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Competenza per territorio: quando è troppo tardi?

La Corte di Cassazione interviene su un conflitto tra tribunali, stabilendo che l’eccezione di incompetenza per territorio deve essere sollevata prima della trattazione delle questioni preliminari. Nel caso di specie, l’eccezione del PM, sollevata dopo l’apertura del dibattimento, è stata ritenuta tardiva. Di conseguenza, è stata confermata la competenza per territorio del primo giudice che aveva già avviato il processo, sottolineando la natura perentoria dei termini processuali.

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Pubblicato il 9 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Competenza per Territorio: Quando l’Eccezione è Tardiva e Inammissibile

La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 16328 del 2024, offre un importante chiarimento sui termini per sollevare l’eccezione di incompetenza per territorio nel processo penale. La decisione sottolinea come il rispetto delle scadenze procedurali sia fondamentale, al punto da radicare la competenza presso un giudice anche se, in astratto, non sarebbe quello territorialmente corretto. Analizziamo come un’eccezione tardiva abbia determinato l’esito di un conflitto di competenza.

I Fatti del Processo e il Conflitto tra Tribunali

Tutto ha origine da un procedimento per reingresso abusivo nel territorio dello Stato. Inizialmente, il Tribunale di Roma, con una sentenza del 2021, aveva declinato la propria giurisdizione, indicando che il reato era stato commesso a Ciampino, area rientrante nella circoscrizione del Tribunale di Velletri.

Il processo si sposta quindi a Velletri. Durante un’udienza del giugno 2023, il Tribunale procede con gli atti iniziali: vengono trattate le questioni preliminari, si dichiara l’assenza dell’imputato e, dopo l’apertura formale del dibattimento, vengono ammesse le prove.

Il colpo di scena arriva in un’udienza successiva, a luglio 2023: il Pubblico Ministero solleva per la prima volta la questione di incompetenza per territorio. Nello stesso giorno, peraltro, il Tribunale di Velletri svolgeva anche attività istruttoria. Di fronte a questa eccezione, il Tribunale di Velletri decide di sollevare un conflitto negativo di competenza, rimettendo la decisione alla Corte di Cassazione.

La Questione sulla Competenza per Territorio e i Termini di Legge

Il nodo centrale della controversia riguarda il momento esatto in cui è possibile eccepire l’incompetenza territoriale. La difesa del sistema processuale si basa su regole precise per garantire certezza e celerità. La competenza per territorio, a differenza di quella per materia, può essere derogata se le parti non la contestano nei tempi e modi previsti dalla legge.

La normativa di riferimento è l’articolo 21, comma 2, del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce che l’incompetenza territoriale deve essere eccepita o rilevata, a pena di decadenza, subito dopo compiuti per la prima volta gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, ovvero nella fase delle questioni preliminari.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, nell’analizzare il caso, ha ritenuto il conflitto sollevato dal Tribunale di Velletri inammissibile, fondando la propria decisione su un’argomentazione puramente procedurale. I giudici hanno osservato che la questione di incompetenza era stata proposta dal PM in un momento successivo a quello consentito dalla legge.

Il Tribunale di Velletri, infatti, aveva già superato la fase delle questioni preliminari nell’udienza del 1° giugno 2023. In quella sede, nessuna delle parti aveva sollevato obiezioni sulla competenza. Di conseguenza, secondo la Cassazione, la possibilità di contestare la competenza territoriale era ormai preclusa. L’eccezione del PM, avanzata a luglio, era palesemente tardiva.

La Corte ha quindi affermato che, una volta superata la fase delle questioni preliminari senza che sia stata sollevata l’eccezione, la competenza del giudice si radica definitivamente e il processo deve proseguire dinanzi a lui. Non importa se, in teoria, un altro tribunale sarebbe stato quello corretto; il mancato rispetto dei termini procedurali sana di fatto la potenziale anomalia.

Conclusioni

La sentenza ribadisce un principio cardine del diritto processuale penale: i termini per sollevare determinate eccezioni sono perentori. La decisione ha importanti implicazioni pratiche: avvocati e pubblici ministeri devono prestare la massima attenzione alla fase preliminare del dibattimento, poiché è l’ultima finestra utile per contestare la competenza territoriale. Omettere di farlo in quel momento significa accettare la giurisdizione del giudice adito, con tutte le conseguenze del caso. La pronuncia della Cassazione, quindi, non entra nel merito di quale fosse il tribunale ‘giusto’, ma si limita a sanzionare la tardività dell’eccezione, riaffermando la competenza del Tribunale di Velletri e disponendo la trasmissione degli atti per la prosecuzione del giudizio.

Quando va sollevata l’eccezione di incompetenza per territorio in un processo penale?
Secondo la sentenza, l’eccezione deve essere sollevata e decisa nella fase delle questioni preliminari, subito dopo la costituzione delle parti e prima dell’apertura del dibattimento, come previsto dall’art. 21, comma 2, del codice di procedura penale.

Cosa succede se l’eccezione di incompetenza per territorio viene sollevata in ritardo?
Se l’eccezione viene sollevata dopo la trattazione e risoluzione delle questioni preliminari, è considerata tardiva e quindi preclusa. Di conseguenza, il giudice davanti al quale pende il processo mantiene la competenza a decidere il caso, anche se non sarebbe quello territorialmente competente secondo le regole generali.

Può il Pubblico Ministero sollevare la questione di incompetenza per territorio dopo l’ammissione delle prove?
No. La sentenza chiarisce che anche per il Pubblico Ministero il termine ultimo per sollevare la questione è quello della fase preliminare al dibattimento. Proporla dopo l’apertura del dibattimento e l’ammissione delle prove è inammissibile perché tardivo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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