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Confisca annullata: no alla motivazione per relationem acritica

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il decreto di confisca emesso dalla Corte di appello di Firenze nei confronti del Proposto e dei suoi familiari. I giudici di secondo grado avevano confermato la misura patrimoniale limitandosi a copiare ampi stralci della decisione del Tribunale, senza rispondere alle specifiche contestazioni della difesa sulla provenienza lecita dei beni e sulla sproporzione reddituale. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione per relationem è nulla se si traduce in una acritica adesione alla decisione precedente, priva di un reale vaglio critico dei motivi di appello. Ora la Corte d’appello dovrà riesaminare il caso con una motivazione autonoma ed effettiva.

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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 24616 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 24616/2023)

La decisione della Cassazione sulla motivazione per relationem

La Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale per i diritti dei cittadini, stabilendo limiti severi all’uso della motivazione per relationem nei provvedimenti giudiziari. Questa tecnica consiste nel richiamare atti precedenti per giustificare una decisione. Nel caso in esame, i giudici di legittimità hanno chiarito che il semplice rinvio a un provvedimento anteriore non può mai sostituire l’obbligo di fornire risposte concrete alle contestazioni della difesa. La decisione rappresenta un importante argine contro i provvedimenti fotocopia che ledono il diritto a un giusto processo. Il cittadino ha il diritto di conoscere le ragioni effettive per cui le sue obiezioni vengono respinte.

Il caso: la confisca di prevenzione e il ricorso dei familiari

La vicenda trae origine da un decreto di confisca di prevenzione emesso nei confronti del Proposto e di diversi terzi interessati, tra cui i suoi familiari. Il provvedimento colpiva conti correnti, autovetture, quote societarie e persino un immobile situato all’estero. I ricorrenti hanno contestato la decisione evidenziando la provenienza assolutamente lecita dei beni. Molti di questi beni derivavano infatti da una storica attività imprenditoriale di famiglia, avviata molto prima del periodo di presunta pericolosità sociale del Proposto. Inoltre, la difesa aveva dimostrato l’esistenza di entrate lecite derivanti dal risarcimento danni ottenuto in alcune cause civili, elementi del tutto ignorati dai giudici di secondo grado. I familiari hanno anche provato che le quote societarie erano state acquistate con capitali leciti e che non vi era alcuna fittizia intestazione di beni.

Quando la motivazione per relationem diventa un vizio di nullità

I giudici di appello hanno confermato la confisca limitandosi a trascrivere interi passaggi della decisione del Tribunale di primo grado. La Suprema Corte ha censurato duramente questo comportamento. Il rinvio ad altri atti è legittimo solo se serve a sintetizzare elementi espositivi. Al contrario, esso diventa nullo quando si traduce in una adesione acritica che ignora i motivi di impugnazione proposti dalla difesa. Il giudice di secondo grado ha l’obbligo di compiere una valutazione autonoma e di spiegare perché ritiene infondate le tesi dell’appellante. L’utilizzo di formule di stile non può colmare la mancanza di un esame critico. I giudici non possono limitarsi a fare proprie le conclusioni precedenti senza un reale sforzo argomentativo.

Le motivazioni della sentenza sulla motivazione per relationem

Le motivazioni della sentenza sulla motivazione per relationem si fondano sul rispetto del principio costituzionale dell’obbligo di motivazione. La Cassazione ha chiarito che il giudice d’appello non può sottrarsi al dovere di analizzare i singoli motivi di gravame. Nel caso specifico, la Corte territoriale ha omesso di valutare la reale sproporzione reddituale del nucleo familiare e la genesi dei patrimoni societari. I giudici di secondo grado hanno ignorato le prove documentali prodotte dalla difesa, come le scritture private e le consulenze tecniche di parte. Questo vuoto argomentativo rende la decisione del tutto apparente e priva di valore giuridico, determinandone l’inevitabile nullità. La Suprema Corte ha ribadito che la pendenza di un procedimento penale non esonera il giudice della prevenzione dal compiere una autonoma verifica della pericolosità sociale del soggetto.

Le conclusioni sul caso specifico

Le conclusioni sul caso specifico sanciscono la vittoria del Proposto e dei suoi familiari, con il conseguente annullamento del decreto di confisca. La Suprema Corte ha disposto il rinvio del procedimento alla Corte di appello di Firenze in diversa composizione. I giudici di rinvio dovranno ora esaminare nuovamente il caso, affrontando in modo analitico e puntuale ogni singola contestazione sollevata dalla difesa. Questo verdetto ripristina la legalità procedurale e impone una valutazione rigorosa e trasparente sulla reale provenienza dei beni sequestrati, escludendo automatismi ingiustificati. La decisione conferma che lo Stato non può sottrarre beni ai cittadini senza una motivazione solida, logica e soprattutto autonoma.

Cosa significa motivazione per relationem?
Si tratta di una tecnica di redazione delle sentenze in cui il giudice richiama o trascrive il contenuto di un altro provvedimento già emesso in precedenza.

Quando la motivazione per relationem è considerata nulla?
La motivazione è nulla quando il giudice si limita a copiare il provvedimento precedente senza analizzare criticamente i motivi di appello proposti dalla difesa.

Quali sono le conseguenze dell’annullamento della confisca in questo caso?
Il caso viene rinviato a una nuova sezione della Corte d’appello, che dovrà riesaminare la vicenda ed emettere una decisione con una motivazione autonoma e dettagliata.

Termini giuridici

Motivazione per relationem
Tecnica di redazione di un atto giudiziario che si limita a richiamare il contenuto di un altro provvedimento emesso in precedenza.
Confisca di prevenzione
Provvedimento con cui lo Stato acquisisce i beni di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, qualora vi sia sproporzione rispetto al suo reddito.
Proposto
La persona nei cui confronti viene richiesta l'applicazione di una misura di prevenzione personale o patrimoniale.
Terzo interessato
Soggetto estraneo al procedimento principale che vanta diritti di proprietà o altri diritti reali sui beni sequestrati.
Pericolosità sociale
La probabilità, desunta da elementi di fatto concreti, che un soggetto possa commettere in futuro nuovi reati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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