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Competenza territoriale: Cassazione chiarisce i criteri

La Corte di Cassazione interviene su un conflitto di competenza territoriale tra i Tribunali di Catania e Genova in un procedimento per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Corte dichiara inammissibile il conflitto, confermando la competenza di Catania sulla base di una precedente decisione. La sentenza ribadisce che, per reati associativi transnazionali, se il luogo di costituzione dell’associazione non è noto, la competenza territoriale si radica nel luogo dove è stato commesso il primo dei reati scopo contestati.

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Pubblicato il 20 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 45360 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 1 n. 45360/2023)

Competenza Territoriale nei Reati Transnazionali: La Cassazione Fa Chiarezza

La determinazione della competenza territoriale rappresenta una delle questioni preliminari più delicate nei procedimenti penali complessi, specialmente quando coinvolgono organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito i principi guida per risolvere i conflitti tra uffici giudiziari in casi di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un fenomeno sempre più transnazionale. Vediamo nel dettaglio il caso e la decisione della Suprema Corte.

I Fatti del Caso: un Conflitto tra Procure

Il caso nasce da un’indagine coordinata dalla Procura di Catania su un’associazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione porta a una serie di fermi eseguiti in diverse città italiane. A seguito dei fermi, alcuni Giudici per le Indagini Preliminari (GIP) convalidano l’arresto e applicano misure cautelari, dichiarandosi però incompetenti territorialmente e trasmettendo gli atti a Catania.

Il GIP di Genova, tuttavia, adotta una posizione differente. Pur disponendo misure cautelari, dichiara la propria incompetenza per il reato associativo a favore di Catania (in base al criterio del luogo di prima iscrizione della notizia di reato) e per i reati fine (i singoli episodi di favoreggiamento) a favore del Tribunale di Imperia, ritenendo che i reati si fossero consumati a Ventimiglia, luogo designato per l’ingresso in Francia.

Investito nuovamente del caso, il GIP di Catania solleva un conflitto negativo di competenza, sostenendo che la giurisdizione per l’intero procedimento, compreso il reato associativo, spettasse al Tribunale di Genova. La questione è così giunta all’esame della Corte di Cassazione.

La questione della competenza territoriale per i reati associativi

La questione centrale ruotava attorno all’individuazione del giudice territorialmente competente a giudicare sia il reato associativo (capo 1) sia i numerosi reati scopo ad esso collegati. Il GIP di Catania argomentava che tra il reato associativo e i reati fine sussistesse una connessione forte, tale da richiedere un unico processo. Poiché il programma criminale prevedeva il sistematico trasferimento dei migranti in un altro Stato attraverso Ventimiglia, l’ultimo luogo in territorio nazionale dove si era svolta una parte dell’azione era proprio Ventimiglia, ricadente nella competenza del Tribunale di Genova (che avrebbe ‘attratto’ a sé anche i reati satellite).

Le motivazioni

La Corte di Cassazione, nel risolvere la questione, ha dichiarato il conflitto inammissibile. La ragione di tale decisione non risiede in una nuova analisi del merito, ma nel fatto che la stessa Sezione della Corte si era già pronunciata sulla medesima questione con una sentenza emessa solo due mesi prima, a seguito di un altro conflitto sollevato nello stesso procedimento.

La sentenza richiama integralmente le motivazioni della precedente decisione, che diventano il fulcro del ragionamento giuridico. La Corte aveva stabilito i seguenti punti cardine:

  1. Connessione tra Reati: Esiste un chiaro rapporto di connessione tra il reato associativo e i reati scopo, che giustifica lo spostamento della competenza per un processo unitario.
  2. Prevalenza della Competenza Distrettuale: La contestazione di un reato di cui all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p. (come l’associazione per delinquere) determina una vis actractiva, cioè una forza di attrazione che radica la competenza presso la procura distrettuale, anche per i reati connessi.
  3. Criteri Sussidiari: Quando, come in questo caso, l’associazione opera a livello transnazionale e non è possibile individuare con certezza il luogo di costituzione o di operatività esclusiva, si applicano le regole dell’art. 16 c.p.p. La competenza è determinata dal luogo di commissione del reato più grave tra quelli connessi e, in caso di pari gravità, dal luogo del primo reato commesso.
  4. Individuazione del Primo Reato: Poiché tutti i reati fine contestati erano della stessa specie e aggravati dalle medesime circostanze, il criterio dirimente è diventato quello temporale. Il primo episodio criminale documentato dagli inquirenti era stato commesso a Catania nei mesi di marzo e aprile 2021. Di conseguenza, la competenza territoriale è stata definitivamente radicata presso il Tribunale di Catania.

Le conclusioni

La decisione della Cassazione, dichiarando l’inammissibilità del nuovo conflitto, chiude definitivamente la questione giurisdizionale, confermando la competenza del GIP del Tribunale di Catania per l’intero procedimento. Questa pronuncia offre un’importante lezione pratica: nei procedimenti per reati associativi transnazionali, la cui struttura è spesso fluida e delocalizzata, i criteri suppletivi previsti dal codice di procedura penale diventano fondamentali. La localizzazione del primo reato scopo commesso sul territorio nazionale si rivela l’ancora che permette di fissare con certezza il giudice competente, garantendo così una gestione unitaria ed efficiente del processo.

Come si determina la competenza territoriale per un reato associativo transnazionale se non si conosce il luogo di costituzione?
Si applicano i criteri suppletivi dell’art. 16 del codice di procedura penale. La competenza è determinata dal luogo in cui è stato commesso il reato connesso più grave o, in caso di pari gravità, il primo reato in ordine di tempo.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il conflitto di competenza?
Perché la Corte si era già espressa sulla medesima questione di competenza territoriale, nello stesso procedimento, con una precedente sentenza del 13/07/2023. La questione era quindi già stata decisa e non poteva essere riproposta.

Quale principio è stato decisivo per attribuire la competenza al Tribunale di Catania?
Il principio decisivo è stato quello temporale. Poiché i reati fine erano tutti di pari gravità, la competenza è stata radicata nel luogo di commissione della prima condotta contestata, che secondo l’accusa era avvenuta a Catania tra marzo e aprile 2021.

Termini giuridici

Conflitto di competenza
Situazione che si verifica quando due o più giudici si dichiarano contemporaneamente competenti o incompetenti a decidere sullo stesso procedimento. Viene risolto dalla Corte di Cassazione.
Reato associativo
Un reato commesso da un gruppo organizzato di persone che si uniscono stabilmente per commettere una serie di delitti. La semplice partecipazione al gruppo è di per sé un reato.
Reati scopo
I singoli delitti che un'associazione criminale si prefigge di commettere. Sono distinti dal reato associativo ma ad esso connessi.
Vis actractiva
Letteralmente 'forza attrattiva'. Nel diritto processuale, indica il potere di un reato (solitamente più grave o di competenza di un giudice speciale) di 'attrarre' nella competenza dello stesso giudice anche altri reati ad esso connessi.
Competenza territoriale
Il criterio che stabilisce quale, tra i vari uffici giudiziari sparsi sul territorio nazionale, sia quello competente a giudicare un determinato reato, solitamente in base al luogo in cui il reato è stato commesso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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