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Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione annulla per nesso mancante

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per detenzione di hashish e ha parzialmente accolto le sue richieste. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza d’Appello che aveva confermato la sua condanna, negando l’attenuante del lucro tenue e la sostituzione della pena detentiva, ma disponendo la confisca di 25 euro. La Cassazione ha ritenuto infondati i motivi relativi all’attenuante e alla sostituzione della pena. Ha invece annullato la `confisca denaro stupefacenti` di 25 euro, stabilendo che mancava un nesso di pertinenzialità diretto tra il denaro e l’attività di spaccio contestata, non essendo provato che fosse il prodotto o il profitto del reato specifico. Il denaro verrà restituito al Lavoratore.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 23115 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 23115/2022)

La Confisca del Denaro e gli Stupefacenti: Cosa Dice la Cassazione

La confisca denaro stupefacenti rappresenta un tema cruciale nel diritto penale, specialmente quando si tratta di reati legati alla detenzione di sostanze illecite. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti su quando e come sia possibile confiscare il denaro trovato in possesso di chi detiene stupefacenti. Questa decisione offre spunti fondamentali per comprendere i limiti e le condizioni di tale misura, ponendo l’accento sul necessario legame tra il denaro e l’attività illecita contestata.

Il Caso del Lavoratore e la Detenzione di Hashish

Un Lavoratore si trovava sotto processo per aver detenuto un involucro di hashish, del peso di circa 7,97 grammi, occultato sulla sua persona. Le forze dell’ordine lo avevano notato mentre si disfaceva di una sostanza marrone, poi identificata come hashish. Durante l’operazione, gli agenti avevano trovato in suo possesso anche una somma di 25 euro. La responsabilità del Lavoratore per la detenzione della sostanza stupefacente era stata accertata, considerando la sua presenza irregolare sul territorio, lo stato di disoccupazione, il possesso dell’hashish (da cui si potevano ricavare circa 65 dosi) e il tentativo di allontanarsi alla vista degli agenti.

Le Decisioni dei Giudici di Merito

In primo grado, il Lavoratore aveva ricevuto una condanna. La Corte d’Appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva ridotto la pena a dieci mesi di reclusione e mille euro di multa. Tuttavia, la Corte d’Appello aveva negato l’applicazione di un’attenuante (una circostanza che avrebbe ridotto la pena) legata al lucro di speciale tenuità, ritenendo che il ricavato potenziale dalla cessione delle 65 dosi non fosse affatto tenue. Inoltre, aveva negato la sostituzione della pena detentiva con misure alternative al carcere, considerando il precedente specifico del Lavoratore, la sua irregolarità sul territorio e l’assenza di una dimora fissa come indicatori di una probabile inosservanza delle prescrizioni. Infine, aveva disposto la confisca denaro stupefacenti, ovvero il sequestro definitivo dei 25 euro, motivando tale decisione con la mancanza di redditi leciti da parte del Lavoratore.

Il Ricorso in Cassazione e le Questioni Sollevate

Il Lavoratore, tramite il suo difensore, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sollevando tre questioni principali. Ha contestato il mancato riconoscimento dell’attenuante del lucro di speciale tenuità, sostenendo che il quantitativo di principio attivo della sostanza era ridotto e il ricavato modesto. Ha poi impugnato il diniego della sostituzione della pena detentiva, argomentando che l’obiettivo delle sanzioni sostitutive è evitare il contatto con l’ambiente carcerario per condanne brevi. Infine, ha contestato la confisca denaro stupefacenti, affermando che non esistevano prove sufficienti a collegare il denaro sequestrato all’attività di spaccio contestata, né a dimostrare la sua provenienza illecita.

Le Motivazioni della Cassazione sulla Confisca denaro stupefacenti

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente tutti i motivi di ricorso. Per quanto riguarda l’attenuante del lucro di speciale tenuità, la Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti. Ha ribadito che tale attenuante si applica solo se sia il lucro che l’evento dannoso o pericoloso sono di speciale tenuità. Nel caso specifico, la quantità di hashish (65 dosi ricavabili) non permetteva di considerare il lucro come marginale o di speciale tenuità. Anche il diniego delle sanzioni sostitutive è stato ritenuto legittimo. La Cassazione ha sottolineato che i precedenti penali, l’irregolarità della presenza sul territorio e l’assenza di una dimora fissa sono elementi validi per negare la sostituzione della pena, senza la necessità di ulteriori motivazioni. La Corte ha però accolto il motivo relativo alla confisca denaro stupefacenti. Ha chiarito che la confisca del denaro è possibile solo se esiste un nesso di pertinenzialità, cioè un legame diretto e specifico, tra il denaro e l’attività illecita di cessione di stupefacenti contestata. La motivazione della Corte d’Appello, che si basava unicamente sulla mancanza di redditi leciti del Lavoratore, è stata ritenuta illogica e insufficiente. Non era stato dimostrato che i 25 euro fossero il

Quando è possibile la confisca del denaro nel contesto dei reati di stupefacenti?
La confisca del denaro è possibile solo se esiste un legame diretto e specifico (nesso di pertinenzialità) tra il denaro trovato e l’attività illecita di spaccio contestata, dimostrando che il denaro è il prodotto, il profitto o lo strumento di quel reato.

La mancanza di redditi leciti giustifica automaticamente la confisca del denaro?
No, la sola mancanza di redditi leciti non è sufficiente a giustificare la confisca del denaro. È sempre necessario dimostrare un nesso di pertinenzialità tra il denaro e lo specifico reato di spaccio contestato.

Cosa succede se la confisca del denaro viene annullata dalla Cassazione?
Se la confisca viene annullata dalla Cassazione per mancanza di un nesso di pertinenzialità, il denaro sequestrato deve essere immediatamente restituito alla persona a cui era stato confiscato.

Termini giuridici

Confisca
La confisca è un provvedimento che toglie definitivamente la proprietà di un bene a una persona, trasferendola allo Stato, spesso come conseguenza di un reato.
Attenuante
Una circostanza attenuante è un elemento che, se presente durante la commissione di un reato, può portare a una riduzione della pena prevista dalla legge.
Pena detentiva
La pena detentiva è una sanzione che comporta la privazione della libertà personale, come la reclusione in carcere.
Sanzioni sostitutive
Le sanzioni sostitutive sono misure alternative al carcere, applicabili per condanne a pene detentive brevi, come la libertà controllata o la semidetenzione.
Nesso di pertinenzialità
Il nesso di pertinenzialità indica un legame diretto e specifico tra un bene (ad esempio, del denaro) e l'attività illecita per cui si procede, dimostrando che il bene è il prodotto, il profitto o lo strumento del reato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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