Correzione Errore Materiale: L’Importanza della Precisione negli Atti Giudiziari
Nel percorso della giustizia, la precisione formale degli atti è fondamentale quanto la correttezza sostanziale delle decisioni. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come l’ordinamento interviene per sanare le imprecisioni attraverso l’istituto della correzione errore materiale. Questa procedura, sebbene appaia tecnica, garantisce la coerenza e l’affidabilità dei documenti processuali, assicurando che ciò che è scritto corrisponda esattamente a ciò che è stato deciso.
Il Caso: Un Errore di Trascrizione nel Dispositivo
La vicenda trae origine da un’istanza presentata dal difensore di un imputato, il quale aveva notato una discrepanza in un atto della Corte di Cassazione. Nello specifico, nel dispositivo di una sentenza, trascritto sul ruolo di udienza camerale, era stato indicato il nome di una città errata. Al posto del nome corretto, “Salerno”, figurava “Reggio Calabria”.
Si trattava di un classico lapsus calami, una svista di scrittura che, se non corretta, avrebbe potuto generare confusione o incertezze, pur non alterando la volontà dei giudici espressa nella camera di consiglio.
La Procedura di Correzione Errore Materiale: Come Funziona
La correzione errore materiale è uno strumento procedurale che permette di emendare gli atti giudiziari affetti da errori o omissioni che non incidono sul contenuto decisionale. Questi errori possono essere di calcolo, di trascrizione o semplici sviste.
L’obiettivo non è modificare la decisione presa, ma assicurare che il documento che la riporta sia un fedele riflesso della volontà del giudice. La procedura viene attivata su istanza di parte o anche d’ufficio dallo stesso giudice che ha emesso il provvedimento, e si conclude con un’ordinanza che dispone la rettifica.
La Decisione della Suprema Corte
La Corte di Cassazione, esaminata l’istanza e riconosciuta l’evidenza dell’errore, ha accolto la richiesta di correzione.
Le Motivazioni
I giudici hanno constatato che nel dispositivo trascritto sul ruolo dell’udienza del 29 aprile 2025, in relazione a un ricorso specifico, era stata erroneamente inserita la dicitura “Reggio Calabria”. La Corte ha quindi stabilito che, in luogo di quelle parole, dovesse essere inserita la parola corretta, ovvero “Salerno”. L’ordinanza sottolinea che si tratta di una pura e semplice rettifica di un errore di trascrizione, senza alcuna implicazione sul merito del giudizio definito con la sentenza originale. La decisione è quindi un atto dovuto per ripristinare la corretta corrispondenza tra il deciso e il trascritto.
Le Conclusioni
Con la sua ordinanza, la Corte ha disposto la correzione errore materiale del dispositivo e ha ordinato alla cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie in calce all’originale del ruolo di udienza. Questo intervento, pur essendo di natura formale, riveste un’importanza cruciale. Ribadisce il principio secondo cui ogni atto giudiziario deve essere preciso e privo di ambiguità. Per i cittadini e gli operatori del diritto, ciò si traduce in una maggiore certezza e trasparenza, garantendo che i documenti processuali siano sempre un riferimento affidabile e corretto.
Cosa si intende per correzione di errore materiale in un atto giudiziario?
È una procedura legale utilizzata per correggere sviste, errori di battitura o di calcolo presenti in un documento giudiziario, senza alterare il contenuto o il significato della decisione presa dal giudice.
In questo specifico caso, quale errore è stato corretto dalla Cassazione?
La Corte ha corretto un errore di trascrizione nel dispositivo riportato sul ruolo d’udienza, sostituendo il nome di una città errata (“Reggio Calabria”) con quello corretto (“Salerno”).
La correzione dell’errore ha cambiato la decisione originale della Corte?
No, la correzione non ha in alcun modo modificato la sostanza della decisione. Ha semplicemente assicurato che il testo scritto riflettesse accuratamente la volontà dei giudici, eliminando una svista puramente formale.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 28607 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 1 Num. 28607 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 04/06/2025
ORDINANZA
sulla istanza di correzione di errore materiale proposta dal difensore di: COGNOME NOME nato a ROCCELLA IONICA il DATA_NASCITA
in relazione alla sentenza emessa il 29/04/2025 dalla CORTE DI CASSAZIONE di ROMA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
- Con riferimento alla sentenza di annullamento con rinvio dell’ordinanza resa, in materia di revisione, dalla Corte di appello di Catanzaro in data 28 gennaio
2025, sentenza emessa da questa Prima sezione penale all’udienza camerale del
29 aprile 2025 su ricorso di NOME COGNOME (n. 8270/2025 R.G.), il difensore del ricorrente, AVV_NOTAIO, ha presentato istanza, recante la data dell’8
maggio 2025, volta ad ottenere la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo trascritto sul ruolo di udienza, segnalando che il giudice del rinvio era
stato individuato nella Corte di appello di Reggio Calabria anziché nella Corte di appello di Salerno, giudice competente ai sensi dell’art. 11 cod. proc. pen.
- Si è, quindi, dato luogo alla procedura de plano,
prevista dagli artt. 625- bis
e 130 cod. proc. pen., per la correzione del denunciato errore materiale.
- All’odierna udienza, rilevata l’effettiva sussistenza dell’errore de quo,
si
è provveduto alla correzione del dispositivo trascritto sul ruolo di udienza camerale del 29 aprile 2025, in relazione al ricorso n. 8270/2025 R.G. proposto da NOME COGNOME, nel senso che, in luogo delle parole “Reggio Calabria”, vada inserita la parola “Salerno”.
La cancelleria provvederà alle prescritte annotazioni in calce all’originale del ruolo.
P.Q.M.
Dispone la correzione del dispositivo trascritto sul ruolo di udienza camerale del 29 aprile 2025, in relazione al ricorso n. 8270/2025 R.G. proposto da NOME, nel senso che, in luogo delle parole “Reggio Calabria”, vada inserita la parola “Salerno”.
Manda alla cancelleria per le annotazioni sull’originale del ruolo. Così deciso in Roma, il 4 giugno 2025
Il Consigliere estensore
Il Presidente