LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Correzione errore materiale: data di nascita errata

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione errore materiale di un suo precedente provvedimento del 2016. L’errore consisteva nell’errata indicazione della data di nascita di un’imputata. La Corte ha applicato l’articolo 130 del codice di procedura penale per sostituire la data errata con quella corretta, ripristinando la precisione formale dell’atto giudiziario.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 2 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Correzione Errore Materiale: Quando un Dettaglio Anagrafico Fa la Differenza

L’accuratezza dei dati negli atti giudiziari è un pilastro fondamentale per la certezza del diritto. Ogni dettaglio, anche quello apparentemente più insignificante come una data di nascita, deve essere corretto per garantire la piena validità e l’efficacia dei provvedimenti. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come l’ordinamento preveda strumenti specifici per rimediare a sviste formali, attraverso la procedura di correzione errore materiale.

Il Caso in Esame: Un Errore sulla Data di Nascita

La vicenda trae origine da un’ordinanza emessa dalla stessa Corte di Cassazione nel lontano 28 gennaio 2016. Nell’intestazione di tale provvedimento, la data di nascita dell’imputata era stata erroneamente indicata come “04/11/1981”.

L’incongruenza è stata successivamente rilevata e segnalata dalla Corte di Appello di Napoli, la quale ha richiesto un intervento per sanare l’imprecisione. A seguito di questa segnalazione, la Suprema Corte si è trovata a dover riesaminare il proprio atto non per il merito della decisione, ma per un puro aspetto formale.

La Procedura di Correzione Errore Materiale in Pratica

Lo strumento giuridico utilizzato per risolvere questa situazione è l’articolo 130, comma 2, del codice di procedura penale. Questa norma consente al giudice che ha emesso il provvedimento di correggerne, anche d’ufficio, gli errori materiali, ovvero quelle sviste o omissioni che non incidono sulla sostanza della decisione.

La procedura di correzione errore materiale è pensata proprio per questi casi: errori di calcolo, di battitura, o, come nella fattispecie, l’errata indicazione di un dato anagrafico. L’obiettivo è quello di assicurare che il documento giudiziario rispecchi fedelmente la realtà e la volontà del giudice, eliminando ogni possibile ambiguità.

L’Intervento della Corte di Cassazione

Con la nuova ordinanza, la Corte di Cassazione ha accolto la segnalazione e ha formalmente disposto la correzione. Ha ordinato la sostituzione, nell’intestazione del provvedimento del 2016, della data di nascita errata con quella corretta, ossia “25/11/1982”.

Inoltre, ha dato mandato alla cancelleria di procedere con le necessarie annotazioni sull’originale dell’ordinanza e di comunicare la correzione a tutte le parti del procedimento. Questo passaggio è cruciale per garantire che la rettifica sia ufficialmente registrata e portata a conoscenza di tutti gli interessati.

Le Motivazioni

La motivazione alla base della decisione è lineare e strettamente procedurale. La Corte ha rilevato la presenza di un ‘refuso’, ovvero un errore di trascrizione palese e inconfutabile. Poiché tale errore non alterava il contenuto decisionale dell’ordinanza del 2016 ma ne inficiava la precisione formale, si è reso necessario intervenire. L’applicazione dell’art. 130 c.p.p. è stata quindi un atto dovuto per ripristinare la correttezza formale del documento giudiziario, garantendo così la certezza e l’affidabilità degli atti processuali.

Le Conclusioni

Questo caso, pur nella sua semplicità, dimostra l’attenzione del sistema giudiziario per la precisione formale. La correzione errore materiale si conferma come uno strumento agile ed efficace per sanare le imprecisioni senza dover rimettere in discussione l’intero iter processuale. Per i cittadini e i professionisti del diritto, ciò rappresenta una garanzia fondamentale: la giustizia non solo deve essere equa nella sostanza, ma anche impeccabile nella forma, perché da un semplice dato anagrafico può dipendere la corretta identificazione di una persona e, di conseguenza, la corretta applicazione della legge.

Cos’è un errore materiale in un provvedimento giudiziario?
Un errore materiale è una svista, un errore di battitura o di calcolo che non influisce sulla sostanza della decisione del giudice. Nel caso specifico, l’errore riguardava l’indicazione di una data di nascita nell’intestazione di un’ordinanza.

Come si rimedia a un errore materiale in un atto penale?
Si utilizza la procedura di correzione prevista dall’articolo 130 del codice di procedura penale. Il giudice che ha emesso l’atto, rilevato l’errore, emana una nuova ordinanza per disporre la rettifica, come è avvenuto per la data di nascita in questo caso.

La correzione di un errore materiale può cambiare il contenuto di una decisione?
No, la procedura di correzione dell’errore materiale non modifica in alcun modo il contenuto e la sostanza della decisione originale. Il suo unico scopo è quello di rettificare imprecisioni formali per garantire l’accuratezza del documento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati