LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Condanna alle spese del querelante: illegittima in archiviazione

Il Giudice per le indagini preliminari disponeva l’archiviazione di un procedimento penale per infondatezza della notizia di reato. Contestualmente, il giudice imponeva ai soggetti denuncianti il rimborso delle spese di difesa sostenute dalle persone indagate. I querelanti impugnavano il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, contestando la totale illegittimità della decisione economica. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha annullato la decisione senza rinvio nella parte relativa ai costi di lite. I giudici di legittimità hanno chiarito che la condanna alle spese del querelante non può essere disposta durante la fase delle indagini preliminari. Tale statuizione risulta affetta da abnormità funzionale per carenza assoluta di potere, poiché l’azione penale non è mai iniziata.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 44235 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 44235/2022)

Il caso dell’archiviazione e le spese legali

La presentazione di una querela rappresenta un diritto fondamentale di ogni cittadino che subisce un torto. Tuttavia, l’esito delle indagini può portare a una richiesta di chiusura del caso da parte dell’autorità giudiziaria. In una recente vicenda giudiziaria, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto l’archiviazione di un fascicolo penale per infondatezza della notizia di reato. Il magistrato ha tuttavia ordinato ai soggetti querelanti di rimborsare migliaia di euro agli indagati per le spese di difesa.

Questa decisione ha imposto un pesante fardello economico su chi aveva semplicemente sollecitato l’intervento della giustizia penale. I querelanti hanno prontamente impugnato l’ordinanza davanti alla Corte di Cassazione. Il loro difensore ha denunciato l’inesistenza di norme che consentano la condanna alle spese del querelante in questa specifica fase iniziale.

Il divieto di condanna alle spese del querelante

Il codice di procedura penale non prevede l’obbligo di pagare le spese legali a carico di chi sporge querela quando il procedimento si ferma alle indagini. Il giudice di merito aveva utilizzato per analogia (estensione di una regola simile) le norme relative al processo vero e proprio. Tale ragionamento estensivo viola apertamente i confini tracciati dalla legge processuale penale.

L’ordinamento penale tutela la libertà del cittadino di denunciare i reati senza il timore di subire ritorsioni economiche automatiche in caso di mancato rinvio a giudizio. L’imposizione delle spese difensive richiede una specifica previsione legislativa che nel procedimento di archiviazione manca del tutto. Di conseguenza, il provvedimento del giudice si poneva completamente al di fuori dell’ordinamento giuridico vigente.

La differenza tra indagini e processo ordinario

La legge processuale distingue chiaramente la fase investigativa dal giudizio vero e proprio. Durante le indagini preliminari, il Pubblico Ministero verifica unicamente la consistenza degli indizi raccolti. In questo stadio l’azione penale non è ancora esercitata e non esiste una formale accusa davanti a un collegio giudicante.

Al contrario, la condanna alle spese a carico del denunciante può intervenire solo dopo una sentenza di proscioglimento al termine dell’udienza preliminare o del dibattimento. In tali sedi il contraddittorio tra le parti è pieno e il giudice valuta il merito dell’accusa in via definitiva. Il decreto o l’ordinanza di archiviazione possiedono una natura differente e precaria, poiché la procura può sempre riaprire le indagini in presenza di nuovi elementi investigativi.

Le motivazioni della Cassazione sulla condanna alle spese del querelante

I giudici della Suprema Corte hanno ribadito principi giurisprudenziali consolidati e conformi ai dettami della Corte Costituzionale. Il provvedimento che obbliga il querelante a pagare le spese legali dell’indagato in sede di archiviazione è affetto da abnormità funzionale (un vizio gravissimo che rende l’atto del tutto estraneo al sistema). Il giudice agisce infatti in carenza assoluta di potere, attribuendosi una facoltà punitiva non concessa dalla legge.

La Corte Costituzionale ha evidenziato che il legislatore bilancia due esigenze contrapposte: reprimere le denunce temerarie e garantire l’accesso alla tutela penale. Non esiste alcun principio costituzionale che imponga il recupero forzoso delle spese legali a carico del privato cittadino quando la notizia di reato risulta infondata. La scelta di escludere la condanna alle spese nella fase preliminare rientra nella piena discrezionalità del Parlamento.

Le conclusioni: l’annullamento della condanna e la tutela dei querelanti

La Corte di Cassazione ha accolto integralmente le difese delle persone offese. I giudici hanno annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata limitatamente alla statuizione sulle spese, cancellando definitivamente l’obbligo economico. I querelanti non dovranno versare alcuna somma agli indagati.

La pronuncia ristabilisce un principio di certezza del diritto processuale. Chi presenta una querela non rischia di dover rimborsare gli onorari difensivi della controparte qualora il procedimento termini con una semplice archiviazione. La sentenza protegge il diritto di accesso alla giustizia penale da illegittime sanzioni patrimoniali.

Il giudice può condannare il querelante a pagare le spese legali in caso di archiviazione?
No, la legge penale non consente al giudice delle indagini preliminari di addebitare le spese di difesa al querelante quando archivia il caso.

Quale vizio colpisce l’ordinanza che impone le spese al querelante durante le indagini?
Il provvedimento è affetto da abnormità funzionale per carenza assoluta di potere, in quanto emesso al di fuori dei poteri attribuiti al giudice dalla legge.

Quando è possibile una condanna alle spese legali per chi ha sporto querela?
La condanna alle spese può avvenire solo dopo una sentenza formale di non luogo a procedere o di assoluzione al termine del processo vero e proprio.

Termini giuridici

Archiviazione
La decisione del giudice di chiudere le indagini preliminari senza avviare il processo penale.
Abnormità funzionale
Un difetto gravissimo che rende un atto giudiziario illegittimo perché emesso al di fuori di ogni potere di legge.
Querela
La dichiarazione con cui la persona offesa chiede all'autorità giudiziaria di punire il responsabile di un reato.
Sentenza di non luogo a procedere
La pronuncia con cui il giudice dell'udienza preliminare decide di non mandare a giudizio l'imputato.
Carenza assoluta di potere
La situazione in cui un giudice emana un ordine che la legge non gli consente minimamente di adottare.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)