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Contraffazione: responsabilità del rappresentante legale

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di contraffazione a carico degli amministratori di una società. Il ricorso, basato sulla presunta prescrizione del reato e sulla mancanza di prove circa la consapevolezza del legale rappresentante, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha precisato che i periodi di astensione degli avvocati sospendono i termini prescrizionali e che la semplice assenza fisica durante una perquisizione non esonera il titolare dell’azienda dalla responsabilità penale per le attività illecite svolte nei locali societari.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Contraffazione e responsabilità penale: la guida della Cassazione

La tutela della proprietà industriale e la lotta alla contraffazione rappresentano pilastri fondamentali per la legalità del mercato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato temi cruciali riguardanti il calcolo della prescrizione e la responsabilità del legale rappresentante d’azienda, fornendo chiarimenti essenziali per chi opera nel settore commerciale.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da un controllo presso una società campana, dove venivano rinvenuti prodotti recanti marchi alterati. In primo grado, gli imputati venivano perseguiti per ricettazione e contraffazione. La Corte d’Appello, riformando parzialmente la decisione, assolveva i soggetti dal reato di ricettazione ma confermava la responsabilità per il reato di cui all’art. 473 c.p., ovvero la contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi.

Gli imputati proponevano ricorso in Cassazione lamentando, in primo luogo, l’avvenuta prescrizione del reato e, in secondo luogo, l’assenza di prove sulla consapevolezza del legale rappresentante, il quale non era presente fisicamente al momento della perquisizione.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno dichiarato i ricorsi inammissibili. Per quanto riguarda la contraffazione, la Corte ha effettuato un calcolo analitico dei tempi, evidenziando come il termine massimo di prescrizione (sette anni e sei mesi) dovesse essere integrato dai periodi di sospensione dovuti all’astensione dalle udienze dei difensori. Tale sospensione, pari a 420 giorni nel caso di specie, ha spostato il termine finale di estinzione del reato oltre la data della sentenza di secondo grado.

Sul fronte della responsabilità soggettiva, la Corte ha ribadito che il ruolo di legale rappresentante comporta un dovere di vigilanza sulle attività svolte nei locali aziendali. L’assenza fisica durante un controllo non costituisce una prova di estraneità ai fatti illeciti.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano su due pilastri. Primo, il calcolo della prescrizione deve tenere conto di ogni evento sospensivo previsto dalla legge, inclusi i rinvii per adesione degli avvocati agli scioperi di categoria. Secondo, la responsabilità del legale rappresentante è presunta in ordine alla gestione dei locali societari, a meno che non venga fornita prova rigorosa di un totale disinteresse o dell’ingerenza esclusiva di un amministratore di fatto. La difesa non ha prodotto elementi idonei a dimostrare che l’imputata fosse all’oscuro delle attività di contraffazione poste in essere nella sua azienda.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha confermato che la carica di amministratore non è una mera formalità, ma comporta responsabilità penali dirette. Il rigetto del ricorso ha comportato anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l’importanza di una gestione aziendale trasparente e di un monitoraggio costante per prevenire illeciti legati alla contraffazione.

Come influisce lo sciopero degli avvocati sulla prescrizione del reato?
L’adesione del difensore all’astensione dalle udienze comporta la sospensione del termine di prescrizione per tutta la durata del rinvio, allungando di fatto il tempo necessario affinché il reato si estingua.

Il titolare di un’azienda è responsabile se non è presente durante un controllo?
Sì, la semplice assenza fisica durante una perquisizione non esclude la responsabilità penale, poiché il legale rappresentante ha il dovere di vigilare su quanto accade nei locali della propria società.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di denaro, solitamente tra i mille e i tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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