Correzione Errore Materiale: Quando la Giustizia Rettifica i Propri Atti
L’accuratezza è un pilastro fondamentale del sistema giudiziario. Ogni atto, sentenza o ordinanza deve riportare dati precisi per garantire certezza del diritto ed evitare conseguenze pregiudizievoli per le parti coinvolte. Ma cosa succede quando, per una svista, un documento ufficiale contiene un’inesattezza? La legge prevede uno strumento specifico: la correzione errore materiale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come funziona questa procedura.
I Fatti del Caso
La vicenda ha origine da una comunicazione inviata dall’Ufficio recupero crediti presso la Corte d’appello di Bologna. L’ufficio, nell’esaminare una sentenza della Corte di Cassazione, si è accorto di una discrepanza: la data di nascita del ricorrente, condannato al pagamento delle spese di giudizio, era indicata in modo errato nell’intestazione del provvedimento.
In particolare, la sentenza riportava come data di nascita il 17 luglio 1971, mentre il dato anagrafico corretto era il 13 luglio 1971. Sebbene possa sembrare un dettaglio di poco conto, un errore di questo tipo può creare problemi significativi nell’identificazione univoca di una persona, specialmente in fase esecutiva o per la gestione del casellario giudiziale.
La Decisione della Corte di Cassazione e la correzione errore materiale
Preso atto della segnalazione, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione è intervenuta con una nuova ordinanza per sanare l’imprecisione. I giudici hanno formalmente disposto la rettifica dell’intestazione della sentenza precedente.
La Corte ha ordinato di sostituire la data errata (17 luglio 1971) con quella corretta (13 luglio 1971), incaricando la Cancelleria di eseguire tutti gli adempimenti e le annotazioni necessarie per garantire che la correzione fosse registrata ufficialmente. Questo intervento dimostra l’efficacia del meccanismo di correzione errore materiale nel mantenere l’integrità formale degli atti giudiziari.
Le Motivazioni della Decisione
La base giuridica dell’intervento della Corte risiede nell’articolo 625-bis, comma terzo, del codice di procedura penale. Questa norma disciplina specificamente la procedura per la correzione degli errori materiali e di calcolo contenuti nelle sentenze della Corte di Cassazione. Un errore materiale è definito come una svista, un’omissione o un’inesattezza che non incide sul contenuto volitivo e decisionale del provvedimento, ma riguarda esclusivamente la sua formulazione esteriore.
Nel caso specifico, l’errata indicazione di una data di nascita è un classico esempio di errore materiale. Non altera la decisione della Corte sul ricorso, né le ragioni giuridiche che la sostengono, ma rappresenta una mera svista nella redazione dell’atto. La procedura ex art. 625-bis c.p.p. permette al giudice di porvi rimedio in modo rapido ed efficace, senza la necessità di avviare un nuovo e complesso procedimento di impugnazione.
Conclusioni
Questa ordinanza, pur nella sua brevità, sottolinea un principio cruciale: la giustizia non è solo sostanza, ma anche forma. La precisione dei dati contenuti negli atti giudiziari è essenziale per la loro validità ed efficacia. Strumenti come la correzione errore materiale sono fondamentali per garantire che il sistema possa auto-correggersi, sanando le imprecisioni senza compromettere la stabilità delle decisioni. Ciò rafforza la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario, dimostrando un’attenzione meticolosa alla correttezza di ogni singolo dettaglio.
Cos’è la correzione di un errore materiale?
È una procedura legale che consente a un giudice di correggere errori di scrittura, di calcolo o altre sviste presenti in un provvedimento giudiziario, a condizione che tali errori non modifichino il contenuto sostanziale della decisione.
Qual è stato l’errore corretto in questo caso specifico?
La Corte di Cassazione ha corretto la data di nascita del ricorrente, che era stata erroneamente indicata nell’intestazione di una precedente sentenza. La data è stata modificata dal 17 luglio 1971 al corretto 13 luglio 1971.
Quale norma ha utilizzato la Corte per effettuare la correzione?
La Corte ha basato la sua decisione sull’articolo 625-bis, comma terzo, del codice di procedura penale, che regola specificamente la procedura per la correzione degli errori materiali nelle sentenze della Corte di Cassazione.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 41467 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 4 Num. 41467 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 18/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a PARMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 08/07/2025 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
La Corte, letta la nota inviata il 25/09/2025 dall’Ufficio recupero crediti presso la Cort appello di Bologna; rilevato che nell’intestazione della sentenza n.29560/2025, emessa il 08/07/2025, nell’ambito del procedimento n.12323/2025, risulta erroneamente indicata la data di nascita del ricorrente, condanNOME al pagamento delle spese di giudizio;
visto l’art.625-bis, comma terzo, cod.proc.pen..
P.Q.M.
Dispone correggersi la data di nascita del ricorrente COGNOME NOME nel intestazione della sentenza emessa da questa Corte – Quarta Sezione penale -1’8 luglio 2025 nei confronti del COGNOME (nr. 29560/25; R.G.N. 12323/25), sostituendo alla data di nascita DATA_NASCITA, la corretta data di nascita DATA_NASCITA. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti e le annotazioni di rito.
Così deciso il 18 novembre 2025
Il C sigliere relatore
I 6 resident