Concordato in Appello: I Limiti del Ricorso in Cassazione
Il concordato in appello, introdotto dall’articolo 599-bis del codice di procedura penale, rappresenta uno strumento per definire il processo in modo più rapido, attraverso un accordo tra l’imputato e la pubblica accusa sulla pena da applicare. Tuttavia, questa scelta processuale comporta importanti conseguenze sulla possibilità di impugnare la decisione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 44862/2023) chiarisce in modo netto quali sono i limiti del ricorso avverso una sentenza di questo tipo.
Il Caso: Dall’Accordo in Appello al Ricorso
Nel caso di specie, un imputato era stato condannato per tentata estorsione aggravata. In secondo grado, la difesa aveva raggiunto un accordo con la Procura Generale presso la Corte di Appello per la rideterminazione della pena. La Corte d’Appello, recependo l’accordo, emetteva la sentenza ai sensi dell’art. 599-bis c.p.p.
Nonostante l’accordo raggiunto, il difensore dell’imputato decideva di presentare ricorso per cassazione, lamentando un difetto di motivazione della sentenza d’appello sia sulla qualificazione giuridica del reato sia sulla determinazione della pena. In sostanza, si contestavano proprio gli elementi che erano stati oggetto del patto processuale.
La Decisione della Cassazione sul concordato in appello
La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito un principio consolidato, fondamentale per comprendere la natura e gli effetti del concordato in appello.
I Motivi di Ricorso Ammessi
Il ricorso in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento in appello è consentito, ma solo per ragioni molto specifiche che attengono alla regolarità del procedimento con cui si è formato l’accordo. In particolare, è possibile contestare:
1. Vizi nella formazione della volontà: se l’imputato ha espresso il suo consenso all’accordo a causa di errore, violenza o dolo.
2. Irregolarità nel consenso del Procuratore Generale: se il consenso dell’accusa non è stato validamente prestato.
3. Difformità della sentenza: se la decisione del giudice si discosta da quanto concordato tra le parti.
I Motivi di Ricorso Inammissibili
Al di fuori di queste ipotesi, la maggior parte delle doglianze sono considerate inammissibili. Tra queste, rientrano proprio quelle sollevate nel caso in esame:
* La qualificazione giuridica del fatto: accettando il concordato, l’imputato accetta anche l’inquadramento giuridico del reato proposto dall’accusa.
* La congruità della pena: la pena applicata è il cuore dell’accordo, e non può essere messa in discussione successivamente.
* La mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento: aderendo all’accordo, si rinuncia implicitamente a far valere eventuali cause di non punibilità evidenti (ex art. 129 c.p.p.).
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che l’accordo processuale previsto dall’art. 599-bis c.p.p. si fonda sulla rinuncia delle parti a far valere determinate contestazioni in cambio di un trattamento sanzionatorio concordato. Permettere un ricorso su punti che costituiscono l’oggetto stesso dell’accordo, come la qualificazione del reato o l’entità della pena, significherebbe snaturare l’istituto del concordato, vanificandone la funzione deflattiva e la logica negoziale.
L’imputato, con l’assistenza del suo difensore, sceglie volontariamente di non contestare più il merito della decisione di primo grado per ottenere una pena certa e spesso più mite. Questa scelta implica una rinuncia implicita ai relativi motivi di appello, che non possono essere riproposti in sede di legittimità. Pertanto, secondo la Corte, né la questione sulla corretta qualificazione giuridica né quella sulla congruità della pena possono essere oggetto di ricorso per cassazione avverso la sentenza di concordato in appello.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Sentenza
Questa ordinanza conferma che la scelta del concordato in appello è una decisione strategica che deve essere ponderata attentamente. Se da un lato offre il vantaggio di una rapida definizione del processo e di una pena prevedibile, dall’altro comporta una significativa limitazione del diritto di impugnazione. È fondamentale che l’imputato e il suo difensore siano pienamente consapevoli che, una volta raggiunto l’accordo, non sarà più possibile contestare in Cassazione la ricostruzione del fatto, la sua qualificazione giuridica o la pena patteggiata, salvo i rari casi di vizi nella formazione del consenso.
È possibile impugnare in Cassazione una sentenza di concordato in appello contestando la pena applicata?
No, secondo l’ordinanza, la congruità della pena è uno degli elementi oggetto dell’accordo tra le parti e, pertanto, non può essere contestata con ricorso per cassazione, in quanto si tratta di un motivo a cui si è rinunciato con l’accordo stesso.
Si può ricorrere contro un concordato in appello per un errore nella qualificazione giuridica del reato?
No, l’ordinanza stabilisce che anche la qualificazione giuridica del fatto rientra nell’accordo e non può essere oggetto di ricorso, poiché aderendo al concordato si accetta l’inquadramento del reato proposto.
In quali casi è ammesso il ricorso per cassazione contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello?
Il ricorso è ammesso solo per motivi specifici che riguardano la validità dell’accordo, come vizi nella formazione della volontà della parte, irregolarità nel consenso del Procuratore generale o un contenuto della sentenza finale diverso da quanto concordato tra le parti.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 44862 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 44862 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 11/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a BENEVENTO il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 22/03/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO
1.1 La Corte di Appello di Napoli, con sentenza ex art. 599 bis cod.proc.pen. in data 22 marzo 2023, applicava a COGNOME NOME in ordine al reato di tentata estorsione aggravata allo stess ascritto la pena concordata tra le parti.
1.2 Avverso detta sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore dell’imputato deducendo con difetto di motivazione in ordine alla qualificazione giuridica ed alla determinazio della pena.
CONSIDERATO IN DIRITTO
2.1 Il ricorso è proposto per motivi non denunciabili avverso la sentenza di concordato in appello e deve, pertanto essere dichiarato inammissibile.
Ed invero, secondo l’orientamento di questa Corte di cassazione, in tema di concordato in appello, è ammissibile il ricorso in cassazione avverso la sentenza emessa ex art. 599 bis cod. proc. pen. che deduca motivi relativi alla formazione della volontà della parte di accedere concordato in appello, al consenso del Procuratore generale sulla richiesta ed al contenuto difforme della pronuncia del giudice, mentre sono inammissibili le doglianze relative a moti rinunciati o alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. pro pen (Sez. 2, Ordinanza n. 30990 del 01/06/2018, Rv. 272969 – 01). Ne consegue che né la
questione sulla corretta qualificazione giuridica né. quella sulla congruità. della pena posso essere oggetto di ricorso per cassazione avverso la sentenza di concordato in appello.
In conclusione, l’impugnazione deve ritenersi inammissibile a norma dell’art. 606 comma terzo cod.proc.pen.; alla relativa declaratoria consegue, per il disposto dell’art. cod.proc.pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in C 3.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Roma, 11 ottobre 2023
IL PRESIDENTE