Corte aveva indicato come giudice del rinvio la Corte di Appello di Genova. Questa indicazione era palesemente errata: la sentenza annullata proveniva dal Tribunale di Imperia, un organo di primo grado. La corretta procedura avrebbe imposto il rinvio a un giudice di pari grado, ovvero allo stesso Tribunale di Imperia in diversa composizione, e non a un organo di grado superiore come la Corte d’Appello.
La Procedura di Correzione Errore Materiale in Cassazione
Per porre rimedio a questa svista, la Sesta Sezione Penale della Cassazione ha attivato la procedura prevista dall’articolo 625-bis, comma 3, del codice di procedura penale. Questa norma consente alla Corte di correggere, con un’apposita ordinanza, gli errori materiali contenuti nelle proprie sentenze.
È importante sottolineare che la correzione errore materiale interviene solo su sbagli di natura formale (come un nome errato, una data sbagliata o, come in questo caso, l’indicazione di un’autorità giudiziaria errata) che non alterano il contenuto sostanziale e il ragionamento giuridico della decisione. In questo modo, si evita di dover impugnare nuovamente la sentenza per un vizio che non ne compromette la validità intrinseca.
Le Motivazioni dell’Ordinanza
La Corte ha riconosciuto che l’indicazione della Corte di Appello di Genova come giudice del rinvio costituiva un “mero errore materiale”. La logica processuale, a seguito dell’annullamento di una pronuncia del Tribunale di Imperia, imponeva inequivocabilmente che il nuovo giudizio si svolgesse davanti allo stesso tipo di organo giurisdizionale.
L’errore non nasceva da una valutazione giuridica errata, ma da una semplice svista nella redazione del provvedimento. Pertanto, la Corte ha disposto la correzione, specificando che, ovunque nella precedente sentenza si leggesse «alla Corte di appello di Genova», si dovesse intendere «al Tribunale di Imperia». Questa modifica rettifica il percorso processuale, indirizzando correttamente il fascicolo al giudice competente per il proseguimento del giudizio.
Le Conclusioni
L’ordinanza in esame dimostra l’importanza e l’efficacia del meccanismo di correzione errore materiale nel sistema processuale penale. Questo strumento consente di rimediare a imperfezioni formali in modo rapido e snello, senza gravare le parti di ulteriori oneri processuali. La capacità del sistema di auto-correggersi è una garanzia fondamentale per l’efficienza della giustizia e la certezza del diritto. Il provvedimento assicura che il processo possa proseguire davanti al giudice naturalmente competente, ripristinando la piena regolarità procedurale e prevenendo potenziali nullità o ulteriori ritardi.
Cos’è un errore materiale secondo il codice di procedura penale?
È una svista o un’imprecisione di carattere formale presente in un provvedimento giudiziario, come un errore di calcolo o l’errata indicazione di un nome o di un’autorità. Non riguarda il merito della decisione e può essere corretto con una procedura semplificata, come stabilito dall’art. 625-bis c.p.p.
Perché la Corte di Cassazione ha dovuto emettere questa ordinanza di correzione?
La Corte ha emesso l’ordinanza per correggere un errore commesso in una sua precedente sentenza. Dopo aver annullato una decisione del Tribunale di Imperia, aveva erroneamente indicato la Corte d’Appello di Genova come organo a cui rinviare il caso, mentre il giudice competente era il Tribunale di Imperia.
Qual è la conseguenza pratica di questa correzione?
La conseguenza pratica è che il processo, a seguito dell’annullamento, proseguirà davanti al giudice corretto, ovvero il Tribunale di Imperia. Questo ripristina la regolarità della procedura, evita ritardi e assicura che il nuovo giudizio si svolga davanti all’organo giurisdizionale competente per grado.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 24546 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 6 Num. 24546 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/06/2024
ORDINANZA
Vista la sentenza n. 17439 del 2024, emessa dalla Corte di cassazione, Sezione Sesta, in data 01/02/2024, a seguito di ricorso proposto da Procuratore generale presso la Corte di appello di Genova nei confronti di COGNOME NOME, nato il DATA_NASCITA a Sanremo;
Rilevato che con detta sentenza è stato disposto l’annullamento di quella pronunciata dal Tribunale di Imperia in data 06/07/2023; ritenuto che per mero errore materiale, rilevabile ai sensi dell’art. 625-bis, comma 3, cod. proc. pen., a seguito dell’annullamento è stato disposto rinvio alla Corte di appello di Genova anziché al Tribunale di Imperia,
P. Q. M.
Dispone correggersi l’errore materiale che figura nella motivazione e nel dispositivo della sentenza n. 17439 del 2024, pronunciata dalla Corte di cassazione, Sezione Sesta, in data 01/02/2024, nel senso che dove si legge «alla Corte di appello di Genova» deve leggersi «al Tribunale di Imperia».
Manda alla cancelleria per gli adempimenti e le annotazioni conseguenti.
Così deciso il 19/06/2024