Conversione appello ricorso: quando è inammissibile secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24995 del 2024, offre un importante chiarimento sui limiti della conversione appello ricorso. Questo principio processuale permette di ‘salvare’ un’impugnazione erroneamente qualificata, ma solo a determinate condizioni. La sentenza analizza il caso di un appello contro una condanna del Giudice di Pace, convertito in ricorso per cassazione e poi dichiarato inammissibile, delineando un percorso logico-giuridico di grande interesse pratico.
I Fatti del Caso
La vicenda ha origine dalla condanna di un cittadino straniero da parte del Giudice di Pace di Reggio Calabria. L’imputato era stato condannato al pagamento di una multa di 10.000 euro per essersi trattenuto illegalmente sul territorio italiano, in violazione del Testo Unico sull’Immigrazione (art. 14, commi 5-bis e 5-ter, D.Lgs. 286/1998).
Contro questa sentenza, la difesa aveva proposto appello. Il Tribunale, in funzione di giudice d’appello, aveva dichiarato l’impugnazione inammissibile. Di conseguenza, la difesa ha presentato ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale, chiedendone l’annullamento.
La Decisione sulla conversione appello ricorso
La Corte di Cassazione ha adottato una decisione articolata in due fasi.
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Annullamento dell’ordinanza impugnata: In primo luogo, la Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale. I giudici di legittimità hanno ritenuto che il Tribunale avesse sbagliato a dichiarare l’appello inammissibile senza prima aver tentato la sua conversione. Il giudice, infatti, ha il dovere di qualificare correttamente il mezzo di impugnazione, guardando alla volontà effettiva della parte e non solo al nomen juris utilizzato.
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Conversione e dichiarazione di inammissibilità: Successivamente, la stessa Corte di Cassazione ha proceduto alla conversione appello ricorso. Tuttavia, una volta riqualificato l’atto, lo ha dichiarato a sua volta inammissibile. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
La motivazione della sentenza è il fulcro della decisione e si basa su principi consolidati in materia di impugnazioni. La Corte ha spiegato che il principio di conversione (art. 568, comma 5, c.p.p.) è finalizzato a salvaguardare il diritto di impugnazione, ma non può trasformare un’istanza infondata in un valido mezzo di gravame.
Il giudice non può sostituire un mezzo di impugnazione voluto dalla parte (ma inammissibile) con uno diverso che sarebbe stato astrattamente ammissibile. Nel caso specifico, l’appello contro le sentenze del Giudice di Pace che applicano la sola pena pecuniaria non è consentito; l’unico rimedio è il ricorso per cassazione.
Esaminando i motivi originali dell’appello, la Corte ha riscontrato che essi erano inidonei a fondare un ricorso per cassazione. Nello specifico:
- Nullità non dedotta: La questione della presunta nullità per mancata traduzione degli atti, sollevata solo in Cassazione, non era mai stata proposta nei gradi di merito, risultando quindi un motivo nuovo e come tale inammissibile.
- Motivi generici e di merito: Gli altri motivi erano o generici, o volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti (come la sussistenza dell’elemento soggettivo o la valutazione del trattamento sanzionatorio), attività preclusa al giudice di legittimità. Il ricorso per cassazione, infatti, può vertere solo su questioni di diritto (violazione di legge o vizi di motivazione), non su una riconsiderazione delle prove.
Le Conclusioni
La sentenza ribadisce un principio fondamentale: la conversione appello ricorso non è un automatismo che sana qualsiasi vizio. Affinché un appello inammissibile possa essere convertito in un valido ricorso per cassazione, è necessario che i motivi originari contengano già le censure tipiche del giudizio di legittimità, come la violazione di legge o il vizio di motivazione, e non siano semplici doglianze sul merito della decisione. Questa pronuncia serve da monito sulla necessità di formulare le impugnazioni con precisione, individuando sin da subito il mezzo corretto e, soprattutto, articolando motivi pertinenti e specifici per il tipo di giudizio che si intende attivare.
Quando un appello può essere convertito in ricorso per cassazione?
Un appello può essere convertito in ricorso per cassazione quando, pur essendo stato erroneamente denominato ‘appello’, presenta i requisiti formali e sostanziali di un ricorso. La conversione è possibile solo se l’intenzione effettiva della parte era quella di contestare vizi di legittimità e non di ottenere un riesame dei fatti.
Perché la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale ma poi ha dichiarato comunque inammissibile l’impugnazione?
La Corte ha annullato l’ordinanza perché il Tribunale avrebbe dovuto prima tentare la conversione dell’appello in ricorso, anziché dichiararlo subito inammissibile. Successivamente, la stessa Cassazione, effettuata la conversione, ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi proposti erano generici, attinenti al merito o sollevati per la prima volta in quella sede, e quindi non validi per un giudizio di legittimità.
Quali tipi di motivi rendono un ricorso per cassazione inammissibile in un caso come questo?
Un ricorso per cassazione è inammissibile se i motivi sono: generici e non specifici; volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove (questioni di merito); relativi a presunte nullità non sollevate nei precedenti gradi di giudizio.